Post mattutino

Ciao,
    c’è molta adrenalina nel mio sangue stamattina, ho una fitta in mezzo alla pancia, e non riesco nemmeno a farmi su il letto. Credo che l’adrenalina sia data dal fatto che tra pochi giorni mi ritroverò davanti al mio fantasma: l’esame di diritto dei mezzi di comunicazione. Non so che dire, so solo che stamattina dovrei studiare, invece ho visto un film su italia 1 chiamato Roxanne. L’amore per i film anni 80 è più forte di qualsiasi esame/laurea/tesi… Grazie al Faciolo (www.faciolo.splinder.com)  ho scoperto questo amore. Infondo siamo una generazione figlia degli anni 80.
Di questi anni portiamo i pregi ed i difetti, portiamo quella voglia di uscire dagli schemi, quella voglia di uscire dalla crisi, e portiamo quella crisi stessa che ci ha portato agli anni 90. Riflettendo, siamo passati attraverso ogni sorta di riforme scolastiche, riforma delle elementari, delle medie, delle superiori, ed infine dell’università.
Figli di una perenne riforma, e per questo troviamo conforto in quegli anni in cui eravamo piccoli, in cui tutto sembrava naturale, in quegli anni in cui la società era adolescente, e noi eravamo i figli prematuri di una relazione durata troppo poco.
Oggi sto al minimo, e per citare una frase del buon vecchio Stefano, cerco sempre quello stato di grazia che mi porta 1000 giri sopra… sopra il minimo, sopra ogni altra cosa. 1000 giri, non di più, per non farmi troppo male, per sfuggire dal mero vivere, e godersi un pò di più la vita.

Bella definizione Stè, ma se me lo concedi, bisogna vedere anche a quanto arriva il fondoscala del nostro ipotetico contagiri della vita, e quanti giri può sopportare il nostro motore…

Con questa definizione "meccanico/motoristica" della vita e del divertimento Fornite da Stefano posso concludere il post di oggi.

Un Saluto a coloro che vivono la propria vita alla ricerca di quei 1000 girni sopra il minimo.

Raf

Uds e R3M

Si chiama Raffaele,
    ha ventidue anni, è iscritto alla facoltà di scienze politiche, i suoi hobbies sono computer cinema, film e metal. All’apparenza ragazzo ordinario e preciso in realtà vive due vite ben distinte. In una E’ Raffaele, semplice ragazzo con dei sani principi e che ama la sua ragazza, nell’altra è Uds, metallaro incallito, sempre in giro con i suoi amici deficenti a distruggere il paese in cui vive. La sua formazione deriva da un gruppo che usciva su di un bar chiamato "Panno verde". All’età di 16 anni capì che la via della profonda rettitudine non era quella giusta, quindi decise che era meglio sperimentare sensazioni e cose diverse. Durante il periodo 1999/2003 affinò i suoi istinti, si prese delle ubriacatuire colossali, ed incontro quella che fu il suo primo amore: la vergine di metallo (Iron Maiden). In quel frangente conobbe gli amici che ancora resistono all’usura del tempo: Marcello, Mario e Marco. Queste 3M ancora lo accompagnano con alcune differenze nella formazione: al posto di Marco detto "Sentenza" è entrato Marco detto "L’Anziano". Dei suoi amici non si conosce molto. Qualcuno dice che sono "pornoattori assatanati di sesso", qualcun altro dice che sono dei malviventi radicati nella mafia locale, che gestiscono un traffico di "belline". Sul loro conto inoltre, si sa che dal 99 e anche prima che Uds si unisse a loro, facevano delle cene… Queste cene Perdurano ancora adesso. Nessuno sa di preciso di cosa si parla e/o tratta in queste fantomatiche cene, un informatore riporta che si odono strani rumori, ruggiti (chissà quale sorta di bestia nascondono), odori di putrefazione, e si è sentito palrare molto di un certo "Herbie il maggiolone tutto fatto". Su Uds e sulla banda, inoltre, circolano anche delle leggende metropolitane: si dice che Uds in una sera di estrema pazzia sia stato capace di bersi 3 bottiglie di fragolino, e successivamente di aver fatto suonare l’antifurto delle auto parcheggiate (in divieto di sosta) con diversi rutti di varia intensità, inoltre si dice di lui che sia un Hacker e che sia riuscito ad entrare nell’archivio segreto di "Rocco Siffredi". Per quanto riguarda il resto della banda Di Marcello detto L’impala Jones si mormora che possieda una micra nera con sedili in pelle di vergini assatanate di sesso, e che possegga un membro enorme, tanto che un giorno una sua presunta "ragazza" si ritrovò con la mascella rotta ed un occhio tumefatto. Mario detto anche Ciccino (un Cazzo!) si dice che habbia una strana perversione per le "bellineeee" di lui si mormora che una ragazza detta anche "Chi**a" Sia rimasta affascinata a tal punto da strapparsi tutti i perizoma per cucire un cartellone con scritto "ciccino ti amo". Infine l’ulmimo membro della banda (ma non per importanza), Marco, detto l’Anziano, di lui si dice che provenga da un gruppo paramilitare, si dice che faccia il meccanico per un importante officina di viterbo, ma in realtà si pensa che organizzi ammucchiate negli autobus del cotral, inoltre di lui si sa che gestisce un giro clandestino di clitoridi, e che costringa i suoi collaboratori a "leccare i marchesi".
Da queste notize giunte per via fiduciaria possiamo desumere che l’associazione "R3M" (ecco il vero nome finale), sia una setta dedita al consumo di alcolici ed in particolare di una particolare sostanza detta "super". I suoi scopi non sono ben chiari, ma da quanto detto emerge che lo scopo degli adepti sia di far della lussuria dell’alcol del vagabondaggio e di qualsiasi altra forma di perversione, la loro missione, e che inoltre chiunque sia venuto a consoscenza degli scopi finali dell’associazione sia stato costretto alla sodomia.
    Concludo con dei ruomors, per quanto sentito si mormora che ai R3M si siano uniti dei discepoli, e  di loro si sa solamente che uno è detto "Trans", un’altro è detto "Fornaro", uno si fachiamare "Primitivo", ed infine c’è un ultimo discepolo  detto anche "Puttanella" che ha una Bravo blu.

Ecco un ritratto delle loro facce.

Uds
Jones
Ciccino (un Cazzo!)
L’anziano
Trans
Fornaro
Primitivo Puttanella

A mia Madre, a mio Padre

Post notturno
nella mia capoccia, stasera, c’è un coacervo di idee che premono sulle mie dita per essere scritte, ma a cui, io, non so dare forma… L’asfalto è corso veloce sotto ai miei piedi. Stanotte l’Anziano, raccontava di se, dei suoi problemi della sua vita… Fermati ad un bar l’anziano propone di berci due birre, le beviamo e continuiamo a parlare. Parliamo ed in un discorso esce fuori quello che è stato il succo della mia vita negli ultimi anni: è meglio lasciare che le cose decidano da sole il loro corso, o è meglio sbattersi per raggiungere quello che si vuole? A questa domanda credo che ognuno di noi potrebbe dare molte risposte, si potrebbe argomentare parecchio, ma di fondo c’è un unica verità: non c’è una risposta definitiva.
Sotto le mie ruote ne è passata tanta di strada, c’è passata quando ero sobrio, quando non lo ero. Negli ultimi anni molti ricordi hanno popolato lo spazio fra i miei tre neuroni… ricordo serate ai cigni completamente ubriaco, ricordo trastevere e le sue birrerie, ricordo anche le ragazze facili, e ricordo che di fondo tutto lo sballo di quei tempi non mi piaceva… Stanotte scrivo così: parole sconnesse e voli pindarici, non c’è un argomento che monopolizzi la mia mente, solo un coacervo…
Persone che odio, persone che amo, persone che ritengo amiche.
Credo che il coacervo nella mia mente si sia formato perché sono in cerca di un nuovo me, uno che si adatti al cambiamento, che sia più duro e menefreghista. Cerco un altro me lo cerco in queste notti, in questi chilometri che passano sotto di me, una nuova identità insomma, un nuovo modo di essere.
Qualche tempo fa lessi sul blog di una persona che bisogna guardare con gli occhi del fanciullino [mutuato da Pascoli  ndr], e che non bisogna perdere mai quello sguardo.
In notti come queste, con la luna incorniciata dalle nuvole, mi rendo conto che sono sempre il sognatore che ero da bambino, molti pensieri e parole ma poca azione.
Adesso mi viene in mente mia nonna, la ricordo con dolcezza, quasi un caldo abbraccio che scalda il mio cuore, e dei pensieri sereni scorrono nella mente…

Vorrei che ci fosse un posto fuori dal dominio del logico e del razionale, un posto in cui si potesse decidere di se stessi in libertà, in cui le logiche umane non fossero necessarie, in cui si potesse essere quello che si vuole, rincontrare le persone care, e perché no, farmi una bella chiacchierata con mio nonno, con mia nonna, solo per dirgli che non c’è tristezza nella mia anima, e che tutto va bene, per dirgli che mi mancano molto, e che questa casa che hanno costruito, è molto sicura, anche se un giorno dovrò andarmene, e dovrò lasciare il conforto di queste mura.
Vorrei dirgli un’altra cosa, vorrei ringraziali per la famiglia che mi hanno dato, senza di cui, non sarei niente…

L’ultimo pensiero di stanotte va a mia madre e mio padre.