arrivederci

Ciao miei lettori,
ciao amici miei. Ho passato ore nel pensare a cosa avrei dovuto scrivere, ed ancora non riesco a trovare le parole giuste. Eppure è così semplice, è così semplice osservare che le cose non stanno mai ferme, che la natura di esse è sempre in movimento, che tutto non è mai uguale a se stesso. Se guardi un fiume due volte la seconda non avrai visto lo stesso fiume della prima.

Eraclito scriveva:
Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato, ma a causa dell’impetuosità e della velocità del mutamento essa si disperde e si raccoglie, viene e va. (91 Diels-Kranz)

Spero vogliate scusare questa mia piccola digressione ma essa è il punto cruciale di quello che voglio dire, è la condizione che mi spinge a cambiare e a rinnovarmi di continuo, così neanche questo blog, può sottrarsi alle dinamiche intrinseche della natura, questo spazio è giunto a un punto fondamentale della sua esistenza.
Walksalone è stato il mio punto di contatto con me stesso, il posto dove tra le righe ho potuto leggere dentro i meandri della mia anima, il posto dove i miei pensieri, le mie gioie e le mie paure mi si sono disvelate.
Ma come ogni cosa che il tempo muta, anche questo spazio è giunto ad un suo punto di arrivo. Ho meditato a lungo su questi cambiamenti, ho meditato se fosse il caso di porre fine a questa avventura cancellando tutto. Ma non era quella la decisione giusta, non era questa la fine giusta, non era questo il destino per Walksalone. Piuttosto che l’oblio ho preferito “a step ahead” un passo avanti, una naturale evoluzione, taglio netto ed allo stesso tempo continuazione di un percorso intrapreso 21 mesi fa.
No amici, non è casualità, 21 mesi di vita, 29 dicembre, giorni e mesi dispari per dire che Walksalone proseguirà il suo cammino altrove. proseguirà dove il padrone di casa ha tre occhi, dove la realtà soggiace all’unica verità che si rispecchia nelle domande che uno pone a se stesso.
Un posto dove l’alternativa è aprire la propria mente, il proprio Terzo occhio per vedere con più chiarezza, per indagare dentro se stessi, ancora una volta, e di rimpetto capire il mondo che ci circonda.

Se avrete fiducia in me, allora potrete capire sicuramente questa scelta, se avrete pazienza vi dirò più avanti nei post dove questa avventura continuerà, se avrete voglia potrete leggermi in un altro spazio.

Nella fine trovo il mio inizio, in questa fine, a gennaio ci sarà l’inizio del mio… a step ahead…

Stay Tuned…

Raf.

un anno fa… (parte seconda)

…un anno fa, in questi giorni raccoglievo i brandelli di una vita sfuggita al mio controllo, preda della rabbia e del demone che dentro di me alberga, non stavo nella pelle, scalpitavo per uscire fuori, mi nutrivo del mio dolore e delle mie lacrime e… non avrei pensato mai e poi mai che le cose si evolvessero in questo modo. Quello che non strozza ingrassa, e se non ti uccide ti fortifica. Mi rendo conto che solo nella fine riesco a trovare il mio spazio per lo slancio iniziale. Nasco nella fine, e in essa trovo il mio inizio, una fine figurata che mi ha portato a pensare che paradossalmente, quello che sembrava la disfatta nella mia vita, in realtà era solo l’inizio di una grande vittoria che sarebbe arrivata più in là.
Un anno fa non avrei mai pensato di potermi innamorare di nuovo della vita, non avrei scommesso un centesimo sul cambiamento, non avrei mai pensato che a un lustro di distanza si potesse ripresentare alle porte un 2003 più maturo, in cui alcuni rapporti sono stati recuperati, e altri recisi completamente.
Un anno fa non avrei mai pensato di poter stare bene con me stesso, mostrarmi per quello che sono per potermi specchiare senza la paura di me negli occhi della mia ragazza.

Una anno fa… Ma ormai non c’è più, ho già salutato, il mio sguardo è volto in avanti.

gioco solo con la mia pazzia

La fronte si increspa riflessa nello specchio, guardo nelle mie pupille, sono io quello che vedo? Tutto si mischia in un mare di idee e quello che vedo sfuma. E’ il mio tempo questo o sono io sempre in ritardo? Che posto è che vita è? Sono sveglio o sto dormendo? Continuo a guardare nei miei occhi e un brivido elettrico scuote la mia schiena. Guardo nello specchio, il tempo rallenta e smetto di pensare. Il demone che dentro me alberga mi parla, ruggisce mi trasporta in una dimensione che non conosco e fermo mi fissa negli occhi, quegli occhi che sanno tutto di me e che mi tengono in pugno. Mi guarda e ride, crede di avermi in pugno, ma non sa che sono io adesso che albergo dentro lui, sono io che lo sto guardando nelle pupille, da dentro lo specchio. Allungo una mano nel riflesso e mi afferro, me, davanti a me stesso, le mai che afferrano il collo, un riflesso che cerca di uscire dalla sua realtà. Chi è l’originale? Quale realtà è reale? Cosa è questa sensazione dolce e spaventosa, questa esplosione nel mio profondo questo ribollire di sentimenti e credenze? La verità che si perde negli anfratti più segreti e reconditi della mia mente e poi…
Poi Fermo sul ciglio della strada, in questo strano sogno in questa distorsione del mio essere lineare in questa tangenza che si perde in un mare di solitudine e irrequietezza…
Il sogno finisce, mi sveglio, vado allo specchio, sul mio collo segni delle sue mani penso mi guardo bene, la fronte si increspa riflessa nello specchio, guardo nelle mie pupille sono io quello che vedo? Tutto si mischia…