…not a step ahead, but a walking.

…forse è perchè penso che il mio terzo occhio in realtà non si sia mai aperto che sento vivo dentro di me, ancora una volta,  Walksalone.

…Perché quando abbassi la guardia, eccoti un uppercut che ti getta a terra e ti lascia stordito sul pavimento. …Infimo e basso come gli indecisi, strisciante e velenoso come i serpenti. Punta all’unica parte di me che non posso coprire, perché non sono io la mia parte debole.

Non ho controllo su ciò, ne su di me, ne su quello che penso, mentre…

Tanti dubbi, come nuvole piovono pensieri su di me e…

…Walksalone torna vivo e vegeto e mi prende per il collo e colpisce ripetutamente lo stomaco. Mi mette davanti a quel che sono e come un fantasma sparisce…
…No, non sei morto, sei quel pensiero nocivo che mi porta a dubitare. Sei la pace e la vendetta, l’amore e l’odio, l’ansia e la calma…

Quella linea sottile e invisibile che taglia a metà quello che sono.

…Infondo, ancora, sei solo Walksalone, la mia parte oscura, la notte che risplende, l’inizio e la fine…

…perché penso che stasera… sei solo me.

Dovrò dar giustificazione di quel che ho scritto?

una vita da… time to…

…forse è perché mi interrogo se il mio TERZO OCCHIO sia veramente aperto, o perché sento quella libertà che si prova di notte, quando tutti sono andati via e rimango solo con me stesso, che alle 2 e mezza di notte ho cominciato a scrivere questo post. Non voglio raggiungere qualcosa di preciso, solo fotografare uno stato d’animo, un “sentire” scaturito da una serata passata  alle contrade a Nepi, tra romanella, vino scadente e volti che non so se rivedrò mai più.
Mi vien da pensare a chi era con me al tavolo, alle loro vite, a quello che hanno raggiunto nella vita  e quello che magari raggiungeranno. Mi chiedo se sono felici, se lo sono stati o se lo saranno, ma poi penso a me.
Penso al fatto di trovarmi davanti a un nuovo mondo, a un “time to” che è arrivato nella mia vita e che sempre più  mi mette davanti a quello che sono.

Time to: Tempo di.

Tempo di cambiare, tempo di ripensare a tutto e adattarsi a questo nuovo frangente di vita, time to think that  my age is 26 not 25 although i’m born in december.

Tempo di cambiare. Finisco qui, vado a dormire, ma prima a chi sta leggendo lascio una canzone che potrebbe far da contorno alla lettura di queste poche righe…

Notte.

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…ore vuote, lasciate al caso.
ore vuote in cerca di un senso.

Mattina,

alzarsi e non sentirsi con se stessi. Un vento che taglia a metà tutto quello che sono e un cielo grigio che opprime l’anima.

Mattina,

ed è come nascere, non volersi svegliare per rimanere nel caldo utero materno.

Mattina,

e quasi tutto intorno a me non ha un senso, la mia immagine riflessa, le mie dita sulla tastiera, la mia voce.

Mattina,

e l’imrrompere nervoso della solitudine, nell’ansia della decisione squarcia i miei pensieri.

Mattina,

si va verso l’ora di pranzo, stacco la spina dei miei pensieri. D’altronde, non ho più voglia di scrivere.

…giù, into the black.

…giù, più basso del rock, fende la notte come fari che penetrano nel mio silenzio.
…giù, con l’ira di un uomo paziente, mentre un riff mi perfora gli orecchi e squarcia il limbo gelido in cui mi trovo.
…giù, fino al fondo, affondando piano, guardando la superficie allontanarsi mentre l’oscurità cala sui miei occhi.
…giù, dolce e accogliente come l’abbraccio della notte, che riscalda lo spirito con pensieri persi e dispersi nella melassa amara e densa della pazzia.

…giù, cambia tempo, la chitarra suona più veloce, il basso lancia affondi di spada nei miei pensieri e la superficie comincia a riavvicinarsi.

…giù, addio fondo, addio mediocrità, trattengo il fiato fino a che i polmoni non ce la fanno più,  riemergo.
…su, finalmente, respiro a pieni polmoni, ora è tempo di cambiare.