A mia Madre, a mio Padre

Post notturno
nella mia capoccia, stasera, c’è un coacervo di idee che premono sulle mie dita per essere scritte, ma a cui, io, non so dare forma… L’asfalto è corso veloce sotto ai miei piedi. Stanotte l’Anziano, raccontava di se, dei suoi problemi della sua vita… Fermati ad un bar l’anziano propone di berci due birre, le beviamo e continuiamo a parlare. Parliamo ed in un discorso esce fuori quello che è stato il succo della mia vita negli ultimi anni: è meglio lasciare che le cose decidano da sole il loro corso, o è meglio sbattersi per raggiungere quello che si vuole? A questa domanda credo che ognuno di noi potrebbe dare molte risposte, si potrebbe argomentare parecchio, ma di fondo c’è un unica verità: non c’è una risposta definitiva.
Sotto le mie ruote ne è passata tanta di strada, c’è passata quando ero sobrio, quando non lo ero. Negli ultimi anni molti ricordi hanno popolato lo spazio fra i miei tre neuroni… ricordo serate ai cigni completamente ubriaco, ricordo trastevere e le sue birrerie, ricordo anche le ragazze facili, e ricordo che di fondo tutto lo sballo di quei tempi non mi piaceva… Stanotte scrivo così: parole sconnesse e voli pindarici, non c’è un argomento che monopolizzi la mia mente, solo un coacervo…
Persone che odio, persone che amo, persone che ritengo amiche.
Credo che il coacervo nella mia mente si sia formato perché sono in cerca di un nuovo me, uno che si adatti al cambiamento, che sia più duro e menefreghista. Cerco un altro me lo cerco in queste notti, in questi chilometri che passano sotto di me, una nuova identità insomma, un nuovo modo di essere.
Qualche tempo fa lessi sul blog di una persona che bisogna guardare con gli occhi del fanciullino [mutuato da Pascoli  ndr], e che non bisogna perdere mai quello sguardo.
In notti come queste, con la luna incorniciata dalle nuvole, mi rendo conto che sono sempre il sognatore che ero da bambino, molti pensieri e parole ma poca azione.
Adesso mi viene in mente mia nonna, la ricordo con dolcezza, quasi un caldo abbraccio che scalda il mio cuore, e dei pensieri sereni scorrono nella mente…

Vorrei che ci fosse un posto fuori dal dominio del logico e del razionale, un posto in cui si potesse decidere di se stessi in libertà, in cui le logiche umane non fossero necessarie, in cui si potesse essere quello che si vuole, rincontrare le persone care, e perché no, farmi una bella chiacchierata con mio nonno, con mia nonna, solo per dirgli che non c’è tristezza nella mia anima, e che tutto va bene, per dirgli che mi mancano molto, e che questa casa che hanno costruito, è molto sicura, anche se un giorno dovrò andarmene, e dovrò lasciare il conforto di queste mura.
Vorrei dirgli un’altra cosa, vorrei ringraziali per la famiglia che mi hanno dato, senza di cui, non sarei niente…

L’ultimo pensiero di stanotte va a mia madre e mio padre.

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3 pensieri su “A mia Madre, a mio Padre

  1. Anche io molte volte penso a tutte le frasi che ho taciuto ai miei genitori, e a come un giorno potrei rimpiangerle… viviamo nella continua ed eterna paura che, un giorno, tutto possa volar via, lontano da noi, che rimaniamo con l’impotenza di poterlo fermare.

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