Como Estais Amigo?

Il sangue scivolava lento, insinuandosi tra i frammenti dello specchio e il pugno chiuso. Poco più in alto il viso di Walksalone si scomponeva tra i frammenti che ciondolavano in attesa di cadere.
Immobile a petto nudo, jeans bassi sulla vita e più in basso vecchie scarpe da tennis bianche puntinate di rosso.
Occhi fissi nella ricerca degli stessi tra i frammenti e nella testa pensieri taglienti come lame: martedì 31 gennaio era vicino.
Chi c’era al di là dello specchio?
Frank, dall’altra parte fissava i suoi occhi su Walksalone:
– Como estais amigo?

Walks scrollò il viso, non era possibile. Riaprì gli occhi, ma al di là dello specchio c’era sempre lui che lo fissava.

– Ciao Walk. Immagino che tu sia sorpreso e lo capisco.
– Che io sia nella tua testa? Si, è così: io sono nel tuo cervello, nei tuoi vestiti e sotto la tua pelle, e tu, d’altronde, sei sotto la mia.

– Come è possibile? Il tumore e tutto il resto? Mi avevano dato due mesi di vita. Le visite e… No, deve essere un’allucinazione. Questo non è reale.
– Tu non sei reale!

– E’ molto più che reale: Io e te siamo la stessa persona Walk.
– E come ti è stato predetto, il 31 gennaio morirai… Ma non sarà la malattia ad ucciderti.

– Che cazzo dici? Smettila! Esci dalla mia testa! E cosa cazzo vuol dire che non sarà la malattia ad uccidermi? Cazzo Frank, stavo per impiccarmi…

– Vorrei dirti che questa non è la realtà, ma non posso. E non morirai di malattia per il semplice fatto che tu, come me del resto io, siamo solo frutto dell’immaginazione.

– Questa è Follia, non starò più un solo minuto ad ascoltarti! Esci dalla mia testa cazzo, VATTENE!

– Non riesci proprio a capirlo eh? Io e te non esistiamo nella realtà Walk. Abituati all’idea.

– E quella data? Il 31 gennaio? Cosa vuol dire?

– In quella data spegneranno i server della tua memoria ed esisterai solo nelle pagine private di un vecchio backup. Ma se può rallegrati, ti assicuro che parte di te continuerà a vivere.
– Come ti ho detto, io e te siamo frutto dell’immaginazione. Siamo costituiti da parole e attraverso di esse vivremo per molto tempo. Io sono una tua possibile evoluzione, o perlomeno, quella che è durata più a lungo. Prima di me c’è stata un’altra versione denominata 1.0. Essa doveva essere un passo avanti rispetto a te. Doveva essere il proseguo e nello stesso tempo la cesura di tutto quello che rappresenti. Nella mente di chi ci ha creato dovevamo essere uno l’evoluzione dell’altro.
– Ma non è stato proprio così. Non è stato possibile rilegarti in uno spazio chiuso e neutralizzarti. In effetti, io sono la tua progenie. Sono stato generato da te, e per questo motivo, dato che non era possibile tralasciarti, è sorta la versione 1.1.
– Una versione separata sia da te che dalla prima versione di me: Un ulteriore passo avanti verso la perfezione del nostro animo.

Walksalone chiuse gli occhi. Attimi lunghi e lentissimi seguirono. Il pugno non faceva più male e non sentiva più freddo. Il sangue non rigava più lo specchio…

– Como estais amigo?
– For the death of those we don’t know.
– Shall we kneel and say a prayer?
– They will never know we care.
– Shall we dance the dance in sunlight?
– Shall we drink the wine of peace?
– Shall our tears be of joy?
– Shall we keep the fires burning?
– Shall we keep the flames alight?
– Should we try to remember what is wrong and what is right?

Shall we keep at bay the beast?

– No more tears, Amigo no more tears.

Aprì gli occhi: nello specchio c’era Raf.

Sotto la pelle

Ed è difficile non lasciarmi sedurre dalla prospettiva agognata
Lasciarmi affascinare dai flash di una vita per tanto tempo sperata.
Foglie lago di VicoE’ difficile rimanere con i piedi per terra e non sognare.
Lasciarsi andare in un bagno di luce tra le onde del mare.

E’ difficile guardare ai propri errori e imparare
pensare alle mosse giuste e non cadere.
E’ difficile soprattutto quando hai combattuto
fin quando il nemico ti aveva quasi abbattuto.

E’ difficile sopprimere quella sensazione
di paura mista a soddisfazione
per tutto quello che ho agognato
e tra fatica e sudore mi sono guadagnato.