bolla/fattura/scontrino/bijjjjjettojeaha

Digitalmente diviso e un po abbacchiato, penso alle bolle, alle fatture,  agli scontrini, e in tutto questo mi ricordo di non essere scontroso, perché di questi tempi, il lavoro che mi hanno donato è cosa “rara”.  Così mi perdo tra coppi, tegole, travetti, pignatte, travi ipe, martelli, sottomisure (rigorosamente non prismate che costano troppo), e di tanto in tanto, sul dietro di uno scontrino lasciato da qualche smemorato cliente, mi azzardo a disegnare il buon vecchio Homer, che mi sorride, ma in fretta, di corsa, che il capo non deve vedere. Cosi’ a Homer ultimato ho appena due secondi per apprezzare, prima che arrivi un altro cliente e io pronunci la fatidica frase: “il foglietto?”. Homer strappato, buttato nel cestino. Non mi sorride più! Fattura, bolla, scontrino, ogni 15 secondi, ogni spazio del terminale as/400 nero e verde, ogni 15 secondi, ogni persona che chiede un prezzo, Homer per un po’ mi sorride nella testa, nel momento in cui ho abbastanza autostima da ricordare a me stesso che mi sono laureato con 110 e un muratore/ditta/romano/milanese in ferie/al lavoro, mi faccia sentire stupido. Foglietto! bolla o scontrino? Fattura ( e ti pareva!). Come si chiama? Ecco, non lo trovo, (faccia spazientita del cliente, no, non è codificato con abababababab ma con bababababa!) Ecco! Che c’è scritto nel foglietto? Ah si, mi pareva di aver letto kg anziché ML! E’ appena uscita una fattura di 10’000 euro chi l’ha fatta? Chiamare, aprire, ristampare. Vado al bagno, mi lavo le mani prima di pisciare, il mio coso è pulito e non lo voglio inzozzare. Esco dal bagno: (voce fuoricampo di persona appena intravista) “che me fai un foglietto? Si pronti: “come si chiama?” data. “ecco a lei!”. Fine giornata, le 6. 15 (dalle 7.30 meno un’ora e mezza di pranzo). Chiusura cassa: ” la cassa quadra?”. No! mancano mille milioni e mezzo di tutto il mondo cosparso di benzina e dato alle fiamme da un piromane norvegese!

Che culo!

19.30 dopo aver pensato a sta cazzata e averla scritta concordo con me stesso (l’unico che spesso è d’accordo con me) che forse è meglio farsi una doccia.

vado.