Neve, whiskey e fuoco

La neve cadeva lenta fuori dalla finestra mentre il palo della luce ne illuminava il cammino fino a terra. I due erano davanti al fuoco e parlavano. Sul tavolo c’erano il posacenere, due bicchieri e il buon vecchio Jack che dalla sua bottiglia alimentava i loro discorsi.
La luce delle fiamme gli illuminava i volti, mentre sullo sfondo della stanza si vedevano danzare le ombre come si vede in quei documentari dei rituali voodoo. In questo contesto sembrava quasi che in quelle parole scambiate ci fosse qualcosa di magico. Come se in realtà quei discorsi fossero parti di un qualche rituale…

Vedi Frank, non si può prescindere la forma dal contenuto. Se nasci tondo, per quanto tu possa intervenire sulla tua forma, non morirai mai quadrato. Le situazioni si evolvono e nulla rimane mai uguale. A tal proposito son sicuro che nel tuo profondo riuscirai a trovare quella vena piena di idee e speranze che pensavi di aver perso. E chiederai a te stesso sempre di più. Perché senti che nel tuo corpo, dall’anima agli occhi, dal cuore alla mente, la vita può tornare a scorrere. Così come la forza può tornare ad animare l’ultima versione di te ormai clinicamente morta, reincarnandola in qualcosa di nuovo ed ancora più forte. Ed ora che “questa solitudine” ti è entrata nelle ossa, potrai elaborare il tuo nuovo concetto di libertà. Perché è il sentirsi liberi che fa la differenza.
E se raggiungere ciò vorrà dire rinunciare a tutto e a tutti, penso che in fondo sia un prezzo che potrai pagare.

Portò la sigaretta alla bocca e un po’ di fuco gli riempì i polmoni.
Era come se quel discordo fosse il risultato massimo generato da una sofferenza protratta nel tempo che non riusciva più a celare e che Frank aveva tirato fuori.  Una punta di un iceberg che sotto nascondeva un mare di dolore e disperazione.
Ma non era un dolore fine a se stesso, piuttosto era la consapevolezza che nulla poteva essere più come prima, perché in fondo questa situazione era la certificazione della morte di una parte di se. Il passo che dal dolore però avrebbe portato alla rinascita…
Sai benissimo che se non ti lascerai alle spalle quanto ti lega a questo posto non potrai mai progredire. Sai che se quelli che un tempo avresti chiamato amici sono spariti, è perché in fondo così amici non lo erano. L’amicizia è una cosa delicata, è come un fiore: vive di bellezza e dona bellezza, ma se il fiore non viene nutrito dal sole con si suoi raggi e dalla terra con l’acqua prima o poi appassirà fino alla morte e nessun ricordo sarà mai come la vivida bellezza che esso emanava quando era nel suo apice.
In questo senso, se quello che si da non viene ricambiato, prima o poi una delle due parti cesserà di pensare all’altra, e a conti fatti non ci sarà più nessun legame tra le due. Questi sentimenti non possono essere a senso unico. E nonostante si dica che l’amicizia in qualche modo potrebbe prescindere dal principio, bene, io credo che nella sostanza il principio qualche volta debba avere precedenza, anche se questo comporterebbe contravvenire alla propria natura. Il tempo dei calcoli e delle strategie non passerà mai.

I due portarono il bicchiere alla bocca e bevvero un po’ di nettare della verità. Oramai l’alcol si era impadronito dei pensieri e delle parole. Tutto poteva finalmente uscire senza filtri e fu la volta di Walksalone.

Ma vedi, io capisco esattamente quello che mi dici, ed in effetti, il tempo degli “amici per forza” è terminato. Era già da tempo che auspicavo un po’ di igiene nei miei rapporti sociali e così ho intrapreso un nuovo percorso. Sai, riguardandomi indietro penso che avrei dovuto far pulizia già da molto tempo, ma nella mia visione utilitaristica delle cose ho sempre pensato che quelle persone mi sarebbero potute tornare utili, che in fondo dato che i loro comportamenti sono sempre stati così, potevo anche passare sopra a determinate cose. Ma ora, soprattutto dopo quel che è accaduto, ho preferito lasciare andare le cose alla deriva. E anche se domani dovessi trovarmi completamente solo, come dici tu, ne ho già accettato le conseguenze.
A questo punto preferisco essere sincero prima che con gli altri, con me stesso. Ma non sono dispiaciuto di ciò. Come tu dici, infatti, è un po’ che sento dentro quella forza che mi fa pensare che qualunque cosa accadrà nel futuro, dal lavoro, alle amicizie, fino ad arrivare all’amore, saprò far fronte alle difficoltà.
Ho detto basta alle menzogne. Ho detto basta a tutti quei comportamenti che piano piano mi hanno fatto perdere di vista quel che sono veramente. Ed anche se mi dispiace perdere tutte quelle persone con cui ho condiviso gran parte di quei ricordi che ritengo belli credo che ormai la via sia delineata…

D’un tratto i due non parlarono più, nella stanza il camino crepitava sempre meno mentre le fiamme avevano arso tutta la legna. Le ombre sullo sfondo si erano fatte sempre più deboli e non si riuscivano più a distinguere dal buio che le circondava. La notte era passata silenziosa e a momenti avrebbe lasciato spazio per il sorgere di un nuovo giorno.

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