Ci stanno prenderdo per il culo! E ci sta bene!

Sapete cosa è un decreto legge?
Io me lo ricordo dalle superiori, quando studiavo diritto, e precisamente, quello che è rimasto nelle mia mente è questo:

1. Può essere usato solo in casi straordinari di necessità ed urgenza
2. Se non rinnovato, decade entro sessanta giorni

Il decreto legge viene regolato dall’articolo 77 della costituzione:

Art. 77

Il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria.
Quando, in casi straordinari di necessità e d’urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni.
I decreti perdono efficacia sin dall’inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione. Le Camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti.

(fonte: Costituzione della Repubblica Italiana)

Visto che qui giocano tutti con le parole, mi sembra doveroso porre una domanda: “Quale è l’urgenza e la necessità e soprattutto la straordinarietà per cui si usa come strumento il decreto legge?”.

Beh, io non so voi, ma non vedo nella riforma della scuola una particolare urgenza, però secondo me, la logica che c’è dietro a questo punto è evidente: quando lo stato vuole accelerare i tempi per porre in essere una azione di governo usa il D.L. però La costituente ha riflettuto bene sulla potenza di uno strumento come questo e ha deciso di dargli una limitazione, ovvero i sessanta giorni. A mio avviso, quindi, la logica che sta dietro è tutta basata sul fatto che si vuole scavalcare il ruolo del parlamento, sono vere e proprie azioni di forza, magari fatte per nascondere altri provvedimenti che passeranno nascosti dal chiasso creato dal Decreto Gelmini.
Io credo che per fare una buona legge se ne debba discutere in parlamento e si debbono valutare tutti gli aspetti che, badate bene, influiranno sulla vita di ogni giorno, sulla nostra vita e su quella dei nostri figli! Insomma se l’iter per fare una legge è abbastanza lungo, un motivo ci sarà no?

Io sono convinto che ci stanno prendendo tutti per il culo, e mi fanno un po tenerezza quelli che difendono a spada tratta questo decreto e non capiscono che qui il colore della bandiera non ha importanza, non sono i democratici o il popolo della libertà che domani andranno a scuola, all’università, ma siamo noi che ci andiamo, e dopo di noi i nostri figli!
Io sono dell’idea che forse dei tagli debbano essere fatti, ma se ci rifletto, nemmeno tanto, credo che più che di tagli si dovrebbe combattere lo spreco con un moto di razionalizzazione della spesa pubblica, credo che si dovrebbe mostrare uno studio che individui i punti in cui il sistema è fallace e a quel punto proporre dei possibili interventi e discuterne.
Piano piano, senza rendercene conto fanno si che lo stato si ritiri dalla vita di ogni cittadino a favore dei privati, ma siete sicuri che questa sia la strada giusta? Siete sicuri che per una spesa pubblica fatta male oggi rinunciate a quella che con adeguati provvedimenti potrebbe essere migliore domani?

Eppure, secondo me le conseguenze di questo atteggiamento sono evidenti: guardate i mercati che senza le regole fatte dallo STATO sono implosi, guardate alla meravigliosa America, si, grande stato, grande cultura, ma terreno in cui le persone spesso non hanno assistenza pubblica, guadagnano di più, ma pagano tutto, pagano le assicurazioni che fanno le veci di quello stato assistenzialista che noi abbiamo, poi quando in una crisi come questa l’assicurazione fallisce, chi gli pagherà le spese? Chi gli pagherà la sanità? Chi pagherà l’istruzione dei loro figli?

Ci stanno prendendo tutti per il culo, sia da una parte che dall’altra, e a me questo fa incazzare da matti, ma al contrario del titolo, non mi sta bene, non mi sta bene affatto. Temo per il mio futuro, tempo per il mio ingresso nel mondo del lavoro, temo per la flessibilità che mi si richiede.
Infondo, senza guardare il colore della bandiera, uno studia per farsi un futuro, per poter un giorno, mantenere la sua famiglia, e queste persone stanno giocando con il nostro futuro e non gli importa se manifestiamo.

A questo punto concludo con una citazione di un politico Statunitense (guardate l’ironia), Alexander Hamilton che dice:

“La democrazia finisce subito se cade sotto la tirannia della maggioranza. ”

Traete le vostre conclusioni.

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Il pesciolino Trigli

La pesca si era fatta sempre più tecnologica.
I pescatori usavano ecoscandagli potentissimi, sonar, piccoli sottomarini con telecamera, e reti telecomandate…
Non c’è da sorprendersi che nel tratto di mare davanti a Santa severa, dopo poco i pesci divennero rari come diamanti…

Una mattina Trigli si svegliò, aveva un sonno pesantissimo e non si svegliava nemmeno a cannonate… ripeté la solita routine: pulirsi la coda, controllare le pinne caudali, mangiare un po di erbetta di quella speciale che pulisce la bocca.
Come ogni mattina senza nemmeno salutare La mamma e il papà si avviò verso la scuola…
Nuotando non fece caso che nel piccolo paesello sommerso le finestre erano tutte spalancate, suonò all’amico Rombo (lo chiamavano così per via della pinna posteriore che aveva la forma di un rombo: un difetto congenito che i genitori non avevano curato a causa del lavoro del padre che non guadagnando abbastanza non poteva permettersi di pagare la costosa operazione) che ogni mattina faceva il tratto di mare insieme a lui…
Non diede peso alla non risposta, e pensò che fossero usciti a comprare la nuova XboXe che i genitori gli avevano promesso per il superamento dell’esame di musica…
Tra se e se Trigli pensò: “le fortune sono tutte degli altri”.
Riprese la sua strada verso scuola.
Arrivò difronte al cancello, e vide che stranamente era chiuso, dapprima pensò che era una ficata tremenda che oggi la scuola non ci fosse, pensò a quante cose avrebbe potuto fare, con quanti amici avrebbe giocato…

…ma poi lo assalì un dubbio tremendo…

La sua piccola mente di pesciolino cominciò a collegare i fatti che erano accaduti…
Si ricordò che nei giorni passati alla tivu aveva visto al telegiornale che nel paese vicino c’erano state sparizioni di massa ma che tanto in quel paese abitava lo zio Pasqualino che non si faceva vedere mai e non gli aveva fatto mai nessun regalo, così non diede peso alla notizia…
Nella mente di Trigli ci fu come un fulmine che mise in relazione tutto: L’amico Rombo che non c’era, le finestre aperte, la mamma e il papà che non lo rimproveravano di non aver salutato…
Una fitta nel suo piccolo stomaco di pesce lo immobilizzò , il cuore quasi si fermò…
Non poteva crederci, desiderava svegliarsi da questo incubo, così prese la rincorsa e diede una testata gigantesca al cancello della scuola…

Non si svegliò perché era già sveglio…

Rimase li davanti al cancello per ore, aspettando qualcuno, poi una strana forza lo spinse a chiamare, a urlare a cercare qualcuno. Pensava che non era possibile che nel paese non fosse rimasto nessuno…
Cercò fino a sera inoltrata, ma poi in un momento realizzò che era rimasto solo, solo per sempre. Non ci sarebbe stato più l’amico rombo ad accompagnarlo a scuola, non avrebbe più mangiato le colazioni della mamma, non sarebbe andato più a giocare a bollagrande col papà…

Tornò a casa, e ci rimase per giorni finché non finirono le cose che la mamma aveva lasciato nella dispensa. Ogni tanto si affacciava ala finestra e guardava su: controllava se c’erano le luci che il padre, quando lui era ancora un pesciolino piccolo piccolo, gli aveva insegnato a ignorare, raccontandogli la storia dello zio Sogliola che un giorno era sparito nel bagliore accecante delle luci.
Passò uno o due giorni senza mangiare, fino a che una sera vide qualcosa di strano: una luce più abbagliante del solito. Si ricordò che non doveva uscire, che quella luce lo avrebbe messo nei guai, ma ormai la fame era troppa, e non riusciva a resistere, e con le poche forze che gli restavano si diresse verso la luce meravigliosa e fatale…
un colpo di pinna a destra e poi uno a sinistra, nuotava come gli aveva insegnato la zia Gallinella, una pinnata di la e una di qua…
Per un momento gli sembrò di essere come al parco, quando con la famiglia era andato a vedere i giganteschi leoni marini e i combattivi pesci spada.
Si sentì leggero leggero, non sentiva più la fatica una strana forza lo attirava verso la superficie…

…rivide la mamma e il papà, Rombo che lo invitava ad una gara di bollagrande, poi vide la zia gallinella, e lo zio PasQualino.
Non si chiese il perché ci fosse tutta quella gente,  salutò i genitori e con uno scatto si mise a giocare con l’amico, non aveva più pensieri ormai…

Il pescatore spense il motore dell’imbarcazione, ritrasse la rete, e spense la luce. In quel tratto di mare davanti a Santa Severa non c’era più nulla, solo una piccola ed umile triglia incastrata tra le maglie di una rete tecnologica e telecomandata.

D’un tratto il cielo si fece chiassoso, un fulmine illuminò le onde, un pioggia leggera leggera cominciò a cadere come tante piccole lacrime.

Auguri Alla Mia PICCOLA!!!

Un Anno Speciale…

Io e Lei, Louvre

Ricordi Parigi… Il Louvre???

Beh,  quest’anno abbiamo fatto migliaia di chilometri, espatriato, esapesato, escittadato…
Ci siamo bagnati nel mediterraneo e nell’Adriatico,
i nostri piedi hanno calpestato tanta sabbia,
Abbiamo sfidato le onde, i cavalloni…
Ci siamo cimentati in sfide enormi,
affrontando la vita a volto scoperto,
non nascondendoci mai…

E’ stato un anno degno di essere chiamato tale, pieno di gioe, di meravigliose giornate e sorprese… un vivere la vita appieno, spendendo ogni singolo istante in qualcosa di grande e potente…

Momenti che la vita ci ha donato e che spero si superino in questo nuovo anno…

Ti Amo Piccola…

Buon Compleanno!!!

Testa alzata…

…persi nelle note di una canzone
In queste notti che sfuggono tra bagliori luccicanti…
Dentro un riff cerchiamo chi siamo
Digrignando i denti
Con la bava ci cola dalla bocca
Lupi famelici che ululano alla luna…
Mentre il nostro furore tende i muscoli
Un urlo crepita da dentro
Lo sguardo basso e gli occhi fissi
Contro la Sorte…
Contro tutto quello che non rappresenta più nulla
testa alzata in segno di Sfida…

Viviamo sulla punta di un missile
viviamo sulla punta di un missile
viviamo sulla punta di un missile.

the razor's edge

…più di mille parole…

http://www.youtube.com/v/NST_L_KQ9Ho&hl=it&fs=1

The razor’s edge lyric

There’s fighting on the left
And marching on the right
Don’t look up in the sky
You’re gonna die of fright
Here comes the razors edge
You’re living on the edge
Don’t know wrong from right
They’re breathing down your neck
You’re running out of lives
And here comes the razors edge
Here comes the razors edge
The razors edge
Razors edge, to raise the dead
Razors edge, to cut to shreds
To raise the dead
Here comes the razors edge
Here comes the razors edge
Well here it comes to cut to shreds
The razors edge
The razors edge [It’s the razor’s edge]
Gotta razors edge [Well, the razor’s edge]
You’ll be cut to shreds [that you’ll be cut to shreds]
by the razors edge [gotta razor’s edge]
Gotta razors edge [by the razor’s edge]