lightyear

E’ da molto che ho in mente di scrivere, tanti sono gli inizi di post nella mia testa, ma poca è la voglia di realizzarli.
Questo perché penso che i blog personali siano morti, Facebook si è mangiato tutto, e con questo intendo anche la mia voglia di scrivere. L’immediatezza della pubblicazione ha ridotto e semplificato i contenuti. Sembra di stare in un fast food mentale dove tutto si consuma velocemente e in un colpo solo, dove gli algoritmi dei server decidono quali sono i contenuti più importanti per te…
Così ogni tanto mi mi sforzo e mi  ritrovo a scrivere su questo blog ospitato dal Ska, ricordandomi quanto tempo è passato, quanto il tempo ha premuto sull’acceleratore della vita mettendo l’effetto blur sugli accadimenti.
Mi guardo indietro e mi vedo fuori dall’aula magna dell’università di Macerata, con la corona d’alloro, una tesi sotto braccio, e il mio fantomatico quantomai mitico centodieci (senza infamia ne lode) in tasca.

17 mesi fa.

Così, sulle spalle ho uno stage e un lavoro che ad ottobre terminerà, amici retaggio del passato, conoscenze e tante bevute assieme. Forse è troppo presto per tirare delle somme, ma non so di quante delle mie aspirazioni, di quanti dei miei sogni mi sia rimasto. Sicuramente non avrei pensato il mio futuro così. In realtà forse non l’ho nemmeno mai avuto chiaro il futuro. Non ho mai capito quanto potevo aspettarmi e quanto mi sarebbe spettato. E penso.
Ripenso alla gente che adesso frequenta l’università e che si gode la vita in altre città, badando al proprio futuro con una leggerezza di cui Io non sono più capace. I soldi, una volta che li guadagni ti corrompono l’anima e come una droga ne vorresti sempre di più. E rimane solo quello.
Vivere per lavorare per guadagnare per vivere.

Cazzo, 17 mesi! E’ impressionante quanto in un lasso così breve di tempo tutto sia cambiato. E di quell’ingenuità universitaria sia rimasto solo il ricordo cinico di chi dice:  ” te lo avevo detto!”.
E’ vero, mi era stato detto che non sarebbe stato facile, ma come si fa? Come si fa a vedere il proprio futuro con un orizzonte di 6 mesi?

Beh, anche in questo riconosco il tempo che è passato, le lamentele hanno preso il posto dei racconti epici, e in tutta franchezza, di racconti epici ne son rimasti ben pochi da fare, (almeno per il momento…).

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