Un pugno nello stomaco

Un pugno nello stomaco
e il cuore che urla.
Sussurrare di attimi
persi nel vuoto

la luce scema piano
sulla schiena un brivido
il suono del silenzio
la mia mano che si chiude

sepolti nella memoria
in fondo alla mia anima
creature notturne
iceberg d’odio

Parlare ed esprimere
in sintesi e come già fatto
perdurare di emozioni
sullo sfondo dei pensieri

e intanto dentro il caos
e il non saper identificare
ma non per giustizia
ma per ego

come se tutto fosse
o come se non esistesse
ghiacciato dentro me
come un pugno…

…che dallo stomaco vien fuori
ma ormai è sabato
il sonno mi ha lasciato
non devo fare assolutamente niente.

come se…

…dovessi per forza esprimere chiaramente quello che provo, quello che sento. Ma io son così, torbido e sfuggevole, e visto che non ce la faccio a mettere nero su bianco quello che sento, posso solo dire che ricordi e costrutti si accalcano indelebili nella mia mente dentro un contenitore detto nostalgia. Non ce la faccio ad esprimermi, ma forse perché il tutto è meno grosso e meno ingombrante di come vorrei farlo passare.

MI rendo conto che tanta parte della mia presunta nostalgia è solo il riaffiorare di qualche pensiero scardinato legato a qualche mia insicurezza, tutto qua.

E adesso a dirla tutta mi vien da ridere perché stavolta la decisione che ho preso sereno, senza fretta, andando piano, un passo alla volta, sta funzionando, sento che dentro me, anche se manca un po quel modo di sentire profondo che avevo, il tutto segue una logica. E’ conforme alla mia visione d’insieme. A quel disegno che intravedo e che mi spinge, stavolta, a non avere troppa paura, come se…

Non si deve chiedere scusa…

…ma scusatemi. L’umore oggi non è dalla mia parte, mi sento le gambe intorpidite, e le braccia sono pesanti. Non mi capita spesso di fare degli incubi a ripetizione, non riesco nemmeno ad analizzarli e mi sono svegliato così, di soprassalto, senza una ragione precisa. Ma forse, una ragione, un movente c’è. Sono quasi due mesi che sono a casa, senza fare la spola tra Macerata e  Fabrica, e domenica ripartirò con esami da fare e lezioni da attendere. Lo so è prematuro agitarsi ed essere ansiosi, ma mi rendo conto che sono di nuovo all’ultimo anno di nuovo avrò una tesi da preparare, di nuovo di nuovo di nuovo. Ogni tanto poi mi sento un po giù soprattutto quando la voglia di studiare è minima e in più non si riesce a coordinare il proprio sforzo su di un oggetto specifico. Certo, nulla a che vedere con le depressioni del 2006 (l’anno più brutto dopo il 2002).
Non so se vi sembrerà possibile, ma già che sto scrivendo e che sto ammettendo un poco questa debolezza mi sento meglio. So che la paura è naturale, e che essa è buona in certi casi.
Non amo aver paura, e a dir la verità non è che ne ho così tanta, ma in questi due mesi a casa sono stato troppo bene, mi sono divertito tanto con gli amici, ho definito un rapporto con una ragazza, ed ora mi dispiace interrompere questi ritmi che mi piacciono tanto…

Ma vabbè citando Erika posso dire che "ci sta", e de che tinta, e non mi posso lamentare, quindi lo scusate all’inizio era per dire: prendete questo sfogo così com’è, e se vi deprime,che dire, leggete altro!!!

Baci.

Perché?

Torno a scrivere, anche quando avevo pianificato di non farlo. Negli ultimi due anni troppe volte ho scritto di persone che muoiono, troppe volte mi sono messo nei panni dei genitori, delle fidanzate, dei loro cari.
Non ho più voglia di scrivere ora.
Tornare dalla discoteca e vedere infrangersi la propria vita su un nastro d’asfalto fa veramente schifo.

Il ritorno dell’ Ex

Riflettevo,
    la mia mente si arrampicava ore ed ore nella ricerca di un perché. Un perché che da anni non trova risposta. Una risposta a quel comportamento, a mio avviso irrazionale, che ti porta a cercare una/uno ex. Ho ragionato su questo perché e ne è uscita una classificazione sotto due profili: quello del carattere e della personalità. A tal proposito ho ideato una tabella che tiene conto della correlazione tra carattere e personalità a seconda dei comportamenti tenuti dal partner che ricerca il contatto con l’ex.

carattere/personalità
debole
forte
debole Soggetto afflitto da una forte perdita di autostima. Una persona insicura che non ha le palle per cercare di meglio e che si fa sopraffare dalle emozioni che lo dominano e lo sottomettono. Soggetto con un buon grado di autostima, ostenta sicurezza, ma al suo interno cede alla personalità dell’altro, si fa sopraffare, è più che altro spinto dal desiderio di dimostrare a qualcuno cosa lui/lei può e non può.
forte Media autostima, ma con una sicurezza tale da non lasciarsi completamente sopraffare dall’altro. Cede perché fondamentalmente è una persona indecisa che non sa quello che vuole. E non sa trovare di meglio. Una persona dotata di carattere e di personalità forti. Di solito non cede, e se lo fa è per annientare l’altro, la ricerca è data più da un puro soddisfacimento dell’io e dell’appetito sessuale.

La natura stessa della persona che in molti casi porta alla ricerca di un contatto con quello che si aveva. Perdere, essere lasciati, o lasciare talvolta sono solo le diverse sfaccettature di uno stesso oggetto, la persona in se stessa, la dimostrazione di perfetta imperfezione dell’animo e del fisico umano.
    Ora, non vorrei fare il presuntuoso, ma io non ho bisogno di dimostrare nulla a nessuno. A mio avviso cercare qualcuno con cui si è deciso di finirla, o che ha voluto finire, mi sembra assolutamente irrazionale. Cercare di riavvicinarsi, chiamare, mandare messaggi, per me significherebbero solo perdita di autostima, sottomissione, perdita di dignità.
    Sarà perché non credo così tanto all’amore, ma quando tra due persone è finita, anche se in passato ci si è voluti bene, è inutile cercare di nuovo il contatto, è inutile perdere tempo dietro a qualcosa che non aveva un futuro e che nella maggior parte dei casi non ne avrà.

    Certo, io parlo per me, ma che volete, sono sempre quell’omino incazzato che sorride quando le cose vanno male, e che dubita di quando le cose vanno troppo bene. Vado per la mia strada e come sempre, se mi dovessi veder ridere, sappi che ho trovato qualcuno a cui dare la colpa!!!

Apologia del fascismo e simbologia.

Ora,
ispirato un po da quei simboli inneggianti all’odio (croci uncinate e quant’altro di affine) presenti sui alcuni muri del mio paese (che nessuno, ne i privati, nel il comune provvede a togliere), un po dalle cose che mi sono state dette da un numero sempre crescente di persone che inneggiano tanto al “quando c’era lui” mi sono messo a fare una piccola ricerca per vedere se in tutto questo la gente sa che sta commettendo degli illeciti professando e talvolta imbrattando con le proprie idee i muri e non solo, di questo piccolo paese chiamato Fabrica di Roma.

Parte prima: Simbologia.

Legge Mancino 205/93 (testo integrale HTML)

Articolo 2

Primo comma:

Chiunque, in pubbliche riunioni compia manifestazioni esteriori od ostenti emblemi o simboli propri o usuali delle organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi di cui all’articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654, è punito con la pena della reclusione fino a tre anni e con la multa da lire duecentomila a lire cinquecentomila.

Secondo comma:

È vietato l’accesso ai luoghi dove si svolgono competizioni agonistiche alle persone che vi si recano con emblemi o simboli di cui al comma 1. Il contravventore è punito con l’arresto da tre mesi ad un anno.

Articolo 3 legge 13 ottobre 1975, n. 645 (Testo integrale pdf)

3. 1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, anche ai fini dell’attuazione della disposizione dell’articolo 4 della convenzione, è punito:
a) con la reclusione sino a tre anni chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi;
b) con la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, in qualsiasi modo, incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi;
3.2 (1).
3. 3. E’ vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.
Chi partecipa a tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi, o presta assistenza alla loro attività, è punito, per il solo fatto della partecipazione o dell’assistenza, con la reclusione da sei mesi a quattro anni. Coloro che promuovono o dirigono tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da uno a sei anni (1) (2).

Ora, codice alla mano, non mi sembra tanto lecito lasciare sui muri delle proprie case e tanto meno sui muri del comune simboli che inneggiano all’odio razziale! Ho provato a chiedere anche alle forze dell’ordine e mi hanno risposto che per quanto riguarda i muri del comune spetterebbe al comune stesso provvedere alla rimozione dei simboli inneggianti all’odio, e per quanto riguarda i privati, spetterebbe agli stessi la rimozione dei suddetti simboli.
Ma nessuno provvede alla rimozione, come mai? Ah si, non ci sono i soldi.

Parte seconda: Apologia del fascismo.
Legge 20 giugno 1952 n. 645 Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale
(comma primo) della Costituzione (testo integrale pdf)

Quando c’era lui era tutto meglio coordinato, ha istituito le pensioni, ha fatto delle bonifiche era un leader carismatico che ci ha portato… scusate dove ci ha portato? Si lo so ha fatto delle cose buone… ma chi lui? Scusatemi queste sono considerazioni personali che nulla centrano con quello che sto cercando di portare alla luce.

Articolo 1

1. Riorganizzazione del disciolto partito fascista.
Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha
riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque
un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito
fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando
la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue
istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività
alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie
manifestazioni esteriori di carattere fascista.

Articolo 4

4. Apologia del fascismo.
Chiunque fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo
avente le caratteristiche e perseguente le finalità indicate nell’articolo 1 è punto con la reclusione da
sei mesi a due anni e con la multa da lire 400.000 a lire 1.000.000.
Alla stessa pena di cui al primo comma soggiace chi pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti
o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche. Se il fatto riguarda idee o metodi
razzisti, la pena è della reclusione da uno a tre anni e della multa da uno a due milioni.
La pena è della reclusione da due a cinque anni e della multa da 1.000.000 a 4.000.000 di lire se
alcuno dei fatti previsti nei commi precedenti è commesso con il mezzo della stampa.
La condanna comporta la privazione dei diritti previsti nell’articolo 28, comma secondo, numeri 1 e
2, del c.p., per un periodo di cinque anni.

Conclusione.

Credo che ognuno sia libero di professare e credere quello che vuole, ma non mi sta bene quando vedo nel paese in cui vivo apparire simbologie inneggianti all’odio e che rappresentano l’antitesi di tutto quello in cui credo.
Non mi sta bene che si santifichi qualche vecchio personaggio col doppio petto come se fosse l’unica soluzione a tutti i problemi politici e sociali del nostro tempo, specialmente quando il diritto e la storia ne hanno decretato la completa disfatta sanzionandola a norme di legge.