Puoi alzarti molto presto all’alba, ma il tuo destino si è alzato un’ora prima di te. (Proverbio africano)

…il fatto è che certe mattine ti svegli con la polemica nel sangue. Libro aperto davanti al volto, sottolineature, scritture al lato. Pensieri a bordo pagina, margine e contorno di quello che stavi pensando e che pensi. Guardi le tue mani e e trovi cambiate, diverse, da certi versi più forti, da altri più vecchie. Certe mattine ti svegli, ed è come se non ci fosse più nulla da scoprire, come se fossi già vecchio. Un vecchio di 150 anni sopravvissuto alle insidie del tempo e…

…e quello che vorresti è essere come Indiana Jones vorresti vivere qualche avventura fantastica, volare su un biplano a motore, trovare il Santo Graal e berne parte del suo contenuto. Vorresti essere un eroe, ma non super. Vorresti essere un eroe con le tue sembianze, pregi e difetti di un uomo speciale (almeno per qualcuno) che vive la sua vita senza troppe paure…

Poi, rifletti sul significato della vita, e davvero pensi che se essa esiste è solo per puro caso, e non c’è disegno celeste, o destino che ne qualifichi e giustifichi l’esistenza.

– Ma in fondo, di questo non mi importa, non mi importa di tante cose ormai.

– Tralascio le amarezze, distruggo qualche sogno, cancello la falsa innocenza con sprazzi di assurdo realismo, sono fatto così. Alterno aspetti estremamente votati alla ragione, al pensiero, ad aspetti totalmente superflui, indissolubilmente legati al vano. Ma al contempo necessari per alleggerire questo peso che attanaglia la mia mente.

Pensiero, multilivello per natura e per necessità,che spesso prescinde da simboli, non si regge su detti, o su mezzi busti non si dirama da concetti precostituiti assimilati per volontà del gruppo.

-Quello che penso è frutto del mio essere, unico e solo parto mentale del mio pensare, poltiglia ordinata e ragionata con criteri di oggettività su una realtà che mi si plasma sulla pelle. Ordinazione di un coacervo di pensieri, parole e lettere.

Il fatto è che il mio ego è rimasto troppo vittima di una mia idea malsana, di quel livello di ragionamento ordinato su base emotiva, totalmente privo di qualsiasi pianificazione e di considerazioni di carattere oggettivo.

– Qualche emozione si fa strada piano piano nel mio cuore, ma sento di avere un controllo diverso su di essa rispetto ad un tempo.

Il binomio razionalità-irrazionalità cerca continuamente di equilibrarsi su livelli simili, anche se sento dominare la mia parte razionale.

Puoi alzarti molto presto all’alba, ma il tuo destino si è alzato un ora prima di te. (Proverbio africano)

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5 pensieri su “Puoi alzarti molto presto all’alba, ma il tuo destino si è alzato un’ora prima di te. (Proverbio africano)

  1. Quante mattine ci si sveglia con quel senso di inutilità che hai descritto… vero, verissimo.
    Ci si sente piccoli automi che spingono il bottoncino “On” che si ha sulla schiena e si comincia a vivere… o meglio a sopravvivere.
    Il semplice respirare? Non ci appartiene in quei giorni, perchè respirare significa vivere.
    Allora che si fa? Sforziamoci, concentriamoci e iniziamo a respirare.

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  2. Beh, caro eroe d paese, (cm una volta t 6 definito)…capita a ttt d sentirsi così, o perlomeno a me capita e nn sai qnt volte…
    …ma poi, basta un niente e scopri ke ttt ha 1 senso, ke s può essere sempre se stessi, ma ke quel se stessi è fatto d tnt realtà diverse, ke combattono per avere la meglio l’una sull’altra, ke la vita è piena d sorprese, ke c’è sempre da imparare, da scoprire, da guardare cn gli okki disincantati e vivi d un fanciullo, cm direbbe il Pascoli; c’è sempre modo e spazio per una nuova emozione e se nn c’è sta a noi trovarglielo…basta ke quel tuo lato razionale pur dominando, non offuschi ttt il resto…
    Scusa se m sn dilungata trpp, magari cn frasi scontate…e poi la mia filosofia la conosci bene, sai che interpretazione ho dato io a quell’ UDS 😀 , e quindi…
    t lascio cn un bacio!
    Erika

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  3. beh Raf, è il ragionamento della casualità che ci ha unito, in fondo…
    Raf male, io soccorso, Raf soccorso, io male ecc ecc
    alla fine non cancellerei nulla di quei periodi di merda se alla fine mi hanno prodotto tantissime cose.
    Fac

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  4. “Certe mattine ti svegli con la polemica nel sangue…” quanto è vero!
    Ma sono sempre meno le “certe” e più spesso le “ogni” 😀
    Sarà l’invecchiare.
    Da adolescenti si riflette sul significato della vita e si vede tutto nero senza sapere davvero il perché, e si diventa apatici, scazzosi, in lotta col mondo a prescindere e cerchiamo qualcuno che si senta come noi, confortandoci nella condivisione di questo “odio”, facendo grandi sogni su come cambiare insieme le cose.
    Quando cresciamo cominciamo a capire il perché di questo stato d’animo, ma non ci basta più il conforto di un gruppo con cui “lamentarci”, e senza dubbio non abbiamo più tanti sogni atti a cambiare il mondo. Diventiamo insofferenti, intolleranti, non riusciamo più a sopportare nessuno e la polemica è a portata di mano.
    Sono giunta alla conclusione che si diventi così perché, a conti fatti, il mondo è un luogo insostenibile in cui vivere se in compagnia degli esseri umani.
    Più viviamo in massa e più diventiamo polemici e più riflettiamo sul perché della vita senza, in effetti, godercela.

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    • Questo è un post del 2007, non so dirti se adesso sono la stessa persona che ha scritto queste cose. Il contesto era diverso, ancora non avevo vissuto cose che oggi sono stampate sulla mia pelle come marchi a fuoco. Ora, dopo aver perso persone, dopo aver visto il dolore con i miei occhi, ti devo dire che ho lasciato sempre meno spazio alla polemica, e ho cominciato a godermi ogni giorno come se fosse l’ultimo della mia vita. Certo, sarei un bugiardo se non ti dicessi che non penso al futuro, che mi confronto in ogni istante con i problemi che lo riguardano: il lavoro, la realizzazione personale, l’amore, ma forse proprio in questo “affrontare i problemi” ho trovato il senso della mia vita. Succede a chi vive si dice, il mondo non è un posto benevolo, la natura se ne frega di noi, dei nostri pensieri, delle nostre vite, ma forse qualche volta vale la pena dimenticarsi tutto ciò e andare avanti, magari puntando su qualcuno, scommettendo ancora una volta il proprio cuore. Siamo animali sociali e dobbiamo per forza confrontarci con gli altri, anche se questo qualche volta ci crea dolore.

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