…tic tac…

…tic tac, tic tac, e il tempo scorre fra le mie mani…

Attimi che si inseguono, ricordi che svaniscono e tutto si perde nel marasma della mia vita.
Quante versioni di me, quanti cambiamenti, quanti chilometri e viaggi…
…e in questo primo giorno di ferie un po’ di malinconia penetra nella mia pelle e si impadronisce delle mie mani, così scrivo.
…il tempo che è passato, le nuove generazioni, mi sento un giovane vecchio che vorrebbe rimanere sulla cresta dell’onda dei sui anni, onda che inesorabilmente si infrange sulla scogliera fatta di responsabilità e impegni di lavoro…

…tic tac, tic tac, e il tempo mi ricorda chi sono…

Così, davanti allo specchio torno a chiedermi cosa faccio, dove andrò…
…e tutto in un attimo svanisce nei miei occhi e mi sento trasportato a mille anni luce da qui, mentre sullo sfondo un riff si impadronisce della mia anima e per qualche istante mi sento forte, indistruttibile e libero.
…e mi conforta l’idea di cosa sarei capace, mi conforta sapere che posso, e che sotto sotto, nonostante le difficoltà, non mi sono mai arreso…
…troppe volte ho pianto, troppe volte ho lasciato prendere il sopravvento alla disperazione e all’infelicità…

…Tic tac, tic tac, e non si può cancellare quello che è stato…

E tutte quelle volte che avrei voluto essere diverso, tutte quelle volte in cui non sono stato coerente, tutte quelle volte che ho dubitato di me…
…e con la stessa intensità di un pugno allo stomaco la realtà mi getta a terra, mi salta sopra e fissa i suoi occhi nei miei, non si può cambiare radicalmente quello che si è…
…quell’inquietudine mi caratterizzerà sempre. Essere in ogni istante preda, vittima e carnefice.

…Tic tac, tic tac, e infine… tic tac…

Il tempo continua a scorrere, e con esso tutte le opportunità, tutti i volti che ho visto e che svaniranno inghiottiti dal tempo, in una rubrica che piano piano dimenticherà numeri ed etichette…

…e mentre tutto scorre, rivolgo lo sguardo in avanti nella ricerca perenne della stabilità e della felicità anche se nel mio cuore…

“In my thoughts and in my dreams
They’re always in my mind
These songs of hobbits, dwarves and men
And elves
Come close your eyes
You can see them too”

(The bard’s song, Blind Guardian)

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