They look at you in disgusting ways…

Tempo.

Mi sento vecchio mentre bevo un drink al bar con la mia ragazza.
Mi sento vecchio quando il programma per il sabato sera non mi entusiasma.
Mi sento vecchio quando penso che vorrei divertirmi come facevo anni fa.

Gli anni passano mentre progetto il cambiamento. E rimango deluso quando tutto quello che avevo in mente ormai è fuori tempo, improponibile impensabile per un ragazzo sull’orlo della trentina.

Sposi, addii al celibato, carrozzini e vocalizzi. Improvvisamente il mio mondo è diventato questo, e mi sento testardo come un salmone quando sfido la corrente, rivendicando la mia libertà di dire: “io no, non adesso perlomeno”.

E ripenso a quando l’unica cosa importante era “che musica ascoltavi”, il gruppo metal particolare, la giacca e la cravatta, la Smart, le “seratine”, le cene con gli amici e la musica a tutto volume nelle orecchie.

Fra qualche mese compirò 29 anni, fra qualche mese c’è chi dirà che con il millesimo ne avrò 30. “Ma poi cosa cazzo è questo millesimo?”
30. Un numero che mi incute terrore. Un numero che indica una vita diversa, una maturità diversa, la testa a posto e tante altre stronzate.

…e mi rendo conto che sto cercando qualcosa che non c’è, forse un amico o forse qualcuno che capisca questo o magari entrambi. E così, in questo giorno di settembre mi sento ancor di più uno straniero in terra straniera, un uomo che dopo tutto, ha sempre camminato da solo, per un verso o l’altro.