Arenato nei miei pensieri, ma uscito dalla sabbia.

…sono un po di giorni che non riesco a scrivere, il mio cervello si è sclerotizzato e non riesco ad articolare pensieri ben definiti. Ultimamente ho lasciato a canzoni, filmati e citazioni rappresentare i miei pensieri, credo che di non aver più tanta voglia di scrivere, non sento più quei pensieri che nascono dallo stomaco, o perlomeno, quando li sento non riesco a scriverli. Mi capita sempre più spesso di pensare a post da scrivere, per poi dimenticarmene poco dopo. Ho la paura che se lasciassi libero il mio pensiero, traducendolo in parole, qualcuno o qualcosa si offenderebbe. Vorrei scrivere sotto pseudonimo, per poter dire la mia senza filtri. Poi questo mio spazio, ritagliato tra collegamenti nella web-marea, lo sento ridotto a una vetrina, un qualcosa di alienante rispetto a quello che penso veramente.
Sento di aver snaturato questo blog di averlo tradito, e in qualche misura, credo di non averne più bisogno in questi tempi.

No, non lo cancellerò, non metterò la parola fine a questo mio prodotto, magari, scriverò un po meno, magari affiderò le mie parole ad altri mezzi.
Anche se forse pseudonimi non servono, e magari questa trasformazione è il frutto di una naturale evoluzione, conseguenza dell’evoluzione del mio pensiero.

No non ti ho snaturato, e non ti ho ridotto a vetrina, anche se talvolta ti ho usato per fini propagandistici, ma in fondo, tu sei il frutto della mia comunicazione sei parte del mio linguaggio, sei una pedina nella mia scacchiera, mezzo tra gli altri per potermi mostrare, un fante facente parte della mia strategia di comunicazione. Poi…

Poi, è estate, la gente d’estate scrive meno, io scrivo meno, quindi risenti anche del mio ambiente. Se ci penso veramente, sei una estensione del mio pensiero, una bocca proiettata verso il web, forse, sei e rimarrai, un mero strumento.

Ma so, che non è così, ormai tu sei pieno del mio essere, se esistesse un dio che potesse darti forma umana, saresti un individuo con volontà, forza passione, una sorta di figlio mio, contenete parte del mio essere, parto della mia mente…

Beh, forse ho esagerato, ma paradossalmente ci credo a quello che ho scritto, per quanto folle possa sembrare. In fondo, chi mi ha ascoltato più di tutti da qualche tempo a questa parte, sei stato solo tu…

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2 pensieri su “Arenato nei miei pensieri, ma uscito dalla sabbia.

  1. Un blog solitamente è lo specchio in cui ci si guarda il proprietario. E questo è il tuo caso.
    Capitano periodi di “apatia” per quanto riguarda lo scrivere… ci son periodi più o meno fruttuosi, come per tutto del resto. E a questo punto mi viene da citarti un verso di Zeta Reticoli “…aspetterò il momento per un migliore slancio…”

    Mi piace

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