When angels deserve to die

Le luci stroboscopiche mi confondono. Mi sento dissociato mentre le persone tentano di parlarmi. Vedo occhi passarmi accanto per poi svanire dentro la nebbia. L’aria che mi entra nei polmoni mi porta di prepotenza dove non avrei voluto. Sembra tutto così distante…
Le mie mani si ritrovano di notte a ticchettare sulla tastiera. Ancora una volta.
Non sono più abituato a vivere e da troppo tempo tutto mi passa accanto senza toccarmi.
Quand’è che la paura ha bloccato i miei movimenti. Quand’è che sono finito vittima di me stesso?

Eppure sento ancora quella linea di basso sotto la pelle. Ancora sento quella voglia di gridare e di vivere. Quest’aria poi, quest’odore, mi porta dove non vorrei, dove non ci sono pensieri, dove le possibilità debbono ancora schiudersi come fiori davanti a miei occhi…