Modi di vedere.

Salve,
    La domanda che corre per la mia mente negli ultimi tempi è questa: A chi cazzo mai dovrebbe fregare quello che scrivo sul blog? E’ una domanada a cui non sò rispondere. E’ certo che questo mio piccolo spazio nella web-marea, per citare una frase di Ska, ha avuto un effetto rilassante sulla mia vita, sui miei nervi.
Comunque, perchè a chi legge dovrebbero interessare le mie vicende, i miei problemi? Delle volte mentre scrivo ho l’impressione che i miei problemi siano enormi, insormontabili. Anche nei blog che leggo in giro vedo che + o – c’è la stessa aria.
Problemunchi su problemunchi che si accalcano in migliaia di pagine web, come se questo egoismo di fondo, questa comunità di "piccoli dispiaceri" fosse la cosa che ci tira su… (non a caso mal comune mezzo gaudio).
L’altro giorno riflettevo su quelle famiglie che hanno lo sfratto, su quei papà e mamme che non riescono ad arrivare alla fine del mese, secondo me, quelli sono dei veri problemi. L’aids, la fame la sete, tutte quelle persone che non devono lottare per star bene, ma per sopravvivere, quelle si che avrebbero da raccontare il loro problemi… Oppure no. Non li raccontano, non lo fanno, perché non vogliono, o perchè non ne hanno la possibilità.
Credo che anche nei nostri problemi, siamo lo stesso dei privileggiati-fortunati, e credo che, almeno per quello che mi riguarda, non è sbagliato lamentarsi, ognuno è libero di fare quello che gli pare, ma almeno chi silamenta (quindi anche io) dovrebbe avere una certa continenza, anche in rispetto di chi ha problemi maggiori e di chi non può farlo.

Tutte queste non vogliono essere riflessioni x verità assolute, anzi, non c’è niente di più flessibile di un pensiero come questo. Le interpretazioni che do possono essere condivise o meno, e per questo, se quello che leggete non lo condividete o non vi piace, potete commentarlo, oppure potete semplicemete chiudere la pagina.

La canzone di oggi è Wasting Love Degli Iron Maiden
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2 pensieri su “Modi di vedere.

  1. A mia detta, come ben sai, i panni sporchi si lavano in casa propria.
    Mi riesce difficile capire lo sfogo pubblico, il mettere in piazza la propria intimità. A che pro?
    E’ una gara a chi sta peggio?
    E’ una gara a chi racconta il problema + toccante?
    O crediamo che il condividere sè stessi con la sconosciuta web-marea possa aiutarci? Con un commento poi?

    Magari è un modo per sentirsi meno soli di quanto non già siamo.
    Sia chiaro, sono stronzo, ma parlo esclusivamente per me.
    La fortuna di avere libertà sta anche nel non condividere, ma rispettare, le azioni altrui.
    Ciao Raf.
    SKA

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  2. Forse nel tuo commento Skà, c’è una possibile spiegazione al perchè del blog, il fatto di sentirsi meno soli è una cosa condivisibile.
    La senzazione che ho percepito aprendo il blog e vedendo il tuo commento è stata di non menefreghismo. Il fatto che tu o qualcun’altro che leggendo quello che ho scritto lascia un commento, oppure no, mi da la sensazione di condivisione, come se nella web-marea ci fosse un piccolo atollo in cui, ogni tanto qualcuno si incontra quindi, forse, quello che potrebbe spingere la gente al blog è il feedback.
    Poi, come ogni altra cosa che scrivo, questo può essere condivisibile o meno…

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