…semini di pioppo leggeri leggeri…

Stai sul treno, il portatile in mano, ticchetti sulla tastiera e il paesaggio fuori dal finestrino corre veloce: campi, colline, case, pali, alberi, paesi e città che si inseguono in un girotondo velocissimo.

Una camicia bianca e il mio paio di jeans preferiti scoloriti e strappati dal tempo. Tempo che non basta mai ed esami da fare.

Piccoli e leggeri semini di pioppo che volano nell’aria turbinata dal finestrino aperto. Un binario che mi porta a casa, e ogni tanto, il ricordo di sabato passato, la memoria del tatto e un piccolo mondo che mi si schiudeva tra le mani.

Ricordi nella mia testa ed odori che si inseguono, mentre dietro le case e le colline, lento lento sta calando il sole. Senza fretta, sicuro del tempo che ha e che concede. Piccoli flash tra la mia mente ed i miei occhi, e ricordi che mano a mano perdono di consistenza, diventano leggeri leggeri come i semini di pioppo e poi si perdono, così come si sono formati.

Un vento leggero accarezza il mio collo, le mie braccia e tutto intorno il vibrare scomposto della carrozza, e il blu del cielo graffiato dalle nuvole. Chiudo gli occhi e nella mente scorci di paesaggi, mare, incroci vedute di montagne, come una voce che non vuole mai smettere di dirmi chi sono, come se quasi quasi non volesse che io cambi.

Ma non si può arrestare il processo di cambiamento.
Non si può vietare ad una situazione di evolvere, nessuno può vietarmi di provarci e di cambiare.

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2 pensieri su “…semini di pioppo leggeri leggeri…

  1. Il termine “cambiamento” mi ha accompagnato in questi ultimi mesi. Mi ha vista protagonista di un percorso che poi alla fine non si è concluso nel migliore dei modi. Ma so che, in realtà, non si è concluso definitivamente.
    Il cambiamento è un processo continuo, costante e duraturo che ci attraversa l’anima, ce la rapisce a volte e poi ce l’ha restitutisce con delle modifiche.

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  2. Non possiamo,ma soprattutto non dobbiamo,arrestare il cambiamento inteso come evoluzione. Un domani servirà per guardarsi indietro e ripercorrere con la mente i progressi ottenuti.E se questi progressi parlano di noi,non vi è cosa piu’bella,piu’soddisfacente.
    Per arrivare dove si vuole,si parte sempre da un cambiamento.La staticità ci chiude al mondo,e dato che esso procede sempre in avanti,è giusto raggiungere a passo svelto tutto ciò che di buono è in grado di offrirci.

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