Addio al morto…

Addio morto,
hai finto d’essere quello che non eri
ti sei nascosto dietro maschere
hai venduto fumo
ed hai mentito a te stesso
ti sei detto
un mucchio di cose
ma oggi,
il mondo ha ripreso a girare
le tue gambe a correre
i tuoi nuovi occhiali
oscurano i tuoi occhi,
e di nuovo sei te stesso
con i piedi sulla tua lapide
sussurri
addio, caro mio,
morto.
Addio al morto!

piedi freddi

Il dolore morde alle spalle, e ti attacca come un lupo, da dietro.
Non riesci ad ubriacarti ma non sei ugualmente lucido, e le ore sembrano non passare mai. Senti pian piano il freddo farsi largo nelle scarpe, e pensi che forse, è giusto lasciarsi andare al dolore, lasciarti soffocare piano piano, ma quando pensi di essere giù, vedi un bacio che potrebbe essere stato il tuo, solo qualche giorno fa, e tutto cade in frantumi. Svaniscono i volti dietro i finestrini appannati, svaniscono gli odori e l’amicizia mentre una tiepida forza riscalda il tuo cuore, sai che non ti puoi arrendere, sai che ce la devi fare.

Resistere, resistere resistere.

Colpo di coda

…Ultimo colpo di coda dell’anno, come se non ne avessi passate, come se avessi calpestato i piedi a qualcuno, eccomi, con tutta la rabbia possibile che una persona possa immaginare. Vedo mucchi di gente, di polli muoversi a rallentatore, mentre il dolore mi corrode l’anima e annienta tutte le cose belle. Tante foto sulle pareti ad indicare dei ricordi, tutte tolte, e con esse anche una parte di me ieri è morta.
Vorrei che fosse un sogno per potermi svegliare e vedere che tutto è ancora normale, ma invece, di nuovo un’altra rottura.

Beh, un bel saluti e baci a tutti… e anche un piccolo vaffanculo.

Continui ad evitarmi?

Chissà qual’è la vera felicità?
Scrivevo perché ero infelice, o ero infelice perché scrivevo?
Bah, ho scritto a singhiozzi per due mesi, ed ora che sono tornato a casa, non riesco a non scrivere.
Sono convinto che quando scrivo in questo blog vuole dire che sono un po giù, ma non è così, oggi, come ieri, ho solo voglia di scrivere.
Scrivo anche perché ci sono alcune cose che non tornano, perché mi sento un po snobbato da questo paese, perché alcune persone sembrano evitarmi.
Vivo a Fabrica da quando sono nato, ed ora che per motivi di studio sono costretto a rimanere a Macerata riesco a vedere con un certo distacco le dinamiche intrinseche a questa realtà.
Due mesi fa mi sentivo perso, ero come sotto l’effetto dell’eroina,  soffrivo il distacco dalla realtà di tutti i giorni, ma ora che riesco a vedere tutto con occhi diversi quelle sensazioni mi sembrano assurde.

C’è un demone dentro ognuno di noi con cui lottiamo tutti i giorni… Una lotta che ci da sensazioni che non possiamo condividere con nessuno, come il paesaggio che scorre di là del finestrino del treno, e la musica che suona dentro le orecchie, mentre in lontananza vedi nascere un timido sole autunnale dietro le colline, ed un’altra partenza sta per terminare, mentre l’idea di tornare a casa, l’amata ed odiata casa, comincia a farsi strada dentro il correre dei giorni…

Il viaggio è la cosa più bella, non la partenza, e nemmeno l’arrivo.

post alla -1

Il mio ultimo post era carico di rabbia, ma credo sia anche comprensibile. Ma ora, mi sento meglio, non sono più arrabbiato e voglio raccontarvi quello che ho  fatto in questa ultima settimana…
Cambiando discorso sono ritornato dal mio piccolo mondo universitario pieno di salite, aule e lezioni, e mi ritrovo davanti a questo computer aspettando il momento buono per studiare.
Ieri ho visto “notte prima degli esami” e devo dire che non mi è dispiaciuto. La ragazza che interpreta il ruolo di Claudia è bellissima, ed il film ha rappresentato quello che dovrebbe essere la realtà scolastica, o più precisamente quello che mi sarebbe piaciuto vivere. Cmq è anche vero che molte cose del film sono inverosimili, come il prof che si fa la canna con l’alunno, ma forse, è proprio per il fatto di aver raccontato questa storia ingenua essa mi è piaciuta molto…
…forse un giorno bisognerà smettere di essere così tardoadolescenziali, ma per l’appunto un giorno, non oggi!

Raf

amici/zia

Tutti conosciamo le regole dell’amicizia, ed in base a ciò agiamo. Oggi ho sentito uno strappo in me, e cerco ragioni per ricucirlo. Ma quando qualcuno manca nella tua testa, tutte le cose dette nel corso degli anni sembrano stronzate. Amici per così, amici per di la ecc.
Non voglio criticare nessuno, ma nessuno si arroghi il diritto di criticarmi.
Per quanto tutto può sembrare paradossale, mi sarei buttato da un ponte e dato fuoco ai capelli per onorare un concetto od una promessa, per sostenere l’idea che quello che pensavo avrebbe superato tutte le avversità. Avrei dato persino il mio cuore e magari, buttato al vento tante altre stronzate.

Oggi brindo da solo al rispetto ed all’amicizia, in cui, nonostante tutto, continuo a credere.
Nessuno si azzardi a brindare con me.

P.s. non voglio commenti, il brindisi è solo il mio.

Europa Calling

Europa calling
Europa calling
Europa calling
Europa calling
Europa calling
Europa calling
Europa calling
Europa calling
Europa calling
Europa calling
Europa calling
Europa calling
Europa calling
Europa calling
Europa calling
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Europa calling

Sol Invictus