Cosa è il tempo?

Un compleanno.
Io, come un vecchio e stanco leone.
Ero abbastanza “stanco” da non poter dormire.

Ed ho ricordato una parte antica di me.
La parte che non aveva paura.
La parte che “ha trovato me” dentro a tanti altri me.

La parte di me che ancora vive in quella sera.
In quella 500. La mia parte libera.

Ma ora sono perso in questa stanza buia.
In questa stanza in cui non posso più ricordare.
Dove la mia anima è persa nella notte.

E tutto quello che ho lasciato dietro ormai è andato.
Ho forse avuto un’ultima possibilità, ma ormai è svanita via.
…e non ricordo nemmeno l’ultima volta che mi sono rialzato.

E questa luna piena, sembra maledirmi.
La mia maledizione, il mio essere.
Fino a che non ho ricordato.

Quell’unica canzone magica che manca nella mia mente,
che nessuno ricorda,
ma che mi tiene compagnia in questo viaggio,
Dove i giorni sono sempre uguali…

Tempo, cosa è il tempo?
La luna splendente sta piangendo,
E il silenzio ha rotto la verità.

“Whispering these dreams were never mine, it’s cold inside
It’s gone forever the things he saw
Who can say what’s wrong or right, the vision of a free life
His eyes had seen it all for what he’s asking
The vision, I know it’s all a lie

I’ll remember his past life
And I’ll remember time”

On air: Time what is time, Blind Guardian

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Domenica di Marzo

Domenica.
Un cielo grigio che non mi aspetta e un foglio bianco che vorrei riempire di parole.
Nuvole che passano veloci sopra la mia testa e che non vogliono lasciar spazio alla luce del sole. L’aria ancora fredda di una domenica di marzo mi accarezza il collo, e la mia mente fugge via.

Cerco l’equilibrio, ma il mio vivere mi spinge a dondolare, sempre in bilico tra il dire e il fare.

On air: Tool Right in two.

Moderno destriero metallico, con la benzina al posto del sangue, e due pistoni al posto del cuore

Stringo forte il manubrio tra le mani e spalanco l’acceleratore.
Il mostro ruggisce, inghiotte la striscia bianca nella mezzeria e come un ciclope meccanico squarcio il buio della mia notte.
Ho lasciato tutto dietro mentre adesso fuggo via.
Fuggo da quello che sono stato, dall’amore che ho lasciato, da dolore di sentirsi mancare ancora qualcosa.

Stingo forte il manubrio e con violenza strattono ancora l’acceleratore.
Il mostro spalanca le fauci, ruggisce, e in un sol boccone inghiotte tutta la mia paura, la strada e tutto quello che per me significa la fine.
Ho lasciato dietro di me scatole vuote e ricordi, un coltello piantato nel petto e un cuore che ormai è cenere.
Ma va bene così. Ho ancora spazio per poter ricordare, dalla cenere, prima o poi, risorgerà qualcosa, e quel coltello sarà la mia nuova arma, imbevuta di quello che sono.

Il mostro ruggisce ancora e mi dà la forza per andare avanti, per affrontare questa strada da solo.
Il mio mostro, metafora e simbolo della mia esistenza. Moderno destriero metallico, con la benzina al posto del sangue, e due pistoni al posto del cuore.

On air: Chop Suey – System Of A Down.

E lo fai mentre fissi i tuoi occhi nei miei

Spingi il coltello fin dentro le carni.
E lo fai mentre fissi i tuoi occhi nei miei.
Hai preso la mia libertà e ne ha cambiato il volto.
Mi hai liberato lungo le strade delle mie notti alcoliche dove mi trascino come uno zombie. Ma tu lo sai, questo deve finire. E spingi ancor più dentro al mio petto il tuo coltello.
Mi hai tolto l’amore, hai distrutto i miei sentimenti lasciando null’altro che cenere.
E mi hai fatto schiavo di un’illusione dolciastra, piccante e amara nello stesso tempo. Come sesso fatto senza voglia. Come i tuoi occhi che fissi sui miei non hanno pietà.

E mi sono ritrovato a camminare solo per le vie del mio paese. Nascondendo i miei occhi dietro a grandi occhiali scuri, mentre i volti dei personaggi sui marciapiedi della mia vita si sono fatti sempre più sfocati, deformati, come volti di cera investiti da un’improvvisa vampata di calore.

E tu lo sai che alla fine sono solo un uomo semplice. Un uomo che vorrebbe provare ancora quella sensazione che ti entra dentro, che ti brucia il sangue, che ti porta in alto.
E mentre appoggi le tue labbra sulle mie e assaporo il dolce umido della tua saliva, il dolore mi ricorda che con una mano stai ancora tenendo il coltello ben piantato nel mio petto.
E vorrei fuggire via. Ma hai chiuso ogni strada. E vorrei essere positivo, avere quella forza di un tempo, ma il sangue che mi cola dal petto pian piano mi sta lasciando stremato.

E seducente come la notte, con la mano ancora sporca di sangue cingi il tuo corpo nudo ancor più vicino al mio. Ma questa volta ti resisto mentre sento che vuoi solo che io sparisca risucchiato dal tuo buio.

Ma per quanto le tue armi mi feriscano, per quanto hai fatto sì che le uniche cose che ho indovinato nella mia vita in questo periodo siano solo addii e rinunce, ho deciso di non arrendermi alla tua inutilità crescente.
Sai che mi sono rialzato e che poi sono ricaduto.
Sai che ho imparato che per alcune persone non ci sarà un lieto fine, ma io nel mio piccolo, fino all’ultima goccia di sangue nelle mie vene, combatterò.
E finalmente riuscirò a togliere quel tuo coltello che onnipresente mi trafigge il petto.

On air: Behind blue eyes – The who

La realtà è che volevo vederti nuda.

La realtà è che volevo vederti nuda.
Toglierti piano piano quei vestiti, sentire la tua anima permeare dal tuo intimo.
Accarezzare la tua pelle per poi toglierti tutto e assaporare ciò che sei.
E il tuo odore mi ha fatto sentire un dio.

Il tuo sapore mi è penetrato così dentro nel cervello da fulminarmi le idee.
E tutto si è mosso in un teatrino di immagini e movimenti concitati.
Sei scivolata su di me come pioggia mentre affondavo i miei denti nel tuo collo.
E  questa carnalità per un attimo ha trasceso chi sono, e ho sentito ancora una volta
Il cuore bruciarmi nel petto…

On Air, ancora una volta: Rammstein, Mein herz brennt