“I only dream in black & white…”

Civitella Cesi stazione abbandonata

Civitella Cesi stazione abbandonata

“I only dream in black & white…”

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A Frank

…e mi ritrovo a guardare fuori dal finestrino.
Il paesaggio si fonde in un fiume denso di colori che scorrono via veloci mentre nella filigrana del vetro intravedo la mia faccia.
Guardarmi mi fa venire in mente il colloquio fatto e le domande argute affrontate con risposte veloci e ragionate.
Il colloquio e quella domanda.
Hai paura?
Si, ho una fottuta paura, ogni giorno.
La paura buona che ti fa riflettere prima di agire, i 10 secondi che  devi aspettare prima di rispondere quando sei incazzato…
…la paura per cui senza quasi accorgermene, mi ritrovo alla fine di un percorso che è stato pieno di aspettative su me stesso e su gli altri.
Forse.
Forse quei treni non sono stati poi così pieni di esperienze, forse ho pensato che ci fosse molto di più lungo quei binari e poi quella domanda.
Hai paura?
Si, ho paura per quello che verrà, per la possibilità di un trasferimento, per la possibilità di lasciarmi dietro le cose e le persone che amo.
…ho paura perché sento che dietro di me sto lasciando solo Frank. Sento di aver bisogno di lui, ma al contempo so’ che da lui mi dovrò separare… E intanto lo sento svanire via, agguantato e strappato dalla notte che avanza.
E in quel buio ancora:hai paura?
Ho paura, sono solo adesso, sono solo mentre questa luce fortissima mi inghiotte e tutt’attorno il buio si impadronisce del mondo. Ho paura mentre per la prima volta nella mia vita mi ritrovo a guardare negli occhi della gente…

“Emptiness is filling me
To the point of agony
Growing darkness taking dawn
I was me but now he’s gone”

…saluti al mio Re,
perso dentro a mille perché
perso nella sua lunga notte
Che senza volerlo veramente
se ne appropria e lo inghiotte.

Saluti al mio Re della paura
portatore di dolore e di sciagura
assetato di vendetta e di rancore
Che senza volerlo ascolta impotente
rallentare i battiti del suo cuore.

A Frank.