My way

Da qualche parte ho letto: non è l’uomo che fa il viaggio, ma è il viaggio che fa l’uomo. Credo che questa frase sia una delle più belle in assoluto che ho letto negli ultimi tempi. IL viaggio, il continuum tra il punto di partenza e quello di arrivo, il filo conduttore, il canale e allo stesso tempo il mezzo che ti porta dove non avresti mai sperato, dove non potevi sapere. Secondo me il viaggio è come la forza di attrazione noi stessi siamo un nucleo e tutto quello che accade  intorno viene attratto e si fissa su di noi. Nella mia visione siamo delle sfere a strati, riflettiamo un po i corpi celesti che sono la somma di molti strati che si sono aggregati ne corso del tempo. Così, questa struttura concentrica o “sfericentrica”, si riflette anche dentro noi stessi, un po come la divisione che si fa in diritto tra forma esterna, forma interna e contenuto.
Il viaggio, noi stessi siamo il viaggio, siamo noi stessi che creiamo noi stessi, artefici del proprio destino precursori e successori del nostro nucleo nella nostra vita. In questo viaggio come pianeti ci muoviamo sospinti da una forza più grande di noi stessi, la nostra gravitazione universale, quella forza che trae origine da noi stessi e si raccorda con le altre, delle altre persone: l’amore.
Non lo so, secondo me in questo viaggio, quello che conta è proprio l’amore, non tanto quello che uno ha o quello che desidera, ma l’amore che prova, per una ragazza, per la famiglia, per un cane, per se stesso. L’amore è il motore universale, quello che fa muovere le cose e allo stesso tempo che le tiene insieme.

Post sdolcinato, lo riconosco, ma è quello che sento in questa giornata di tempo variabile, quando il grigio di fuori lascia passare ugualmente quei raggi di sole che scaldano il cuore…

Stay Tuned…

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Ode a Lei

Per me sei…
Un girasole d’estate
nelle mattine bagnate
Una brezza leggera
nelle mattine di primavera
Un viale alberato
quando l’autunno ci ha lasciato
La neve che scalda l’interno
nelle mattine di sole d’inverno
Per me sei…

Ma ora non lo so più dire
nel silenzio del mattino
le parole sembrano svanire
ma il mio cuore si desta
quando dalla finestra
il sole fa capolino
e lascio scorre le emozioni
e non servono le parole o canzoni
e così mi sento un po bambino
quando nel mio silenzio
senza sentir parlare
mi ritrovo… ad amare.

Addio macchina dei miei 18 anni…

Si dice che le cose a forza di usarle prendano in prestito l’anima di chi le usa. Ora io non ci credo tanto, ma sicuramente quando qualcosa ti lascia un po ti dispiace. Oggi saluto il mio bel portatile che non si sa se sia possibile aggiustare e la mia prima macchina, colei con cui ho condiviso molte esperienze, la testimone delle mie scorribande e dell’unica volta che ho raggiunto i 170 all’ora con una automobile guidata da me.
Ciao mia cara Toledo, ciao sedili avvolgenti, ciao retromarcia con gli specchietti. ciao pomello del cambio, ciao contagiri… Addio macchina dei miei 18 anni…

Non dirò altro.

Addio Mia bellissima Seat Toledo.

Update 16.40:
Appena rottamata. L’ho vista sparire nello specchietto retrovisore della 500, ho trattenuto una lacrima. Rimango sempre un sentimentale… Addio Ancora.

Raf.

Eddie Merckx, Post notturno.

Ci sono notti in cui rimani alzato a pensare, senti scorrere dentro di te la rabbia e non sai come liberartene. Senti che in te qualcosa non va, un pensiero, due, tre. Tutto si ammassa davanti agli occhi e nella solitudine buia della stanza senti il cuore restringersi un poco. Non pensi di aver sbagliato, sai che di fronte all’ipocrisia e all’inutilità crescente ti sei comportato come dovevi, ma ti senti male lo stesso. Un morso allo stomaco, piedi freddi e il cuore che non smette di andar così veloce. Sai come comportarti e lo fai, metti in atto quei meccanismi di auto protezione che ben conosci. Ma sotto le coperte ti raggomitoli cercando calore, cingi la testa con le mani, ma non serve a nulla. Il tuo equilibrio ormai è andato.

Quello che senti non si può spiegare e nemmeno descrivere, provi rabbia e dolore, anzi sei proprio incazzato, molto incazzato ce l’hai un po con te stesso e non sai come venirne fuori, vorresti andartene, non starti a sentire, ma come si diceva in quel film, da te non scappi nemmeno se sei Eddie Merckx.

Ma in fondo lo sai, fra poco, tornerà anche il sonno e domani mattina ti sveglierai con le idee un po più chiare, solo, quelle lacrime ti entrano dentro come proiettili, trapassano il cervello e non sai come fermarle, non puoi fermarle…

Non è mai facile, non smetterò di lottare, ma qualche volta, un mèa culpa ci sta, nella merda mi ci sono messo da solo, e da solo ne vengo fuori…
Un buona notte a tutti (e un piccolo vaffanculo a me…)

Stay tuned…

(commenti disattivati per spam :-P)

…la mia musica dentro…

…una musica dentro e io che non riesco a trattenere le emozioni, la pelle si increspa sulle note, la mente fugge… Quante canzoni che leghiamo a momenti della nostra vita, taluni belli, taluni un po meno, tante canzoni che ci ronzano nella testa ci accompagnano come la luce del sole durate il giorno, o come la luna durante le nostre notti insonni, quando con la mano appoggiata alla finestra guardiamo dentro noi stessi.
Tante canzoni, mentre ti guardo, mentre tolgo i freni alla mia mente, mentre tutti quei brividi che mi assalgono da dentro prendono le braccia, mentre le tendo verso te, mentre il tuo profumo sembra la batteria che spinge il ritmo del mio cuore.
Tante canzoni, in quel sentire adolescenziale che ci fa dondolare la testa al ritmo di quelle storie che vengono raccontate.
Tante canzoni che scorriamo nelle nostre playlist, ma ora non ho più voglia di scrivere, ho solo voglia di ascoltare un po di musica…