Right in two (giusto in due)

Angeli ai bordi della strada, mi sento confuso come quando bevo, tutto scorre su di me come pioggia. I sogni muoiono negli occhi di un bambino che mi guarda, mentre sulla strada corrono i fari veloci. Volti di plastica, note di basso, e chitarre distorte rallentano il tempo fino a fermarlo. Ieri sembra lontano 10000 anni luce da qui, io non sono più io. I miei contorni si fondono col paesaggio circostante, mentre il sole muore lontano lasciando spazio alla vitalità della notte. Non ci credo, non può capitare a me, non sono più io, finalmente.
Di colpo in auto.
Corro per la strada senza nessuno attorno, nella mia mente giusto in due, due anime che si fondono uccidendo tutto di me, i miei pensieri, i miei sogni, non ha più senso nulla. Queste parole si stanno scrivendo da sole, sulla riva del mare mentre un’onda leggera mi accarezza i piedi e la sabbia piano piano inghiotte le mie caviglie. Tutto mi gira intorno facce amiche, nemici, ragazze…
Eccolo il mio passaggio, come una frase di un libro, come il ritornello di una canzone che muore nella routine di una giornata, come il il mio sangue che si dimena e si dibatte nelle vene, che pulsa fino all’estremo ricordandomi che sono vivo.
Cazzo vivo!!!

Primo messaggio ad una ragazza dopo mesi di astinenza, mi rimetto in gioco, nel gioco dell’amore e dell’attrazione, stavolta non sono solo parole, reinizio lento, tanto per dar tempo al mio cervello di elaborare una strategia. Strategia ed azione, pianificazione ed idee, eccolo il riff che mi spinge, la mia nuova passione.
Il taglio netto, come un colpo di spada, il mio vagito di rabbia che sale dritto dallo stomaco e esplode nell’urlo di un cuore che non ha mai smesso di battere.

Giusto in due

Rancore? no Grazie! (solo una piccola delusione, niente più)

…il vecchio Raffy, io lo conoscevo.
Innamorato dell’idea di essere amato, innamorato dell’idea amare. Tante volte ha detto ti amo, convinto che il suo fosse amore. Lo vedevo, trascinarsi in qualcosa che non sapeva controllare, mentre nessuno era dalla sua parte, mentre tutto gli era avverso. Combattente per natura, Gladiatore per scelta. Lo vedevo, correre dietro all’effimero con la sua matita, spada di tante battaglie, e la sua penna.
Sostituto di qualcosa che l’altra non voleva. Riabilitatore d’anime e di reputazione, discreto amante, di qualcosa che non si lasciava amare.
Eppure non ha mai creduto nell’amore, l’unica cosa che proprio non riesce a controllare. Quel battito che sale strozzato dallo stomaco ed esplode nel petto…

Eppure c’è chi dice che io sia stato fortunato, c’è chi dice che in me non dovessero albergare false speranze, c’è chi dice che la mia assenza rende persone migliori.

Vi credevo amici, ma forse lo siete, e come al solito io mi sbaglio. Lei, me lo aveva fatto credere, ma poi che fine avete fatto? Ah si, tanto sapevate che io avrei reciso, (e la colpa è mia ovviamente) alla fine non avete perso qualcosa che non valesse la pena perdere, e di tante serate passate assieme di tante bevute fatte, cosa è rimasto? Un numero in rubrica da evitare attentamente, un volto su qualche foto dentro a una cartella nel computer, ed il sollievo che tanto, io sia altrove.

Ma son sicuro, credo capirete queste parole, infondo io ho le mie colpe, e non mi sono mai reputato uno stinco di santo.

Solo, che in quei primi giorni di gennaio, quando qualcuno venne a farmi visita, controllando le mie condizioni fisiche e mentali, quando mi sentii pronunciare queste parole: " la sorella mi ha detto di non darti false speranze" esse sono rimaste impresse in me a fuoco. Una ferita indelebile nel mio cuore, con l’aggiunta di: "senza di te lei si è divertita molto" e "eri tu che negli ultimi tempi buttavi dispiacere addosso a tutti". Io credevo fossi mio amico, credevo che ci fosse rispetto tra me e te, ma mi sbagliavo. Certo, la skiettezza però ti fa onore.

Però io, sono una persona che reagisce d’impulso no? Non ragiono, e non vale la pena parlare con me. Sono anche stato descritto come un mostro…

Ma non sono arrabbiato, magari amareggiato e deluso, ma sicuramente comprensivo, e se questa fosse stata una guerra, e avessi dovuto scegliere da che parte stare, io avrei scelto la vostra. Chi starebbe al fianco di un uomo che cammina da solo?

Quell’omino piccolo e incazzato, ma sicuramente deciso.

Beh, spero che dopo ciò non mi portiate rancore, da parte mia, tanto c’è solo una piccola delusione, niente più.

dinamiche troppo lontane, ma così vicine…

Oggi, parlando con Il mio amico “studente all’estero” via emmeesseenne, ho passato dei bei momenti, e lui, in un certo senso, mi ha regalato delle belle parole.
E’ strano, come delle persone che non conosci benissimo, che sono distanti migliaia di chilometri sappiano di te, e tu di loro in un modo così immediato, così chiaro…

Ecco le sue parole:

E’ verissimo che a volte uno strappo e necessario. Ma solo quando e tramutabile in un atto di coraggio, e si pensa, che possa portare sicuramente buoni frutti. Ma la vita e strana, ognuno ha la sua, e con essa la sua storia. E’ il risultato dell’interazione di tante cose, e quando pensi che il prossimo grafico della tua vita sarai solo tu a disegnarlo, proprio allora capisci che non sei tu, (o solo tu), a guidare la matita sul foglio, ma sono loro a muoversi come vuole la sorte. E in quel caso, sotto la tua mano, volenterosa nel disegnare nuvole, fiori, alberi, spazi infiniti e uccelli sprezzanti in volo nel cielo infinito, limpido e luminoso, raggiante nel sole caldo, nel vento giovane e brioso della fresca primavera che sta arrivando…

“studente all’estero”.

Hard As A Rock…

Torno da Mc, e mi sento un alieno in un mondo sconosciuto, ma va bene…
Torno, e tutto quello che c’era, ora non c’è più, ma va bene…
Torno, e tutti i miei amici si fidanzano, ma va bene…
Torno, e rimango un cazzo di single in/non in cerca di una ragazza, ma va bene…
Torno, e in qualche modo debbo fare i conti con me stesso, ma va bene
Torno, e in qualche modo tutto ciò era previsto, e va bene…
Torno, e qualcuno può capirmi, qualcun altro no, ma va bene…
Torno e tante cose non hanno più senso, ma va bene…

Prima o poi, rimarrò, piano piano, assorbito dalla mia nuova visione di me, “Hard As A Rock”…Non so se durerà, ma ormai, quasi più nulla può scalfirmi.

I’m Hard As A Rock!!!

Odisseo, sempre Odisseo…

…beh, per ricominciare è necessario qualcosa che si chiuda. Lasciarsi andare, far prendere il sopravvento alle emozioni, lasciarsi trasportare dalla corrente, un anno fa, non sapevo più nemmeno cosa fosse.
Ed ora, eccomi qui, nell’aula internet dell’università, nella fredda solitudine di una tastiera che mi porta a scrivere di me, di quello che mi succede, come se fossi il protagonista di una storia che sto scrivendo, oppure come se qualcuno che non sono io scrivesse per me, a posto mio.
Eccomi, a raccontare degli errori che ho fatto, dei successi, delle stronzate in cui spesso mi trovo invischiato.
Heavy Metal Raffy, che non ostenta se stesso tramite i vestiti, il comportarsi.
Io sono io solo per me solo, indosso camice nere stile “camerato”, cravatte rosse tipo intellettuale di sinistra, scarpe da ginnastica e le mie “Super Star II” bianche e rosse comprate in saldo…
Io sono io, in giacca e cravatta in una 500 di 35 anni fa, con lo stereo a palla ad ascoltare i Pantera…

…ero arrivato a pensare che tutto quello che fossi, dovesse passare dal mio esterno, dal mio apparire e non mi rendevo conto che non solo non ci riuscivo, ma snaturavo me stesso…

…come accade spesso negli ultimi post, non so dove andrò a finire,non so più nemmeno cosa scrivere, ero venuto a “palazzo Compagnoni delle Lune” per cercare un libro in biblioteca, ma come Odisseo, sballottato tra mille isole e mille peripezie, la biblioteca l’ho trovata chiusa, con conseguente riprogrammazione dei piani quotidiani…

Saluti.

Raf

Ho scritto un post che mi si è cancellato

Ho passato mezz’ora a scrivere un post, anche bello, che per sbaglio mi si è cancellato, non sono incazzato, però dovrei esserlo, ma non lo sono….

ahahahahahahahah

Vabbè, ormai non mi vien più da scrivere… sarà per la prox volta.

quì base spaziale Caim,

chiudo le trasmissioni e a presto.

P.s. un vaffanculo alla cazzo di tastiera ibm con l’indietro vicino alle freccette!