…e sentimento sia…

…tutto quello che sono, tutto quello che la vita mi ha reso, delle volte s’infrange su una parete.
Una parete invisibile, ma più consistente e forte del piombo. Quell’emozione radioattiva e tossica frutto dei sentimenti. Una parete di sentimenti, e il riuscire ad apprezzare certe canzoni dolci, e sentirsi perso di tanto in tanto, come non è stato mai. E quelle paure che in passato ti rendevano vulnerabile, ora, non ci sono più, non danno più fastidio, e semmai dovessero prendere forza, la consapevolezza di aver dentro te la forza necessaria per affrontarle.

…a pensare che tutto è difficile, ma che vale la pena di affrontarlo, alzare la faccia, fissare dritto in faccia quello che accadrà e non lasciarsi sopraffare, digrignare i denti, ancora una volta, e combattere per quello che si vuole proteggere, per quello che si ama…

Ricordo, un cuore raffreddato, battiti silenziosi e il senso di me stesso forte. Ricordo un gennaio in cui nel mio petto non v’era più cuore, la mattina sveglio alle 5 con il pianto negli occhi…
La strada che mi ha portato a questo, a farmi sentire i battiti nel petto più nitidi e quel caldo raggio di sole di fine primavera che ha riacceso la fiammella dei sentimenti dentro me… …quella strada che ti fa perdere, che ti lascia, che ti avrebbe ucciso se non avessi sorriso e ti fossi arrabbiato…

Andrea, tu hai ragione, tu l’hai scritto, ed io ci credo fermamente, perché l’ho vissuto sulla mia pelle…

Certe volte uno rimpiange di aver perso qualcosa, solo per poi accorgersi di aver trovato di meglio
(Andrea De Carlo)

…e sentimento sia…

Io vengo dalla luna (succursale di Fabrica di Roma)



Io non sono nero, io non sono bianco, io non sono attivo, io non sono stanco, io non provengo da nazione alcuna, io si, io vengo dalla luna. Io non sono sano, io non sono pazzo, io non sono vero, io non sono falso, io non ti porto jella ne fortuna, io si, ti porto sulla luna, io vengo dalla luna…

Bilancio d’Agosto (ho scelto sereno stavolta).

Agosto sta finendo,
è finita la festa della birra, e con essa è finita la parentesi alcol a go-go per questa estate. Oggi ho ripreso seriamente il libro di Analisi dei dati in mano, ho studiato un po, non tanto, ma mi ci sono messo d’impegno (anche se ancora non so come si proiettano le componenti principali nello spazio cartesiano a due dimensioni), dopo di che mi sono mangiato una bella schiacciatina con l’arrostino.

Questa estate che ancora non è finita, (ma diciamocelo, con le nocciole, gli esami e il ritorno all’università è bella che andata), è stata bella per me. Ho ri-iniziato/continuato a vivere.
L’anno scorso di questi tempi, non sapevo cosa fare, dove andare, ero all’inizio di uno dei periodi più brutti della mia vita. Ora con la fine d’agosto, traccio il mio bilancio e lo vedo sicuramente positivo, per la prima volta dopo tanto tempo.
Questa festa della birra, all’insegna di Magalotti chiara e Wartsteiner chiara è filata come non mi sarei mai aspettato, tra un sorso di birra, ed un bacio a una biondina (ndr), tra le stronzate con Ciccino e L’anziano, mi sono sentito bene, molto bene, e quando ieri sera dopo il mio ultimo sorso di Tennents Super ho lasciato i giardini per dedicarmi ad altro (la biondina di cui sopra), non ho avuto rimpianti di nessun genere, anzi, ero contento che tutto avesse seguito il naturale corso delle cose e che la mia festa si fosse chiusa la, nel migliore dei modi.
Sembra stupido prendere a modello una festa della birra per fare un bilancio di un anno intero, ma state sicuri, non lo è. L’anno scorso, per la festa della birra, scrissi questo: “come sempre, gli occhi” e quest’anno, non ho avuto nemmeno voglia di scrivere. Quest’anno nella mia vita si è affacciato un equilibrio che cerco di conservare, che mi richiede fatica, ma per cui amo lottare.
Il mio bilancio, quest’anno, lo faccio con serenità, lo faccio con un cuore nuovo, con delle parole più belle, con dei pensieri meno ansiosi.
Quest’anno, per me non c’è stato da scegliere tra una “festa che non sopporto” e “la mia festa”, quest’anno avevo già deciso, sapevo con esattezza nei minimi particolari quello che dovevo e non dovevo fare.

Per la prima volta, quest’anno, ho scelto sereno, senza pressioni.

Anche IO, “Non ho un bel niente da dire”!!! (Like TerzoOcchio)

E’ da tanto che volevo scriverlo, è da tanto che ce l’avevo proprio qui, in mente, piantato come un chiodo nella fronte.
La mia realtà ha assunto una forma molto molto brutta. Si chiama POST.

Vado Sul blog del mio amico Ska, e per mia fortuna leggo uno dei più bei post di questa estate: "Non ho un bel niente da dire".

Il post di Ska si conclude con: "Pensateci", ed io ci penso, anzi Ska c’avevo già pensato, è solo che tu hai fatto prima a dirlo. risulterò meno originale, ma non mi importa, in fondo, questo è il mio spazio e a casa mia, faccio come cazzo voglio.

Oggi, signori e signore, ragazzi e ragazze, bambine e bambine, Age of false innocence non ha un bel niente da dire, non che prima avesse detto un gran che, ma oggi proprio non esce nulla da questo blog.

Anzi si, qualcosa esce, quel piccolo sassolino nella scarpa che mi da tanto, tanto fastidio. Esce il fatto che raccogliere le emozioni, le situazioni, per scriverci un post, è una cosa che mi sta un po stufando. Mi stufa il fatto che per me la web-marea, internet sono diventati un ossessione, insieme a Wikipedia, Msn, splinder è diventata la mia realtà al di fuori dei pasti.

Il Mio stato si Msn è sempre verde, io in internet ci sono  sempre.

E allora, visto che sono così drogato di bit, byte, Firefox e quant’altro, oggi, proprio Non ho niente da dire.

Anzi, ho pure detto troppo e comincio ad averne le palle piene, ma sì non ho più voglia di scrivere e finisco con una citazione citazione del post di Ska:

"Propongo un post preimpostato in ogni piattaforma di blogging, tipo i modelli degli SMS. “Sì”, “No”, “Ti chiamo dopo”, “Oggi non ho un bel niente da dire”.
Immaginate che bello. Un click, un post. Finito.

Pensateci."

Si, la cosa è di rilievo, allora Pensateci davvero!!!

Una poesia che scrissi tanto, tanto tempo fa…

Nella mia testa
…penose tragedie del cuore

tristi agonie notturne
serate allegre ed alcoliche…

Qui nulla ha più tanto senso
volerti amare da solo
e rimanere in silenzio

non leggerai mai queste parole
che per quanto piccole siano
vengono dal cuore

quelle parole che abbiamo deciso
di non dirci più
da quel giorno in poi

non cercarmi
non pensarmi
io ormai, non ci sono più

Raf

La mia vita, la mia morte (piccolo testamento).

La cosa bella è che sono finito in un posto in cui non sono mai entrato, e in cui non c’è via d’uscita. Ma non mi importa, non più. Mi ritrovo disperso in sperduti anfratti della mente, del pensieri, con 10000 domande a cui non so dare una risposta, sensazioni nuove fatte di poesie, canzoni, sudore, odori, autori, libri, esami, viaggi…
Oggi smetto di chiedermi chi sono, cerco di fare un bel sorriso, mi passo una mano tra i capelli, ripenso a qualche episodio bello che ho vissuto, penso agli amici e al mio funerale…

Non credo in queste cose, ma è da tempo che voglio farlo, voglio lasciare un testamento, una memoria che solo chi mi conosce bene saprà della sua esistenza.

Mercoledì 22 agosto 2007 ore 10.00, io sottoscritto Zega Raffaele chiedo (sempre gentilmente):

Se morissi, non voglio cose grandi, voglio solo che nella chiesa la predica sia il più corta possibile, e possibilmente fatta non sul momento dal prete, ma scritta da qualcuno che mi abbia conosciuto bene, una predica che miri a mettere in risalto non solo le cose buone del tipo “era un bravo gualione”, ma anche è stato uno che se ubriacato, ha scopato in modi strani, e quant’altro.

Non voglio le vecchiette del cazzo al mio funerale, Non le voglio dietro la mia bara che si raccontano i cazzi loro a vicenda.

Voglio meno gente possibile, e non voglio quei cazzo di parenti che non si vedono mai, inoltre desidero che agli eventuali bambini accorsi a questo (triste!?) evento non sia raccontata la favola della buona notte, ma che gli si dica espressamente che sono morto, che non tornerò, e che la mia anima, ammesso che esista, non è sicuro che andrà da una parte piuttosto che dall’altra.

Voglio che la mia bara sia portata su tre lati dai miei amici più cari, e su un lato da mio padre, o da un mio parente stretto. Dedico solo tre lati ai miei amici perché credo fermamente che non avrò mai più di tre amici che stimo veramente nella mia vita. Non voglio dirli i loro nomi, non sarebbe ne corretto ne veritiero, auspico solo che chi quel giorno chi porterà la mia bara avrà le palle di ammettere i propri errori, almeno davanti la mia morte.

Non voglio fiori, voglio che i soldi spesi per i fiori siano dati in beneficenza.

Voglio essere sepolto sotto terra, alla fine sono composto dagli stessi elementi che compongono il mondo e quindi voglio ritornare ad essere parte di esso.

Voglio meno lacrime possibile, voglio evitare di avere al mio funerale quella gente che piange quasi come sotto tortura, che piange quelle lacrime ipocrite, per poi dopo prendersi la birra al bar. Se volete la birra, bevetela durante il funerale, in chiesa, ed evitate quelle cazzo di lacrime false.

Vorrei che venisse cantata “The thin line between love and hate” degli Iron Maiden, oppure “Disarm” degli Smashing pumpkin, meglio se vengono cantate tutte e due, possibilmente da una bellissima donna in abito bianco.

In fine, la scritta sulla mia lapide, il mio epitaffio, evitate quelle cose del tipo: “ti abbiamo voluto bene”, anzi, ve la dico io la frase del mio epitaffio:

Vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste, ecco tutto (Oscar Wilde)

Se rispetterete questi punti io ve ne sarò immensamente grato, e il mio fantasma non vi tormenterà nelle notti di luna calante… 😛

…il cuore che accelera…

Eccolo il mio brivido! Il brivido che cercavo! Lo sento salire su per la schiena, quell’emozione calda e umida che incontrollata fa accelerare di colpo il cuore, mentre la pelle si riscalda e il tempo rallenta di colpo.
Quel bacio,
    quel solo ed unico bacio che  spazza via ogni dubbio, che sana le ferite dell’anima, quel perdersi dentro se stessi e allo stesso tempo negli occhi dell’altra, dentro la sua pelle, nel suo odore…

…Quell’emozione che spazza via tutto il cinismo riguardo all’amore.

Vorrei anche io un cinema, una sala solo per me, vivere di emozioni e godermi tutti quei baci che…

…che ti scaldano il cuore…