…e candidamente hai fatto fuoco

Troppo dolce perdersi nei ricordi.
E la paura di dimenticare completamente.
Una realtà che ferisce e lame acuminate nel petto.

Mi hai dato la scelta, convinta che sapessi scegliere.
Ma il destino ha mischiato le carte in tavola,
quando mi accorgo di essere ancora “Io“.

In bilico sempre verso il perdere tutto,
dietro di me un burrone e preghiere per chi crede
mentre carichi i proiettili e mi sorridi.

Ho sepolto il mio mostro sotto cumuli di macerie in fiamme
e ho lasciato che il sangue di ciclope meccanico fluisse via,
ma non è bastato per cambiare la mia natura.

Così hai impugnato la pistola mirando al cuore
un battito di ciglia, un in’istante, il grilletto
e candidamente hai fatto fuoco.

Once divided… nothing left to subtract…
Some words when spoken… can’t be taken back…
Walks on his own… with thoughts he can’t help thinking…
Future’s above…but in the past he’s slow and sinking…
Caught a bolt ‘a lightnin’… cursed the day he let it go…
Nothingman…

Nell’autoradio: Nothingman, Pearl Jam

Now show me how to live

Non sono più riuscito a scrivere, ma tu questo lo sai.
Ho pensato che tutto potesse andare meglio, e poi peggio, ma adesso dimmi: cosa importa?

Ho trovato forse un equilibrio, a volte solido, a volte precario.
Ho rischiato ed ho paura perché non so di preciso dove sto andando.
La mia barca ora è in secca, ora nella tempesta, ma va.
Con le vele sempre spiegate e l’incoscienza di chi non sa cosa aspettarsi.
E mi rendo conto che qualche volta ti ho volutamente dimenticato.
Non sono più passato a trovarti, rallentando i miei ricordi fino a sentire il freddo dentro.

E davanti alla tua tomba non sono più riuscito a dire nulla.
Ma se mi guardo allo specchio, le mie macchie mi ricordano sempre chi sono e cosa è successo: che la notte avanza, e tutto quello che mi continua a scavare la faccia, mi riempie di tutto quello che serve per andare avanti.

And in the after birth
On the quiet earth
Let the stains remind you
You thought you made a man
You better think again
Before my role defines you
Nail in my hand
From my creator
You gave me life
Now show me how to live

Nelle cuffie: Audioslave, Show me how to live

Hallelujah

Ho guardato nello specchio ancora una volta, cercando tracce di quello che pensavo di me. Ho visto ancora le mie macchie, quegli occhi marroni e qualche ruga in più.
Ho visto errori e notti in cui dormire è stato difficile. Ho visto acqua torbida e pelle increspata dal freddo. Ed ho visto che da qualche parte ho lasciato forse qualcosa di più del pezzetto di cuore che avevo preventivato. Ho visto viaggi in solitudine, lo stereo della macchina spento e poi il rumore del motore e qualche lacrima di troppo.

E poi tu hai preso le mie mani portandole al petto e mi hai detto che è solo notte che mi sta abbracciando quando, con un bacio dolce sulle labbra e una luna strana che risplendeva sopra la mia testa, ho sentito il vento sussurrarmi nelle orecchie, e ho capito che dovrei essere grato per ogni singolo istante che mi è stato concesso in questa piccola, stupida vita.

Baby I’ve been here before
I’ve seen this room and I’ve walked this floor (you know)
I used to live alone before I knew you
And I’ve seen your flag on the marble arch
And love is not a victory march
It’s a cold and it’s a broken Hallelujah

Nell’Ipod: Jeff Buckley, Halleluja

#2

Manca qualche giorno a quel 22 maggio e io non riesco a smettere di pensarci.
Vorrei poterti parlare ancora, di tuo figlio, di quello che io ho il privilegio di vedere.
Vorrei poterti abbracciare e vedermi ancora una volta un Gran Premio con te, come non ho fatto quando c’eri. Valentino è ancora forte ne saresti orgoglioso.
E poi, vorrei poter fare un ultimo giro in moto con te, perché la verità, volente o nolente, è che non sono riuscito più a farmi un giro con nessuno.

Perché a due anni di distanza sono cambiato ed è cambiato anche chi ti era accanto.
Ma ogni tanto il tuo silenzio affonda le mani tra i miei ricordi e mi ritrovo a rivivere quel maledetto giorno in cui sei andato via.

Vorrei dirti che sono migliore di allora, che sono più forte, che dalla tua morte ho imparato qualcosa.
Ma dimenticare il dolore mi fa perdere ogni giorno qualcosa di te.
E qualche volta mi sento in colpa quando mi ritrovo ad essere felice, quando mi ritrovo a non pensare più a niente.

Così ormai sono 2 anni, e non c’è stato un solo giorno di questi 730 in cui non ti ho pensato.
La notte piano piano sta calando sul tuo ricordo, ma per quello che vale, per quanto possa servire, ti sento dentro. So che ci sei quando guardo gli occhi blu di tuo figlio, so che ci sei quando ci gioco, quando mi prende a testate, quando veloce lascia un bacio sulla foto della tua tomba.

Emptiness is filling me
To the point of agony
Growing darkness taking dawn
I was me but now he’s gone

Nelle cuffie dell’iPod: Metallica, Fade To Black

Perché così posso

Un esame andato male, i primi scontri con la vita.
Parole sgrammaticate, sconnesse e senza troppo senso.
Prendersi sul serio e poi in giro.
Essere se stessi e avercela con qualcuno.
Poi innamorarsi, amare, e piangere.
Fingere una vita, costruirne una vera.
Vedere andare in frantumi tutto.
Poi raccogliere i pezzi per assemblare qualcosa.
Prendere una montagna di parole, fare della carne un soffritto.
E convertite tutta questa merda in un blog.
Amici che ci sono, amici persi, amici che non ci sono più.
E tante persone attorno.
Perché chi ha contato qualcosa per me è tra queste righe.
Perché così posso ricordare chi non c’è più.

Perché sono 10 anni di blog e questa è dedicata a te…

On air: The Thin Line Between Love And Hate, Iron Maiden

 

Salve a chi di voi leggerà questo Blog.
E’ il mio primo blog, ed il mio primo post e di preciso non so che scrivere, comunque, forse una cosa ce l’ho da dire: anche se banale, vorrei salutare la compagnia dei bardi, Marcy, Mario, e Marco, senza di loro non avrei mai capito cosa significa la parola amicizia, e anche se non leggeranno mai questo post vorrei dirgli GRAZIE, grazie per ogni singolo giro nella 126 o nella “MC mobile” o nella punto. Grazie per tutto il vino e le bevute che ci siamo fatti in tutti questi anni. Il mio primo pensiero va a voi.

Di mattine intrise d’umidità

Ancora una volta ho lasciato il blog a se stesso
e ho vissuto fino alla fine del giorno.

Ho lasciato parole, a volte piene
a volte vuote
intrise d’umidità nella nebbia dell’inverno.

Perché non avevo più nulla da dire
di me, del caso, dei miei perché.

E tra le mattine bagnate di rugiada e smog del GRA
una nuova versione spiegazzata di me.

Della notte e del giorno, del traffico alla mattina,
della fretta alla sera.

E poi, ancora mattine troppo corte vissute in caldi e umidi abbracci
con l’odore di caffè appena fatto e sveglie lasciate a suonare.

Ho dimenticato di scrivere, è vero,
ma pian piano ho ricominciato a vivere.

I dig my toes into the sand.
The ocean looks like a thousand diamonds strewn across a blue blanket.
I lean against the wind, pretend that i am weightless and in this moment i am happy.

I wish you were here

On air: Incubus, Wish You Were Here

E poi questa fottuta playlist anni 90/inizio 2000

Una playlist anni 90/inizio 2000, pensieri spezzettati misti a ricordi e una vita che come un motore ingolfato, singhiozza. Tengo botta cercando di non esplodere e per qualche momento mi sento ancora una volta lontano da tutto e da tutti.

Ho paura, ma cazzo, ormai ce l’ho da un botto e ho imparato a conviverci quando i miei  vorrei si spengono nei posso. Cerco un appiglio per non lievitare in aria e andarmene affanculo con la mente. Penso al 2014, alle facce che ho visto e a quelle che non rivedrò mai più, e le situazioni mi esplodono in mano con fare da bomba ad orologeria.

Ma mi ricordo che devo stare calmo perché ne ho passate tante e tante ne dovrò passare. E una parte di me non si arrende e continua a sognare, a volere di più, e a strattonare imperterrita la catena al collo della mia bestia.

Esplosioni addominali miste ad adrenalina, e sembra come quando alle superiori prima del compito di matematica realizzavo di non sapere un cazzo degli integrali…
E poi questa fottuta playlist anni 90/inizio 2000 con tutte queste canzoni spensierate…

E stranamente,  per qualche momento smetto di aver paura e penso a me stesso come a qualcosa di fluido e in continuo mutamento… Forse sto imparando
Forse, nonostante i calci della vita facciano male sui reni, nonostante le insicurezze e le paure, sento di essere vivo e so che posso andare avanti, perché la strada è sempre lunga e contorta, ma tanto io sto imparando a volare

Now I’m looking to the sky to save me
Looking for a sign of life
Looking for something to help me burn out bright
I’m looking for a complication
Looking ‘cause I’m tired of lying
Make my way back home when I learn to fly high.

Su Spotify: Foo Fighters, Learn To Fly