Dedicato a

Dedicato a chi ha creduto in me, fino alla fine.
Dedicato ai miei viaggi in treno verso Macerata e poi verso Roma.
Dedicato a tutti quei libri, a quegli esami a scelta che nessuno faceva.
Dedicato al mio primo datore di lavoro, e poi al secondo.
Dedicato al lavoro manuale, alla campagna, alla calce e al cemento.

Dedicato infine, a me stesso, per i sacrifici fatti e le lacrime versate.

Se oggi posso gioire, lo posso fare principalmente per una ragione: non ho mai smesso di crederci.

A volte il vincitore è semplicemente un sognatore che non ha mai mollato.

Jim Morrison

Una tempesta nel cuore di Frank

26 Ottobre.
Un cielo con nubi alte e grigie. La superficie del Lago di Vico era piatta. La sabbia nera, grossa e fangosa, si attaccava alle Dr Martens di Frank. Passeggiava solo lungo la riva, ed ad un tratto decise di fermarsi sul bordo dell’acqua, guardò in basso cercando il suo riflesso. Sentì una mano battergli sulla spalla destra, un brivido gli percorse la schiena, si voltò: Walksalone.
Ciao Frank, disse.
Ciao Walk.
…ho visto la tua Monster parcheggiata, passavo di qua, ed ho deciso di fermarmi.
Una visita alquanto strana Walks. Tu non fai mai nulla per caso, dimmi la verità: perché sei qui?
Io sono qui per la ragione di sempre: tu continui a misurare ogni tuo passo, continui a passare ai raggi x tutte le tue idee, tutte le tue  azioni. Io sono il tuo amico dei tempi di crisi non ricordi? Quando c’è crisi nel tuo animo io mi faccio vivo…
Senti Walks, falla finita con questi giochetti. Dall’ultima volta che ci siamo incontrati hai preso possesso di tutto, hai visto il mondo esplodere come volevi. Perché sei ancora qui?
Vedo che continui a non capire: cerchi le ragioni per cui hai il costante bisogno di veder collassare tutto, cerchi ragioni per cui non riesci più ad accettare passivamente quello che ti viene proposto…  Oppure sei qui sulla riva del lago per contemplare la bellezza bucolica di questo posto? No, amico mio, tu sei qui perché sapevi che io sarei venuto, sapevi che qui ti avrei trovato…
Continui a cercare risposte Frank: eccole, ti dico io cosa stai cercando. Per quanto tu riesca a trovare una giustificazione per salvare tutti, non potrai mai sottrarti alla verità che ci sono animi inquieti che hanno bisogno di vedere bruciare il mondo. Hanno bisogno di camminare per la loro strada senza seguire nessuno, non c’è una ragione precisa, è semplicemente la loro natura… Te la ricordi quella citazione di Benni da il “Bar sotto il mare” vero?

Esiste allora una diabolica Provvidenza che prepara l’infelicità nella culla, che getta premeditatamente esseri angelici ricchi di intelligenza in ambienti ostili, come martiri nel circo? Vi sono dunque delle anime sacre, votate all’altare, condannate a camminare verso la gloria e la morte, calpestando le proprie macerie? Inutilmente si dibattono, inutilmente si addentrano nel mondo, ai sui fini ultimi, agli stratagemmi; perfezioneranno la loro prudenza, sprangheranno tutte le uscite, barricheranno le loro finestre contro i proiettili del caso: ma il Diavolo entrerà nella serratura: una perfetta virtù sarà il loro tallone di Achille, una qualità superiore il germe della loro dannazione.

Questo è cosa comporta la tua strada Frank. Non riuscirai mai a placare il tuo animo, ed ecco la ragione che cercavi: io esisto perché tu hai avuto il bisogno di crearmi.
Ci siamo riuniti è vero, ma io e te siamo come la reazione nucleare e la forza di gravità che formano una stella. Senza di me Frank, tu imploderesti, e io senza te mi espanderei inglobando tutto…

Una folata di vento, un’increspatura nell’acqua, l’immagine distorta di Frank tra i flutti.
Walksalone non c’era più.
L’incertezza del momento era una tempesta nel cuore di Frank, cosa sarebbe successo di lì a qualche giorno?

(continua…)

Il resto è costruzione, è società, è sovrastruttura.

Il dolore è forse la più intima esperienza sensoriale. C’è chi la affronta rimanendo e c’è chi la affronta andando via.
Data la sua natura così intima, però, è difficile giudicare, e a mio avviso non si deve e non si dovrebbe fare.
Non c’è un modo giusto di soffrire quindi. Ognuno è libero di scegliere la propria strada ed elaborare il dolore come vuole.
Io credo che alla fine, sotto i vestiti, non siamo altro che scimmie senza pelo. Il resto è solo costruzione, è solo società, è sovrastruttura.

Son of a gun

Dieci ore dormite in 2 notti.
Ho guardato nello specchio e quel che ho visto, non ero più io, ma qualcos’altro.
Ho avuto il bisogno di veder bruciare tutto, di far esplodere il mio mondo.
Ho avuto bisogno di spingere me stesso oltre il limite del dolore, della paura, della solitudine.
Non c’era altro modo per far uscire la mia mente da dov’era finita.
Ho dovuto squarciarmi il petto e stringermi il cuore tra le mani per poterlo sentire ancora battere.

…ed infine ho detto addio.

In un tramonto rosso fuoco, ho premuto il grilletto chiudendo i conti con quello che non riuscivo e non volevo più essere.

E’ iniziata la mia nuova sfida, il mio nuovo viaggio in solitaria lungo i binari della vita.

“Ride on, you son of a gun
Ride on, ride into the setting sun
Ride on, you son of a gun”

– Son of a gun – Bruce Dickinson.