Pornografia

La pornografia è la trattazione e/o la raffigurazione di soggetti erotico-sessuali in maniera esplicita. Viene definita in senso lato come Descrizione e rappresentazione di cose oscene (ovvero inerenti al sesso). La parola viene dal greco πορνογραφια, letteralmente scrivere su o disegnare prostitute.

Tratto da Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Pornografia.

Solo esteriorità, passione (dolore) raffigurazione di un momento di un istante, oscena agli occhi della gente, ma necessaria per la società. Nel singolo ripudiabile, nella società businnes. Corpi di donne, parti di uomini, raffigurati nell’amplesso.

Il corpo, il mezzo fisico che ci collega e lega alla vita e nel rapporto con gli altri corpi. Una barriera che racchiude la nostra parte intangibile. Barriere che si intersecano, barriere che data la loro natura sono costrette a invecchiare, e poi a morire.

Pelle, che si sfrega con altre, che separa i sentimenti dal resto del mondo e che li porta ad annullaresi nella loro raffigurazione.

Corpo, pelle, sesso, pornografia, tutto è destinato a morire, ed i sentimenti, riescono a sopravvivere alla morte?

Possibile?

Possibile…
    che toccherà anche a me lasciare queste spoglie divertenti e finire in una noisosa normalità senza pazzia? Il tempo scorre sul mio orlogio della vita, ed ogni giorno un pezzettino della mia incoscienza viene grattato via, come fanno le onde sugli scogli.
Ho paura che non riuscirò più a provare quel divertimento adolescenziale che provavo quanndo mi ubriacavo con gli amici qualche anno fa. Non c’è più una 126, non c’è più un casaletto, e tutti i ricordi "birracchi" sembrano svanire piano nello specchietto retrovisore. Certe volte ho l’impressione che il treno che volevo tanto prendere, l’abbia perso, e pure se dopo ne passerà un altro, non sarà più la stessa cosa. Ho l’impressione di mangiare un gelato che si scioglie troppo in fretta, e non riesco a gustarmelo. Ho bisogno di provare l’ebrezza di un brivido, qualcosa di inatteso che mi lasci basito (nel senso buono). Intanto con questo caldo bestiale mi ritorna in mente il mio vecchio motorino, e le sere fresche passate nelle campagne, mi ricordo il mio vino, due litri messi dentro la sella e poi scolati con gli amici. ho paura che tutto il malsano divertimento rimanga solo un ricordo.

Ora lo so che sto scrivendo una cosa di una noia mortale, forse qualcuno leggendo troverà questo anche un pò pesante (in fondo ho solo 22 anni), ma sento che la vita lineare e troppo "sana" non si addice a quello che sono veramente, e per questo in me c’è il bisogno di uscire dagli schemi.

P.S.

Un mega salutone (corredato di bacio alle donzelle) a quelle persone che visitano sempre il mio Blogghetto (voi sapete chi siete e se avete letto questo vuole dire anche che "ce chiappate").

controllo emozionale

driin, driin, driin,
   
squilla il telefonono, ciao, buongiorno, come stai? Beh mia cara, oggi c’è una novità, non sono più quello che conoscevi, non cedo più alle tue tentazioni, e di tutto quello che dici, niente può ferirmi. Non è più come trea anni fa, quando T. mi trattava come cazzo le pareva. Ho imparato sulle mie ferite cosa vuol dire sentire le emozioni al centro dello stomaco. Amici, ragazze, conoscenti, in  tanti mi hanno ferito, e quella scarica di adrenalina che mi correva nel petto lasciandomi senza fiato, ora la controllo. La mia emotività si sta ghiacciando, e nussuno può farci niente. Ipocrisie, idiosincrasie, cazzate, persone, ex, niente e nessuno potrà arrivare più al centro caldo in cui si affollano le mie emozioni più profonde. Non ti rimane che stare a guardare, e vedere. Cazzo sono cresciuto. Troppo e troppo tempo sono rimasto senza parole, troppo tempo ho lasciato vedere la parte più suscettibile di me, ma ora il tempo è finito. Non è più tardoadolescenza, ora è il tempo della vita adulta.

Un po come un prigioniero delle emozioni, delle pulsioni, degli ormoni, I’m not a number, I’m a free man ah ah ah aha haaaa.

Canzone odierna: The Prisioner by Iron Maiden album:  The number of the beast (1982)

emicranea tardoadolescenziale

Ciao,
    negli ultimi tempi scrivo a tratti nel blog, non scrivo più assiduamente come agli inizi. E’ strano, delle volte ho l’impressione di dover dire mille cose, ma poi, quando mi trovo difronte alla tastiera, tutti i pensieri che mi ronzavano nella testa spariscono e non so che scrivere. Oggi sono andato a consegnare il libretto universitario in segreteria, e guarda un po chi ci trovo? Silvia C. e Monica. Abbiamo parlato un po del più e del meno, e gli ho chiesto, visto che si erano laureate a marzo, se avevano qualche idea sull’università che avrebbero scelto… Roma mi hanno detto, è solo che ci sono test di ingresso e una difficoltà più elevata rispetto all’uni che frequentiamo… boh staremo a vedere.

L’ultimo pensiero di questa mattinata va alla mia Gnocchetta (Silvia) che sta a roma per studiare, e a giudicare dalle telefonate che mi fa. si deve sentire un pochino sola… Gnocchetta, per alleviare la tua sofferenza ti dedico una canzone:

Non l’hai mica capito di Vasco.

Un giorno come tanti altri

Sveglia,
    computer, Iron Maiden, The Prisioner. E’ domenica, e ho le gambe che non riescono a stare ferme, non ho voglia di stare a casa, non ho voglia di farmi delle paranoie, vorrei uscire, prendere il cinquino e ruzzare per Fabrica, Ma non c’è nessuno, L’anziano dorme, Ciccino pure, e io so l’unico stronzo che è tornato alle 2 di notte ieri sera… L’italia ha pareggiato e in giro non c’era nessuno che festeggiava… Per fortuna che c’erano i buoni vecchi Fornaro e Primitivo che mi hanno accompagnato in un giro attraverso i paesi limitrofi ed infine al forno, due cornetti caldi e poi a nanna! Debbo dire che mi serve una serata distruttiva stile cena distruttiva in casaletto, 126 bis e Iron Maiden.

"Tonoght I’m gonna break myself for fist"

Fear of the dark

Fear of the Dark
(Steve Harris)


I am a man who walks alone
And when I’m walking a dark road
At night or strolling through the park

When the light begins to change
I sometimes feel a little strange
A little anxious when it’s dark

Fear of the dark, fear of the dark
I have a phobia that something’s always near
Fear of the dark, fear of the dark
I have a phobia that someone’s always there

Have you run your fingers down the wall
And have you felt your neck skin crawl
When you’re searching for the light?

Sometimes when you’re scared to take a look
At the corner of the room
You’ve sensed that something’s watching you

Have you ever been alone at night
Thought you heard footsteps behind
And turned around and no one’s there?

And as you quicken up the pace
You find it hard to look again
Because you’re sure there’s someone there

Watching horror films the night before
Debating witches and folklore
The unknown troubles on your mind

Maybe you mind is playing tricks
You sense, and suddenly eyes fix
On dancing shadows from behind

Fear of the dark, fear of the dark
I have a phobia that something’s always near
Fear of the dark, fear of the dark
I have a phobia that someone’s always there

When I’m walking a dark road
I am a man who walks alone.