Ma da qui non importa.

E poi,
alcune cose hanno senso solo nella mia mente.
Tolta la patina dorata, il rame che c’è sotto fa presto ad ossidarsi e a diventare verde.
Tutto perde di consistenza e galleggia piano piano nell’aria.
Si muove lentamente fino a disperdersi come vapor acqueo,
come l’immagine della ragazza che avevo in mente,
come,  il mondo che mi ero immaginato.
Ma da qui non importa.
Non importa se un quasi trentenne sembra tormentato come un adolescente.
Non mi importa di chi leggerà.
Non mi importa.
Nonostante tutto sono vivo e sopravvivo. Sopravvivo alla pioggia, alle illusioni, a tutta questa merda che mi circonda. Sopravvivo alle pugnalate alle spalle, alle delusioni. Sopravvivo in questo mondo che adesso per me è più ostile che mai.
Ed anche se il fuoco che ha avvolto il mio cuore lo ha ridotto in cenere, vado avanti.
Ho solo paura di non riuscire più a provare niente se non altro che rabbia.
La disillusione di Frank ha preso il sopravvento, Walksalone se la ride nel suo angolo buio, ed io, ogni giorno è come se cercassi di prendere a cazzotti in faccia un velociraptor.

Ma paradossalmente, questa battaglia continua ha rotto la mia gabbia.
Ho sete. Voglio lo scontro, bramo guerra.
Ho solo bisogno della mia rabbia, il resto può andare a farsi fottere.

On air: Isolated System, Muse.

Annunci

Accetto la tua guerra

Mai avere pietà per il nemico in una battaglia. Anche se si trova in rotta, anche se lo si vede in disgrazia. Non c’è spazio per la compassione, non c’è posto per i sentimenti. Il campo ammette solo due possibilità: vincere o perdere.

“Sparagli Piero, sparagli ora
e dopo un colpo sparagli ancora
fino a che tu non lo vedrai esangue
cadere in terra a coprire il suo sangue

e se gli sparo in fronte o nel cuore
soltanto il tempo avrà per morire
ma il tempo a me resterà per vedere
vedere gli occhi di un uomo che muore

e mentre gli usi questa premura
quello si volta, ti vede e ha paura
ed imbraccia l’artiglieria
non ti ricambia la cortesia

La guerra di Piero/La ballata dell’eroe – Fabrizio De André, 1964.

Let me see your Strength

Ruvide sono ora le parole.
Come il senso di distruzione mentre il mondo si sgretola.
Potrebbe esplodere da un momento all’altro, ma la gravità lo tiene insieme.
Come un sole che splende.
Come le sue lacrime mentre comprende che quello che conosce non ci sarà più.
Ma lui esploderà. Oh si, lo farà.
E non ci sarà più falsa gioia, ne ipocrisia.
In questo mondo che pian piano si sgretola
e come sabbia si perde e fugge via.

On air: Rammstein Stripped (Cover Depeche Mode)