Leonitarn III

Leonida + Daitarn III = Leonitarn III
Credo che con l’aiuto del sole, più 300 spartani si potrebbe vincere qualsiasi guerra..
(just for fun)
Peace and Love!!!

Leonitarn III!!!

300daitarn Leonitarn

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Fuori! Quell’unico colpo alla testa della bestia!

Tutto insieme, sento il mondo cadermi dentro, e una scarica di adrenalina corre su per la mia spina dorsale, il sangue si fa più denso nelle vene e il mio cuore si arrabbia e pompa più forte, si arrabbia e pompa più duro. Sono fuori da me, lotto contro il mio demone, arrabbiato, incazzato, furioso ma allo stesso tempo sereno, come un oplite, come uno di quei trecento che combatterono. Pochi contro molti, uno contro il resto. Posso farlo, lo so, posso dimostrare che alla fine anche un Dio può sanguinare, i miei muscoli sono tesi, pronti. Raccolgo le mie energie e serro nella mano la lancia, e nell’altra lo scudo. Sono io, furibondo, con la carica di mille tori, con le braccia che si protendono verso l’alto in un urlo che spaventa più dello sguardo di una bestia inferocita. Nelle mie vene si fa sempre più densa la rabbia, la paura svanisce, accedo alla visione d’insieme, e tutto si chiarisce. Nell’aria elettrica si sentono le grida degli avversari, le urla di paura per chi non è capace di comprendere la potenza che posso sprigionare e si ritrae schermandosi con le mani la faccia.
Tutto è stato detto
Tutto è scritto
Tutto sarà fatto

La bestia dentro me si agita e scalpita nella rabbia in cui l’ho rinchiusa. Lascio scorrere dentro me il suo furore, i suoi occhi mi ammaliano, sento la sua potenza contaminare il mio essere e la mia anima. In quegli occhi rossi e torbidi come l’inferno scorgo me in una risata demoniaca e mi sento più forte, e mi sento io.
Alzo piano la testa, lascio scorrere il paesaggio tra le sopracciglia e il gli zigomi. Il mostro è li che mi guarda, forte della sua superiorità numerica, forte della sua potenza, ma non sa cosa lo aspetta, non sa cosa la morte ha in serbo per lui tramite le mie mani. Esplodo, veloce e fulmineo tiro in dietro il braccio per prendere il giusto slancio, per ottenere l’escursione necessaria a liberare tutta la mia forza, tutta la mia potenza. La lancia si libra nell’aria come un falco che si getta sulla preda, le zampe con gli artigli pronte a serrare, il becco pronto a staccare brandelli di carne, la lancia si avvicina al mostro e si riflette nei suoi occhi. Il mostro prova a scostarsi, ma è troppo tardi, la lancia lo trapassa nella fronte con tutta la furia accumulata in questi anni e dietro la sua nuca una nuvola di sangue e cervello che si perde nell’aria.
Un solo ed unico colpo, solo questo pretendevo, e lo ho ottenuto. Un solo colpo diretto alla testa del mostro, diretto contro quello che mi spaventava, quell’unico atto di ribellione che mi si concede, quel gesto di lotta che si protende verso l’infinito.
I molti si guardano in torno come un corpo decapitato in preda agli spasmi, non sanno come reagire, non sanno come comportarsi. Una moltitudine allo sbando che senza guida non è nulla, una massa informe di paura che si disperde.

Sguaino la spada!
Nessuno deve sopravvivere!
Non ci sono feriti in questa battaglia, solo morti!

La compassione lascia spazio all’ira che dilania i corpi, stacca glia arti decapitando le piccole e confuse bestie che così ricevono la giusta guida per l’ade. Non facciamo altro che indicargli il cammino da seguire, liberandoli dalla loro volontaria schiavitù e sottomissione al male.

Sono io!
Settimo di sette figli,
Il peccato, il male
Che prende forma
che si libera.
Che si depura.
Fuori!
Fuori dalla mia terra!
Fuori!

Luttazzi, Decameron e io che vorrei…

…uno dei complimenti più belli che mi sono stati fatti in questi anni, non è stato che sono bello, non è stato che ho il cazzo lungo, non è stato che bacio bene, non è stato che come uso la lingua io, non la usa nessuno (che poi, non so quale sia il senso), ma è stato che ho una mente critica, un complimento che trascende dalla materialità, dall’esteriorità delle cose, e che si insinua, come un dubbio, come una critica in quello che vorrei…

…se fossi critico solo un miliardesimo di questo uomo sarei veramente una delle persone più soddisfatte di questo mondo.

Beh, finalmente un po di sole!!!

Oggi è una bella giornata, il sole splende, fa freddo, ma si sta bene. Fuori dalla finestra il paese è in movimento, le macchine vanno verso le loro destinazioni tranquille. E’ bello vedere come tutto funziona, come le cose si abbracciano in una logica perfetta. Credo di star bene, si, sto bene! Prima guardavo delle persone bere insieme e mi chiedevo cosa si dicessero, vedevo i loro volti felici e i bicchieri che sbattevano, si ero molto felice per loro. Ho visto dei cani andare a spasso in un branco, annusavano e marcavano il loro territorio si seguivano, correvano, giocavano mordicchiandosi. Nel mio cuore, nel vedere una complessità così bella si è acceso un fuoco, un fuoco che riscalda la mia anima e il mio spirito. Che bello! Che bello stare bene in pace con se stessi, non avere preoccupazioni, in attesa di qualche evento da festeggiare, in attesa di portare a termine i compiti che mi sono stati assegnati.
Vorrei concludere questo scritto, che si, lo so, è un po sdolcinato, ma che ci volete fare, io sono così, forse un po paraculo e deficiente, ma sono così dolce… Si, si lo so, chi si loda si sbroda, ma permettetemelo, almeno questa volta. Insomma, vorrei concludere, vorrei concludere con un saluto a tutti quelli che mi sono vicino, e che credono nelle mie stesse cose, che sanno quando e come stare vicine alle persone a cui si vuole bene!
Grazie a tutti di esserci.
Raf.

Out of silent planet – Iron Maiden

…nessun significato nascosto, mi piace solo la canzone…

Out of the silent planet, out of the silent planet we are
Out of the silent planet, out of the silent planet we are
Out of the silent planet, out of the silent planet we are
Out of the silent planet, out of the silent planet we are

Withered hands, withered bodies begging for salvation
Deserted by the hand of gods of their own creation
Nations cry underneath decaying skies above
You are guilty, the punishment is death for all who live
The punishment is death for all who live

Out of the silent planet, dreams of desolation
Out of the silent planet, come the demons of creation
Out of the silent planet, dreams of desolation
Out of the silent planet, come the demons of creation

The killing fields, the grinding wheels crushed by equilibrium
Separate lives no more disguise, no more second chances
Haggard wisdom spitting out the bitter taste of hate
I accuse you before you know the crime its all too late
Before you know the crime its all too late

Out of the silent planet, dreams of desolation
Out of the silent planet, come the demons of creation
Out of the silent planet, dreams of desolation
Out of the silent planet, come the demons of creation

Out of the silent planet, out of the silent planet we are
Out of the silent planet, out of the silent planet we are

Out of the silent planet, dreams of desolation
Out of the silent planet, come the demons of creation
Out of the silent planet, dreams of desolation
Out of the silent planet, come the demons of creation

Out of the silent planet, out of the silent planet we are
Out of the silent planet, out of the silent planet we are
Out of the silent planet, out of the silent planet we are
Out of the silent planet, out of the silent planet we are
Out of the silent planet, out of the silent planet we are
Out of the silent planet, out of the silent planet we are

Che qualcuno mi salvi!!!

…mi tolgo le scarpe, sfilo il maglione, chiudo la tazza e mi ci seggo. Alzo il piede destro e sfilo il calzino, alzo l’altro piede e sfilo il restante. MI metto in piedi, accarezzo i bottoni della camicia, poi parta dal primo, quello vicino al collo e comincio a sbottonare. Spingo il bottone col pollice, cercando di farlo passare nell’asola controllando con l’indice. Un bottone dopo l’altro, lascio cadere la camicia a terra. Sbottono i pantaloni, me li tolgo. Rimango così, in mutande e maglietta davanti allo specchio, faccio qualche smorfia. Intanto, apro l’acqua nella doccia ed aspetto che sia calda. Rapidamente, mi sfilo le ultime cose che indosso, lascio cadere la maglietta vicino la camicia e mi sfilo i boxer. L’acqua aperta fa un rumore di scroscio, e piano piano il vapore sale verso l’alto. Mi infilo sotto la doccia. Sento il contrasto con l’acqua calda e il freddo del piatto per terra. Mi bagno un poco i capelli e poi mi metto sotto il getto chiudendo gli occhi. L’acqua sul mio corpo scivola leggera. Sento le gocce camminare sul mio corpo per poi cadere a terra. Le sento ora sul viso, poi sul torace, giù giù fino alla pancia, l’inguine la coscia, il ginocchio, il piede…

Penso.Che qualcuno mi salvi!