Nuvole d’autunno

Un tavolo, una casa, un focolare. Vecchi amici, tante storie. Il vino, un buon pasto. Ognuno racconta la sua storia. L’entusiasmo dilaga. Tante canzoni, tante band su cui dire la nostra. Brividi corrono veloci sulla schiena al suono di una canzone. Sembra quasi che chiudendo gli occhi io sia lì: una cascina, un fuoco acceso al centro della stanza, leggende celtiche, odore di carne ed un atmosfera medioevale. Forse sarà il vino, oppure la voglia di evadere dalla prigione mentale in cui i miei pensieri sono rinchiusi.

Tempo fa cercavo uno stordimento, come se quello che vedevo non mi piacesse, ricordo nottate alcoliche passate ai Cigni, la macchina di papà e “la compagnia dell’anello”.

Ora, presi da una rapsodia collettiva, ci lasciamo trasportare dalla corrente, ma io sono sicuro che dietro queste nuvole d’autunno si nasconda una nuova rinascita.

Should i forget

The way i feel

God he knows how long i tried

Feel there is no reason to cry

I live my life

In fortune dreams forever.Blind Guardian – Time What Is Time

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Vuoti a perdere

Salve,
    vi è mai capitato di scolarvi una bottiglia e guardarne il fondo? A me si, molte volte. L’amicizia è come una bottiglia, ci si può attingere finchè ce n’è, ma poi bisogna stare attenti a non lasciarla finire avendo cura di rimpinguarla di tanto in tanto.
Di "bottiglie vuote" ne ho viste tante, delle volte per colpa mia, delle volte per colpa degli altri. Di tante persone che abbiamo vicino nella vita, solo poche continueranno a camminare insieme a noi, magari per percorsi che non seguono il nosro, ma comunque vicino a noi.
Ora, io non credo alle cose che durano per sempre, e nemmeno voglio sperarci. Ho imparato che nessuna cosa sopravvive al tempo, tantomeno l’amicizia.
La realtà, anche se qualcuno non vorrà ammeterlo è che siamo tutti più o meno opportunnisti. Anche nelle amicizie più strette, ci sono delle asimmetrie. Magari in un gruppo di 4 persone 2 legano di più, o due si sopportano di meno, ma se c’è il rispetto, tutto si può superare.
Quello che accade, sempre più spesso, però, è che i problemi, non vengono portati alla luce e discussi assieme, ma vengono a crearsi faide che logorano i rapporti anche quelli più stretti.
Troppe voci tuonano da dietro, senza motivazioni, e senza nemmeno il diritto di parlare.
Sono sopravvissuto a diversi "gruppi" adattandomi, cercando di mediare, e magari andandomene. So anche cosa vuol dire essere solo, e so bene quale parte scegliere.
Il fatto è che ci sono troppe mire, e troppi interessi in gioco, anche (soprattutto) nell’amicizia.

Magari non basta tendere una mano ad un amico, magari non basta essere presenti nel momento del bisogno, magari, quello che basta è il non giudicare, è l’interessarsi alla persona cara ma senza invaderne i propri spazi. Basterebbe ascoltare un po di più e parlare un po di meno.

Chi trova un amico trova un tesoro, chi trova un tesoro si scorda dell’amico.

Stupida frase, ma vera.

Concentratore di vita

Concentratore di vita

Volo più alto del cielo

sotto di me nuvole e futuro

nuovi dolori per la tua

anima,

solcato è il tuo viso da lacrime

come pioggia d’estate.

Corrono veloci sotto di me

nuvole e case.

rossi tetti, come gocce

di sangue.

Ombre e ricordi nel mio cielo

che quasi non crederesti.

Tutto quello che voglio dire

si perde nel buio di una

notte senza stelle.

Miti e legende, racconti

come i bambini sulla strada

rincorrono piccoli sogni

a grandi passi.

Il cielo si riempie di anime

tante mani mi sorreggono,

ma tu, vieni qui, mi distruggi,

mi hai distrutto.

Davanti allo specchio, di

nuovo, un altro strano me stesso

da capo.

Tante porte da aprire,

tante da chiudere, sbattendo.

Ma adesso no, in questo cielo

il mio viso si specchia

dentro un condensarsi

di volti.

Non posso più trattenere

quello che sono,

tante paure, percorrono

la mia schiena.

I’m not myself

my eyes into a dream

seems to be a tiny lakes

that are twist by the hand

of a women, a body.

Talk to me, parlami. Sorridi.

No non più.

Il sogno volge al

termine, piccole magie che ogni sera

accompagnano il morire e il rinascere

delle sensazioni più recondite.

Vuoto, fatto di parole e sogni.

Non più cielo, ne nuvole

solo me, con me stesso.

come sempre, gli occhi.

Come sempre, tante le comparse nel mio film, come stelle cadenti i loro volti passano davanti ai miei occhi lasciando una scia luminosa, e poi, più nulla. Tante le facce conosciute, e tante le facce che sono passate come comparse nel teatrino della mia vita. Persone che non vedevo da anni sono passate davanti ai miei occhi, e un gelido dispiacere ha pervaso il mio cuore. Come se non fossimo mai esistiti, come se fossimo estranei gli uni davanti agli altri. il mio cuore vacilla davanti a tutta questa tristezza.
I pensieri nel mio cervello non sembrano fermarsi nel viscoso danzare dei miei ricordi. quante situazioni, quante strette di mano, quanti baci. Ognuno in quei volti.
Così, in un gelido freddo di agosto, mi perdo nei discorsi, e non posso fare a meno di scrivere di tutti quegli occhi, che mi sono passati davanti stasera, quegli occhi, che non ti guardano, ma che allo stesso tempo sembrano spiare quello che sei in verità, nella tua anima. E come per uno strano scherzo del destino ti puniscono ingoiandoti nel vortice di una malinconia alcolica.

Triste come la birra senz’alcol, in questa assurda Festa della birra.

25 agosto 2006

Zega Raffaele

TCG: Cassandra crossing

Navigo, navigo, ed ogni tanto su questo blog scrivo qualcosa di impegnato, si perchè quando la tua libertà è messa in pericolo da qualcuno o qualcosa ti adoperi per far si che ciò non avvenga. Credo che l’ignoranza sia lalleata più forte di chi minaccia la nostra libertà.
Il titolo del post non è a caso, "Cassandra crossing" è il nome di un film anni 70 in cui c’èra un terrorista che spargeva su di un treno un virus letale, e l’unico modo per fermare la possibile epidemia derivante, era sigillare il treno  e mandarlo incontro al suo destino su di un binario che culminava su di un ponte interrotto. Ecco, il nodo principale che lega questa storia alla violazione della libertà che dicevo prima si trova nel fatto che le persone sul treno che venivano sigillate ,non si domandavano più di tanto perchè uomini in tuta bianca stessero  saldando sbarre d’acciaio sui loro finestrini. Questo è un po quello che sta accadendo a noi con il trust computing. Noi siamo ibrigliati su una rete che sta per essere sigillata non con sbarre d’acciaio, ma con "fritz chip" e funzioni TCG.
L’ignoranza, come dicevo, è l’alleata di chi vuole toglierci la libertà, Ogni volta che comperiamo un computer, ogni volta che comperiamo un DVD, dobbiamo chiedere a chi ce lo vende se in esso è contenuto un fritz chip, e se possiamo fare una copia di riserva del nostro dvd, e se nel caso la risposta fosse negativa, non comperarlo!
Ma non basta, bisogna manifestare contro il TCG, e se è il caso scendere in piazza, anche coloro che magari usano Linux e che non comperano i P*ntium D, perchè i signori del trust computing possono fare si, per esempio,  che la nostra scheda video comperata a 130 euro non funzioni con Linux, perche esso non soddisfa i criteri di "fiducia" e "protezione" imposti dai signori del TGC
Trust computing vuol dire informatica fidata, ma fiducia in chi? Non in noi verò? Ah si TC vuole dire che loro (I grandi produttori di redmond o della Silicon valley) non si fidano di noi, ah, ecco, il vero significato di TC è treacherous computing (informatica infida).

Non vorrei sembrare un allarmista, ma se non fermiamo questi signori, davanti a non l’unico scenario possibile è uno scenario apocalittico, in cui le uniche regole valide saranno quelle imposte dal TCG, e la rete sarà così un grande fratello che non ci lascerà pace.

Solo per precisazione, lo scenario apocalittico, non è lontano, è già iniziato.

Per Scrivere questo "articolo" mi sono riferito a:

http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1294386&r=Pi

e

www.no1984.org

Suse e the prisioner

Ciao a tutti,

Ho passato due giorni a rimettere a posto il mio computer andato in palla dopo un aggirornamento del kernel di linux SUSE, Winzoz non funge più e ubuntu è deceduto, ma io sono sempre quì. Benedetto linux (suse)!!!
Cmq Oggi ho spedito due curriculum ad altrettante aziende, Nutro la segreta speranza che mi prendano, ma non credo che neanche mi faranno sapere niente… Cmq Il 25 esce il nuovo cd degli Iron Maiden "A matter of life and death" Ho sentino qualche anteprima sul web, e credo che sia molto buono… anche la copertina del singolo riprende l’atmosfera di fear of the dark… Appena ho i soldi me lo compro, oggi ero tenato dal ciuchino, ma alla faccia di chi dice che la pirateria uccide la musica io rispondo con un Vaffanculo, io amo gli Iron maiden e mi compro i cd originali.

"Not a prisoner I’m a free man
 And my blood is my own now
 Don’t care where the past was
 I know where I’m going … out"

The prisioner Iron Maiden

Limbo

Lost my mind,
lost down my money
I lost my life to killing road,
un verso di una canzone dei Megadeth che riassume la mia situazione attuale. Semplicemente inghiottito da un limbo che è peggio dell’inferno, dove non sai la tua destinazione e non sai per quanto tempo ci rimarrai, nell’attesa che una entità sovrumana ti giudichi.
La vita scorre a passo d’uomo con una patina di malinconia e paura per qello che è stato e per quello che sarà. Giornate vuote passano davanti ai miei occhi. Non c’è più una macchina su cui fare il deficente, non c’è più la voglia di mettere lo stereo a palla e ruzzare per il paese, non c’è più nemmeno la compagnia d’un tempo . sembra che ognuno prenda la sua strada con un movimento centrifugo da me. I rapporti si usrano sotto il logorio del tempo e della distanza. Forse farei meglio a dare un definitivo taglio con il passato e togliere tutta quella patina di muffa che comincia a circobdare il mio presente.

La canzone di oggi è: The killing road, Megadeth.