a(nti)social network: hatebook

Hatebook

Fonte: immagine trovata su google search.

Ci sono dei momenti in cui le domande  che rimangono nascoste sotto la pelle escono fuori portando alla luce concetti stranissimi quali la voglia, in alcuni casi di non avere contati soprattutto con le cose che si odiano. E così in un mondo che sposta sempre di più il flusso della comunicazione su internet, c’è chi pensa che i rapporti nella rete siano troppo fittizi, sintetici, costruiti. Per questo esiste sempre un rovescio della medaglia: per chi non ne può più di facebook e simili c’è Hatebook: un a(nti)social network che ti disconnette dalle persone che si odiano. Beh senza dubbio una bella trovata, anche se non ne trovo l’utilità.
A voi il giudizio finale.

Behind (my) brown eyes (behind blu eyes)

Da quanto tempo che non lo facevo!!!
Un video, una canzone e un testo…
Nulla di più.

http://www.youtube.com/v/5_1RqyNdzbE&hl=it&fs=1

Testo:

No one knows what it’s like
To be the bad man
To be the sad man
Behind blue eyes

No one knows what it’s like
To be hated
To be fated
To telling only lies

But my dreams
They aren’t as empty
As my conscience seems to be

I have hours, only lonely
My love is vengeance
That’s never free

No one knows what it’s like
To feel these feelings
Like I do
And I blame you

No one bites back as hard
On their anger
None of my pain and woe
Can show through

But my dreams
They aren’t as empty
As my conscience seems to be

I have hours, only lonely
My love is vengeance
That’s never free

When my fist clenches, crack it open
Before I use it and lose my cool
When I smile, tell me some bad news
Before I laugh and act like a fool

If I swallow anything evil
Put your finger down my throat
If I shiver, please give me a blanket
Keep me warm, let me wear your coat

No one knows what it’s like
To be the bad man
To be the sad man
Behind blue eyes

(The Who – Behind blu eyes)

Enter sandman, pensieri heavy metal…

Non è bello fare una tesi sul web 2.0 e non riuscire più a bloggare…
Sento che l’uomo di sabbia si fa strada dentro me, piano piano, si impossessa delle mie parole e del mio fare. Trasforma i miei giorni in una serie di specchi che si susseguono. Piano piano con il suo fare lento e calmo mi corrode dall’interno, apre la porta del mio essere e lascia entrare la notte.
Non dice una parola, lascia solo che il logorio del tempo si porti via quello che ho costruito.

In mezzo a quegli specchi, penso che tutte le mie ambizioni siano state solo pura fantasia. Solide illusioni di ghiaccio spazzate via dal sole vero e iplacabile della vita.

Il furore dentro lascia spazio alla riflessione.

No, ho smesso di essere forte per forza, la sabbia dentro scorre come in una clessidra e implacabile porta con se il cambiamento.

Cosa riserverà per me questo futuro???