fuori dal cerchio

Natale,
Buoni sentimenti, coesione, senso di benessere.
A Natale dovremmo essere tutti buoni. Si Sciorinano belle parole, ci sono i dolci, la cena della vigilia e il pranzo del giorno dopo. Si gioca a Carte, si bevono alcolici: grappe, limoncelli, brachetti spumanti e champagne.

Quest’anno Gesù compie 2008 anni, e aspetto che paghi da bere…

Vorrei augurarvi davvero un buon Natale, anche se so che questo blog non  lo legge nessuno. E dato che è così, cercherò di essere il meno ipocrita possibile, tanto, pochi lettori, meno visibilità, meno autorevolezza = una pseudo libertà in più.

Oggi è Natale, ma solo per questo non bisogna essere più buoni. In questo giorno nessuno è più buono. Anche oggi, c’è gente che rimane da sola, e da sola, magari sotto una coperta aspetta la fine.
Le guerre oggi non firmano una tregua, gli assassini gli stupratori, i pedofili, oggi non smetteranno di commettere i loro crimini orribili.

Buon Natale, buon panettone e buona digestione con tutte le nostre pance piene e magari i nostri bicchieri svuotati dell’alcol che c’era dentro.

Buon Natale e buon festeggio, buona ipocrisia.

Vorrei un po’ di speranza, vorrei sperare e non aver paura. Vorrei che sotto questo cielo bianco, per un giorno, davvero non ci fosse più l’odio, davvero non ci fosse più quella solitudine che ti prende da dentro, soprattutto in mezzo a tanta gente.

Il mio Natale tentenna davanti a quello che sento. Sento la tristezza malcelata delle persone e non riesco ad essere felice.

Non sono felice oggi. Non sono dell’umore giusto per sorridere troppo e ipocritamente, e credo che non lo sono perchè tutti dicono che dovrei.

2008 anni fa nasceva, almeno mi hanno insegnato a crederlo, una speranza.

Vorrei sperare…

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Persone come lampioni

Il mondo esplode, e io resto quà.
Le persone ai bordi delle strade sono come lampioni, nel tratto di strada che le separa dal momento in cui le sorpasso brillano sempre più forte, poi svaniscono nello specchietto retrovisore.
Così è questo che accade nella mia vita. Ci sono luci che brillano, la loro luce è forte e ti riscalda, poi, d’un tratto ti accorgi che avevi chiuso gli occhi e quando li riapri, è buio.
Sarà il tempo, o lo splendere di questi giorni del mio compleanno, ma un po di malinconia da tempo si è fatta strada nel mio cuore.
Tanti volti, tante facce, talune sorridenti, altre un po meno.
la felicità si diluisce in un bicchiere di grappa francese, e un po ti senti rincuorato sentendo della solitudine degli altri. Sembrano tutti felici nel momento in cui il bicchiere è mezzo pieno, poi quando sono sole, le facce delle persone si spengono e pensano a se stesse.
Rimaniamo tutti sospesi in una solitudine mezza vuota, in cui prevale un “sarebbe bello” e poi si fanno i conti con la realtà.
MI sento tra gli ultimi, e delle volte sono anche orgoglioso di esserlo. Quasi nessuno mi porge una mano, solo La mia piccola Rossa cerca di sostenermi standomi accanto. E’ lei che tiene la mia mano e me la stringe, e così ho un po meno paura.
Ammetto una mia paura, conscio che in un mondo in cui non ho tanti soldi e non ho nessun dottore a raccomandarmi, devo sopravvivere contando solo su me stesso e su pochi altri.
Sono conscio che nella crisi ci serve l’ottimismo, l’intelligenza, la costanza e la caparbietà. Ci vuole Forza e speranza.
Usciremo da questa crisi, uscirò.