Partenze

…partenze, e un mondo che conoscevi, ora cambia forma e nulla più è come prima.
Oggi parte Mario per anadare a lavorare al nord, ed oggi, parto anche io per il semestre di lezioni, e dentro me sento ancora una volta, a distanza di un anno, un ciclo che si è chiuso ed uno che si sta aprendo. Oggi finiscono ufficialmente i miei diciotto anni e nel contempo, si apre una nuova stagione della vita, una nuova speranza di qualcosa di più bello.

Questo mondo cambia
è in continua evoluzione
le ore passano, il tempo fugge
non si può arrestare
ma chi lo vuole fare?

Nel cuore un po di malinconia
la partenza, si sà, non è mai facile.
Ed intanto dentro esso l’emozione si divide tra curiosità
e un piccolo dolore dinnanzi al cambiare
al non rimanere mai uguale…

Ma è così, nella vita come nell’amore non si può impedire ad una situazione di evolvere… allora, concedetemi questo augurio: Buona Evoluzione…

Stay Tuned…

P.s. Alzo il bicchiere e brindo, brindo alle bevute alle cazzate, agli anni passati assieme a tutto quello che “La compagina dell’anello” ha condiviso nel corso del tempo, momenti magici ed irripetibili che rimarranno sempre quì in fondo agli occhi, in fondo all’anima e soprattutto, in fondo al cuore… Cin cin…

Un piccolo vaffanculo al mondo, ma soprattutto a me…

3 post per oggi alla faccia che non sapevo più che scrivere…

…si perchè quando uno ce la mette tutta per essere di buon umore per fare la cosa giusta e non vede prodursi risultati, ha il sacrosanto diritto di incazzarsi, oggi amici un bel “a step behind” come i vecchi tempi, in stile Walksalone perchè mi son rotto il cazzo, mi son rotto il cazzo di non essere capito e di non riuscire a esprimermi (con tanto di laurea in scienze della comunicazione, mondieau!!!). Si cazzo eccomi in tutto il mio splendore, la rabbia si insinua nelle mie dita e incomincio a scrivere, scrivo che sono stanco del mondo, dei rapporti, sono stanco di farmi male di credere una cosa di ripensarla per poi rismentirla. Sono stanco perchè non sono capace di godermi le cose belle che la vita mi offre senza vedere complicato tutto e tutti…
…ma in fondo questo è solo uno sfogo perchè è da moltissimo tempo che non mando affanculo nessuno, che non sfogo la mia rabbia, è da novembre che  lo spirto guerrier ch’entro mi rugge tace…
Ma oggi no, cari amici, oggi non ce la faccio a rimanere di buon umore, non ce la faccio a forzarmi per stare bene, quando ogni mio tentativo si infrange sulle mie stesse parole che dico…
Oggi, ci sta un bel vaffanculo a me, ama anche uno a voi…

Cari amici, oggi un piccolo vaffanculo in stile walksalone… Ave!

Stay tuned…

Sabbia rossa

…lascio aperta la porta in modo da far passare le emozioni, le sento fluire come linfa, le sento insinuarsi negli anfratti dei miei pensieri per poi esplodere dentro un mare di parole. I miei pensieri, me, ascolto le mie parole e mi guardo. Sono cambiato, sono molto cambiato, sono più vecchio, e sento muoversi tutt’intorno la vita, mi guardo e vorrei parlarmi, ma la voce si confonde con la mia, è come se nessuno mi potesse sentire mentre le parole sfuggono dalla bocca. Non capisco se sono io quello. Lo guardo, gli guardo dentro gli occhi, ma lui non mi vede. E’ un sogno questo? Si sto sognando, non posso essere me e al di fuori di me, non posso parlare mentre sto già parlando. Ad un tratto il mio cuore… Un battito, scariche di adrenalina, sapore metallico in bocca… Il mio cuore si ferma e impone alla testa il silenzio. Pensieri su pensieri, fine. Non più linfa, ma veleno. Il cuore riprende, batte più forte e più velocemente, spinge il veleno all’interno delle vene. Gli occhi si colorano di un blu scuro… La mia calma? Dove è finita la mia verve? Perché, perché sento questo ribollire di frasi, parole e immagini che nessuno mi ha detto, che nessuno mi ha fatto vedere? E’ tutto dentro me, il veleno, la notte, la rabbia. Non posso più controllarmi, sento sfuggire dalle mani le redini del mio essere e mentre tutto comincia ad incrinarsi mi sento bene, mi sento io, anche nella mia antitesi, anche nella mia fine…
…ma poi, questo è solo il frutto di quello che ho scelto. In questa congiuntura faccio il punto, e mentre i miei occhi si riprendono il loro marrone, il cuore rallenta. Sento il vento passarmi tra le dita, mentre il sole laggiù si nasconde dietro le nuvole, per buttarsi nel mare. E mentre mi lascio riportare alla calma, alzo gli occhi al cielo, un po’ più su, e vedo far capolino la luna… …e i suoi capelli rossi come l’alba mi solleticano il viso. Cingo le mani sul suo viso e mentre il sole sparisce nella sua vastità, la luna lo segue nei suoi occhi e così mi perdo in un bacio tiepido in una giornata di mare d’inverno…
E tutto, ora, è calmo…