L'Orsa Maggiore

orsa maggiore

…guardo un attimo il cielo e di colpo, mi perdo tra una stella e l’altra. Mi vien da pensare. Come tutto sia cambiato, come tutto sia diverso rispetto a quando mi ritrovavo a guardare quel cielo sul filo dei miei 18 anni.
L’orsa maggiore è sempre lì, prima in una posizione poi nell’altra, ma in fin dei conti il cielo è sempre lo stesso, le stelle rimangono sempre al loro posto. Eppure è tutto così diverso, diverso nell’anima e nello spirito. Questo perché la mia visione del mondo, è logicamente cambiata, e non so… e a dire il vero non mi importa se in meglio o in peggio, mi importa che sia cambiata. Sono cambiati i miei rapporti, non sento più i miei contorni svanire, e fondersi con quei fotogrammi troppo veloci di una pellicola. Sento il mio essere dentro alla stomaco e una consapevolezza che pervade ogni singola cellula del mio corpo.
Poi,
di colpo smetto di pensare, vedo una nuvola d’aria rosso sangue e i miei neuroni si cortocircuitano, entra un loop. La massa cerebrale si contorce e spasima, mentre vedo attorcigliarsi il mio viso come in uno specchio. Ho voglia di toccarlo! In un attimo tutto tace, pensieri che vanno, loop che si aprono…
E c’è la mia Lei, vedo le sue lentiggini, e mi tuffo nei suoi occhi…
Il cielo è li fermo, diverso dall’ultima volta che l’ho guardato, e se ci penso è tutto fottutamente uguale. L’orsa maggiore è sempre lì, destinata da Teti a non riposare mai, a non varcare mai la linea dell’orizzonte. E ho come l’impressione che anch’io come in quella maledizione sia destinato a non fermarmi mai, in un modo o nell’altro.

Through my Sunglasses

…ho dimenticato un passante…
No, non l’ho dimenticato l’ho lasciato apposta. Sembra cosi strano che uno abbia lasciato un passante dei jeans apposta? sembra così strano che uno abbia dei propri pensieri, che uno ragioni con la sua testa, che abbia idee proprie e non debba copiare il suo stile da nessuno, media compresi? Evidentemente si, se non ti omologhi sei fottuto. E lo sei in ogni ambito, lo sei con gli amici, con le donne, con la famiglia. Avere delle idee che rompono la routine giornaliera, ce rompono uno schema di pensiero o d’azione è un reato. E’ un reato pensare che basta un passante lasciato apposta a disorientare la gente, a lasciarla basita a spingerla a dirti: Hai dimenticato un passante non te ne sei accorto? Si cazzo che me ne sono accorto, P.M. l’ho fatto apposta! e perché? Perché volevo vedere quanti me l’avrebbero chiesto, quanti sulla base di un giudizio puramente estetico avrebbero dedotto che io sono uno che addirittura si dimentica i passanti dei calzoni.

Oppure no, l’ho semplicemente dimeticato, grazie, adesso andrò al bagno e provvederò a questo grave errore e rimetterò tutto in ordine, tutto seguirà di nuovo le leggi dell’estetica e la mia immagine avrà il peso che ci si aspetta.

Beh come dire, per gioco, potrei stare ore a palrare del perhcè la mia cinta non passa esattamente dentro tutti i passanti, e a dire il vero mi piacerebbea anche da matti, come puro esercizio, come esempio della tanta comunicazione non gestita, quindi meramente emessa da ognuno di noi, dalle società dai governi. E’ vero, dalle conferme non si ottiene niente, dagli errori, dalle critiche si riescono ad indagare quei perchè che sono alla base di ogni realtà che viviamo. Le fondamenta, le basi del tessuto di ogni cosa, la frattura nella roccia che ci permette di capire di che roccia si tratta, di che era è, il lapsus che per un secondo smaschera l’io delle persone…

Beh, alla fine, e che cazzo era solo un passante, ma non per questo è scontato che io debba far passare la cintura che mi tiene su i calzoni dentro esso…

Stay Tuned…

Raf.

il cielo non smette di piangere.

…le 4 gocce rimangono immobili sul parabrezza della macchina parcheggiata, giro la chiave, accendo il motore. Il cielo oggi non vuole smettere di piangere, nessun tuono, nessun lampo, solo una flebile pioggia che cade sulle mani. Guardo indietro, esco dal parcheggio, direzione casa. La macchina è sulla sua strada e prosegue in marcia tra una velocità e l’altra. Sento dentro me montare la rabbia mentre le 4 gocce rimangono attaccate sul vetro mentre non c’è nemmeno un tiepido raggio di sole a farle evaporare via. Il Cielo oggi, non smette di piangere di lasicar cadere i pensieri che prima erano sospesi tra le nuvole, non smette di addensarsi e di oscurarsi, anche se quella non è la sua natura. E’ li, immobile dinnanzi al suo destino, e quelle fottute lacrime non smettono di cadere. le pozzanghere a terra si allargano si addensano mischiandosi con il fango come rabbia nelle parole che partono dai miei polmoni per uscire dalla mia bocca. E vomito fango, vomito l’impossibilità di avere una scala che mi faccia arrivare su dove corrono veloci gli aereoplani, vomito l’impossibilità di usare le mie braccia per diradare quelle maledette nuvole che non smettono di piangere. La macchina ormai, mi ha portato a destinazione. Giro di nuovo la chiave, spengo il motore. Un raggio di sole mi viene in contro e mi immagino un sorriso spensierato che mi manca da morire…

…e anche il sole ce la mette tutta per uscire…(da dietro le nuvole)

…una coltre grigia come massa cerebrale avvolge tutto, lampioni, case, macchine e me.
Mi sono lasciato portare fino a questo punto facendomi trascinare dal nervosismo, dalla paranoia, dalle incomprensioni, dal mio lato masochista che ogni tanto prende il sopravvento.
Ogni tanto mi ritrovo inglobato in quella gelatina viscosa che mi tiene prigioniero e mi succhia la forze, drenando via la linfa vitale. Risucchiato in una camera a vuoto spinto, mi sento scomparire. Sento quella voce che mi dice di lasciarmi andare di smettere di lottare…

Don… Don… e mi dicono, Dormi!
mi cantano, Dormi! sussurrano
Dormi! bisbigliano, Dormi!
là, voci di tenebra azzurra…
Mi sembrano canti di culla,
che fanno ch’io torni com’era…
sentivo mia madre… poi nulla…
sul far della sera.
(G. Pascoli: La Mia Sera)

ma poi come dice il Pas smetto di respirare, trattengo il fiato e provo a uscire dalla melassa densa e maleodorante. Mi ritorna la voglia di lottare, di “arrivare fino infondo a ogni mio respiro” (Jovanotti, A te, Safari, 2008)

e mentre io guardo la tua pace, dorme
quello spirto guerrier ch’entro mi rugge.
(Ugo Foscolo: Alla sera)

…Guardo il cielo e vedo che il sole è sempre li, non smette mai di lottare, non smette mai di farsi largo nel grigio per tornare a risplendere. Ce la mette tutta, anche se un cazzo di metereologo ha detto che non ci sarà speranza per lui!!!
…E io non posso fare altro che continuare a lottare, incessantemente, con tutte le mie forze, con tutta la mia intelligenza, con tutta la mia tenacia.

Stay Tuned…

Raf

flatulenze a forma di raggi di sole

…no, non parto dal titolo, non parto dal particolare per arrivare a dare forma alla mia idea. Oggi parto dalla mia idea per arrivare al particolare.
Ho commentato in un post del Pas: “il cielo oggi è come un grande culo grigio che ogni tanto emette flatulenze a forma di raggi di sole” ed è così che mi sento oggi. Mi sono alzato svuotato, senza forze, non riesco a concentrarmi e… e lo sapevo che prima o poi sarebbe successo. Mi sento stanco in questo ultimo frangente di maggio, mi sento stanco e la mia mente è al capolinea. Cerco di preparare altri 4 esami e… e ce la farò su questo non v’è dubbio ma il mio cervello è arrivato al limite dello stress. Avrei bisogno di qualche giorno in cui non pensare a nulla, in cui non avere problemi con nessuno. Ma in quese settimane avvenire mi aspettano altri viaggi, altri esami. Oggi si, mi permetto questa debolezza, questo lusso che non mi concedevo da tanto. Mi sento un po giù e a dire il vero non mi dispiace, oggi.

Un momento di basso capita… devo solo respirare: inspirare…aspirare…inspirare…aspirare…inspirare…aspirare…

Stay Tuned…
Raf.

Tremonti, e il Mi(ni)stero della Fede

La storia siamo noi, mercoledì 7 maggio 2008 – Tremonti afferma che una possibile ricetta per la crisi in atto (che nella trasmissione era comparata con quella dell’ottobre del ’29) è una ponderazione tra stato e libero mercato. Successivamente l’intervistatore fa una serie di domande, una è: “se si sente più tecnico o più politico” e l’altra è se crede in Dio. Tremonti risponde che gli piacerebbe essere definito come un politico e che crede in dio.
Mentre ascoltavo pensavo: in Italia ci serve qualcuno che capisca effettivamente di problemi dell’economia e quest’uomo mi viene a raccontare che l’unico modo per uscire dalla crisi è la “politica di Dio”??? Beh non ci rimane altro da fare che acquistare tutta una serie di indulgenze al pari di titoli di stato e pregare, pregare, pregare che anche la fede si alzi di quotazione… ultimamente è un po in ribasso…

Stay Tuned…