My way

Da qualche parte ho letto: non è l’uomo che fa il viaggio, ma è il viaggio che fa l’uomo. Credo che questa frase sia una delle più belle in assoluto che ho letto negli ultimi tempi. IL viaggio, il continuum tra il punto di partenza e quello di arrivo, il filo conduttore, il canale e allo stesso tempo il mezzo che ti porta dove non avresti mai sperato, dove non potevi sapere. Secondo me il viaggio è come la forza di attrazione noi stessi siamo un nucleo e tutto quello che accade  intorno viene attratto e si fissa su di noi. Nella mia visione siamo delle sfere a strati, riflettiamo un po i corpi celesti che sono la somma di molti strati che si sono aggregati ne corso del tempo. Così, questa struttura concentrica o “sfericentrica”, si riflette anche dentro noi stessi, un po come la divisione che si fa in diritto tra forma esterna, forma interna e contenuto.
Il viaggio, noi stessi siamo il viaggio, siamo noi stessi che creiamo noi stessi, artefici del proprio destino precursori e successori del nostro nucleo nella nostra vita. In questo viaggio come pianeti ci muoviamo sospinti da una forza più grande di noi stessi, la nostra gravitazione universale, quella forza che trae origine da noi stessi e si raccorda con le altre, delle altre persone: l’amore.
Non lo so, secondo me in questo viaggio, quello che conta è proprio l’amore, non tanto quello che uno ha o quello che desidera, ma l’amore che prova, per una ragazza, per la famiglia, per un cane, per se stesso. L’amore è il motore universale, quello che fa muovere le cose e allo stesso tempo che le tiene insieme.

Post sdolcinato, lo riconosco, ma è quello che sento in questa giornata di tempo variabile, quando il grigio di fuori lascia passare ugualmente quei raggi di sole che scaldano il cuore…

Stay Tuned…

Ode a Lei

Per me sei…
Un girasole d’estate
nelle mattine bagnate
Una brezza leggera
nelle mattine di primavera
Un viale alberato
quando l’autunno ci ha lasciato
La neve che scalda l’interno
nelle mattine di sole d’inverno
Per me sei…

Ma ora non lo so più dire
nel silenzio del mattino
le parole sembrano svanire
ma il mio cuore si desta
quando dalla finestra
il sole fa capolino
e lascio scorre le emozioni
e non servono le parole o canzoni
e così mi sento un po bambino
quando nel mio silenzio
senza sentir parlare
mi ritrovo… ad amare.

Eddie Merckx, Post notturno.

Ci sono notti in cui rimani alzato a pensare, senti scorrere dentro di te la rabbia e non sai come liberartene. Senti che in te qualcosa non va, un pensiero, due, tre. Tutto si ammassa davanti agli occhi e nella solitudine buia della stanza senti il cuore restringersi un poco. Non pensi di aver sbagliato, sai che di fronte all’ipocrisia e all’inutilità crescente ti sei comportato come dovevi, ma ti senti male lo stesso. Un morso allo stomaco, piedi freddi e il cuore che non smette di andar così veloce. Sai come comportarti e lo fai, metti in atto quei meccanismi di auto protezione che ben conosci. Ma sotto le coperte ti raggomitoli cercando calore, cingi la testa con le mani, ma non serve a nulla. Il tuo equilibrio ormai è andato.

Quello che senti non si può spiegare e nemmeno descrivere, provi rabbia e dolore, anzi sei proprio incazzato, molto incazzato ce l’hai un po con te stesso e non sai come venirne fuori, vorresti andartene, non starti a sentire, ma come si diceva in quel film, da te non scappi nemmeno se sei Eddie Merckx.

Ma in fondo lo sai, fra poco, tornerà anche il sonno e domani mattina ti sveglierai con le idee un po più chiare, solo, quelle lacrime ti entrano dentro come proiettili, trapassano il cervello e non sai come fermarle, non puoi fermarle…

Non è mai facile, non smetterò di lottare, ma qualche volta, un mèa culpa ci sta, nella merda mi ci sono messo da solo, e da solo ne vengo fuori…
Un buona notte a tutti (e un piccolo vaffanculo a me…)

Stay tuned…

(commenti disattivati per spam :-P)

…la mia musica dentro…

…una musica dentro e io che non riesco a trattenere le emozioni, la pelle si increspa sulle note, la mente fugge… Quante canzoni che leghiamo a momenti della nostra vita, taluni belli, taluni un po meno, tante canzoni che ci ronzano nella testa ci accompagnano come la luce del sole durate il giorno, o come la luna durante le nostre notti insonni, quando con la mano appoggiata alla finestra guardiamo dentro noi stessi.
Tante canzoni, mentre ti guardo, mentre tolgo i freni alla mia mente, mentre tutti quei brividi che mi assalgono da dentro prendono le braccia, mentre le tendo verso te, mentre il tuo profumo sembra la batteria che spinge il ritmo del mio cuore.
Tante canzoni, in quel sentire adolescenziale che ci fa dondolare la testa al ritmo di quelle storie che vengono raccontate.
Tante canzoni che scorriamo nelle nostre playlist, ma ora non ho più voglia di scrivere, ho solo voglia di ascoltare un po di musica…

La prima Top5 di questo blog!!!

E’ da stamattina che cancello post. Non riesco a scrivere, non riesco ad abbandonarmi a quello che sento, non riesco a lasciarmi in balia del tempo grigio. Scrivo, cancello, poi riscrivo, poi cancello di nuovo. Eh si, In questo 2007 che se ne è andato ho imparato a lottare, ho imparato a non lasciarmi andare a quel (spero vogliate scusarmi il riferimento a Star Wars) lato oscuro che alberga dentro me.  Mi mancano quegli sfoghi del mio animo neri come la notte, ma son felice, son felice di non lasciarmi sopraffare da quei pensieri che tanto mi fanno male, son felice perché sento dentro quella forza che trae origine dalla mia voglia di lottare, lottare.
In questa vita c’è chi è nato per lasciarsi trasportare dalla corrente e chi è nato per andarci contro. Io non mi sento di appartenere alla prima categoria e come dice quella famosa canzone: “ma io sò salmone e nun me ‘mporta gnente, a me piace andà contro corente” e allora caro il mio Albertone, faccio come di tu e dedico un bel “e vaaaaa e vaaaaa” un bel vaaaaa a questa giornata, a questa pioggia che prova ad allagarmi il cuore, mentre dietro alle nuvole fa capolino il sole. Vaaaaa cara mia tristezza, vaaaaa cara mia paura, per scelta o per natura mi piace far così mi piace pensare che c’è sempre il sole dietro alle nuvole e per quanto senta quel bisogno di lasciarmi sopraffare dalle paure, dalle delusioni, dalle difficoltà, ancora reggo, il mio ego e sempre quì con me.

Allora, se mi permettete, come è mia tradizione, quindi in ritardo, faccio quel bilancio del 2007 che ancora non ho fatto, un po come il Fac, e prima di lui Alta fedeltà faccio la top5 delle cose più belle che mi sono capitate in questo meraviglioso anno dispari:

  1. Contro quello che pensavo sono riuscito a stare fuori casa, sono riuscito a destreggiarmi in quel mondo che mi faceva tanta paura, ho espugnato la mia Macerata.
  2. Ho conosciuto meglio me stesso, ora so i miei pdf e i miei pdd (marketing rulez!!!).
  3. Ho passato una delle più belle estati da tanti anni a questa parte.
  4. Non ho lasciato scappare le persone che ritengo amiche, anzi credo di aver capito molto di loro…
  5. Ultimo ma non ultimo… L’amore… Lei, si c’è lei, una ragazza che non mi sarei immaginato, una ragazza che è riuscita a trovare le chiavi di quel sarcofago in cui avevo rinchiuso il mio cuore…

Beh, per questo post credo sia tutto, di stronzate ne ho dette anche troppe, vi lascio con la frase del giorno…

C’è sempre il sole dietro alle nuvole…
Stay Tuned…

Una esplosione
e poi, silenzio nella mia mente. Le gambe suonano doppia cassa, ritmiche, quasi perfette, la mente si estende dentro quelle poche note e giù come un martello. Le mani corrono veloci, sanno vogliono, bramano. Le note passano nel mio cervello come fossero lampi, flash che mi disgregano la pelle e bruciano l’ego. Una freccia nel cuore, un sorriso, pagine che scorrono e dita sporche d’inchiostro, ma non è inchiostro è un ticchettare di tic tic che toccano tintinnanti tutti i tasti della tastiera. Penso, ma non troppo, veloce, veloce veloce, come se dovessi fuggire, ma il mio è un restare, nella mia battaglia contro un battere di piatti e doppia cassa, contro uno specchio, contro, contro, contro. Solo, paese deserto, fasti, giù, tocco il mio viso non penso a nulla. Le gocce di pioggia s’infrangono sul vetro ed io che non posso fare altro che spingere sull’acceleratore. Spingo, spingo sempre di più, premo fino in fondo, premo fino al limite della mia aderenza, lo so, son fatto così, una curva, poi un altra, l’inquietudine che mi sale dentro che urla che mi fa urlare che mi fa spingere sull’acceleratore maledetto della mia fantasia. Ora silenzio, nessun rumore, nessun tintinnare ritmico, nessuna esplosione, nessun motore che gira. Fermo, immobile. Son quì solo nel mi silenzio. Ma è così che sono è così che so fare, solo così. Mi spingo sempre e comunque dove non ho più aderenza dove non ci sono più io, ma solo quello che rappresento per me stesso.

Love is a razor and i walked the line on that silver blade…

Una piccola decisione

Un passo avanti presuppone il cambiamento di stato della materia, ovvero il cambio di stato spendendo la propria energia per muovere la propria massa verso una direzione ovvero da uno stato all’altro.
A Step Ahead vuole essere proprio questo: un passo avanti, un cambio di stato dalla e nella direzione intrapresa qualche tempo fa. Per ciò ho deciso di dare un taglio col passato, ho deciso che anche avendo gli strumenti per farlo, non importerò nulla da Walksalone.
Walksalone ormai è giunto alla sua fine, anche se di fine non si può parlare. Come le farfalle Walksalone era il bruco, il mio bozzolo, e quindi destinato ad evolversi a mutare forma in quella che possiamo definire la sua antitesi: la Farfalla. In tal senso A.S.A. è il frutto, il figlio, la negazione del bruco che pian piano ha dato forma a qualcosa di totalmente diverso.

C’è un filo conduttore nella mia azione, non agisco mai per caso, cerco di ponderare ogni mia parola e in questa strategia che pian piano si è delineata, Walksalone può rimanere nulla più che un link nel blogroll…

See you My friends and… Stay Tuned!!!