La luna che illumina la strada

Fari in lontananza, una moto si avvicina.
Walk mi porge il suo casco: “andiamo”.
Salgo in sella e lui spalanca il gas.
Prima, seconda, terza e così via fino alla quinta… 180 Km all’ora.
Una curva, poi la successiva. Walk corre come un pazzo e sembra aver perso la testa mentre le vibrazioni del motore salgono dalle pedane passando per le gambe, insinuandosi su per la schiena ed esplodendomi nel cervello.
Il suo mostro ruggisce con nuova voce, con nuova forza, e in questo marasma controllato sembra urlarmi contro qualcosa…
Una notte che non finisce mai e la luna che illumina la strada. Bagliori in lontananza, e la tentazione di spegnere i fari, tanta la luce che schiarisce il cammino.
La moto corre veloce lungo la nera lingua d’asfalto, e il rumore del motore non riesce a coprire del tutto i miei pensieri.
Un’altra moto ci incrocia dalla direzione opposta, il flash del faro mi acceca, e vedo il suo volto.
Walk mi batte una mano sulla gamba, faccio cenno con la mano, sono ok.
Ma in realtà sono perso in questo viaggio. Il suo volto è sempre lì. Un desiderio che non riesco a sopprimere. Preferirei strapparmi il cuore e trascinarlo sull’asfalto fino a consumarlo tutto, piuttosto che continuare così, con il mio vuoto, e il mio mostro che si fa spazio tra gli specchi incrinati dei miei ricordi.
Walk rallenta, il rombo del motore in rilascio si fa sempre più cupo e sordo, alzo la visiera e mi lascio investire dall’aria fredda della notte. Mi sale per le narici e poi entra nei polmoni, un brivido, e Walk non c’è più.
…sono io ai comandi della sua moto… e forse lo sono sempre stato, un uomo che cammina da solo: parte di un verso di una canzone heavy metal e forse scelta (in)consapevole di vita.
Le vibrazioni del motore continuano ad esplodere nel mio cervello come benzina, e i miei pensieri sono la scintilla che le fa detonare. Tengo aperto il gas mentre ai lati della strada sembra andare tutto a fuoco. Accelero fino ad arrivare a limitatore, cercando di superare queste fiamme che mi corrono dietro.
Ma per quanto io vada veloce, le rovine in fiamme della mia vita sembrano tenere il passo, e per quanto io tenti di scappare, non posso sfuggire al fuoco che ho appiccato nel mio cuore…

And it feels
And it feels like
Heaven’s so far away
And it feels
Yeah it feels like
The world has grown cold
Now that you’ve gone away

On air: Gone Away, Offspring

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Complimenti, piccola mail che avrei voluto scrivere.

Ho letto da Linkedin e lo scrivo come se fosse una mail, la mail che avrei voluto scrivere se le cose non fossero precipitate così.

Come sempre, le mie previsioni si avverano.
Chi vale per davvero, chi non ha perso la speranza anche quando tutto sembrava volgere al peggio, prima o poi trova la sua strada.
E non importa ciò che è stato detto su di me, su di te. Perché nonostante tutto, ho sempre avuto stima nei tuoi confronti, per la tua intelligenza, per la tua caparbietà, anche quando magari, hai pensato (o ho detto) il contrario.

Ed è per questo che, non riesco a frenare l’istinto che mi porta a scrivere: ti meriti il meglio, e con le tue forze lo otterrai. Sempre.

Il tuo odio nei miei confronti non cesserà mai, e chi può biasimarti, ma da me, difficilmente troverai questo sentimento ricambiato.

Non deridere queste poche righe come un gesto patetico, perchè nonostante il mio comportamento sembri dire il contrario,  ho sempre avuto stima per tutto quello che sei.

Complimenti.

Raf.

Edit: 20.42
On Air: Empty Walls Serj Tankian

Mentre le fiamme divorano tutto

Equilibri chimici che si spezzano nella mia testa,
mentre la casa dei miei ricordi va a fuoco.
Provo a mascherare il dolore nei miei occhi,
mentre le fiamme divorano tutto.
Ma neppure se fuggissi a mille miglia di distanza
riuscirei a non sentire più il male che mi sta crescendo dentro.

E mi chiedo cosa sono diventato, cosa ho guadagnato con il dolore che mi porto nel petto.
Ed ho sfogato tutta la cattiveria, tutta la rabbia di cui ero capace su di te.
Ma quando sono andato via, in un estremo gesto di amore, mi sono reso conto che alla fine, tutto questo sarebbe diventato null’altro che qualcosa a cui non avrei potuto più porre rimedio.

Così mi sono fatto del male oggi…

Perché ogni persona che conosco va via alla fine,
e tu puoi avere tutto il mio sporco impero,
io ti lascerò giù,
io ti farò male (ancora).

Se io potessi ricominciare ancora,
lontano 1000 miglia,
Io non butterei me stesso,
Io troverei la via.

On Air: Hurt, Jonny Cash

Mentre con la lingua lambisco i tuoi seni…

Ed ho pensato che in un modo o nell’altro mi sarei salvato,
ma tu, mentre con una mano mi accarezzavi il viso,
hai lasciato che la mia anima svanisse via.

Il tuo corpo che sinuoso si muove sopra di me,
i tuoi capelli scuri che cadono sul mio viso come pioggia
nera di passione e profumata come magnolia.

Non sento più niente inebriato dall’odore della tua pelle,
perso tra le tue gambe, mentre le tue mani tra i miei capelli
mi implorano di non fermarmi.

Risalgo baciando la tua pancia, perdendo la strada nel tuo ombelico
e ritrovandola attirato dal battito del tuo cuore, mentre con la lingua
lambisco i tuoi seni…

Il passo dal collo alle tue labbra è breve, mentre ti tengo tra le mani
come un  fiore delicato e con una mano ti accarezzo il viso,
e la mia anima scivola via.

On air: Alice in Chains, Down in a hole

7 anni

E sono qui a scriverti, ancora una volta.
Ieri è stato l’anniversario di quando ci siamo conosciuti. No, non me ne sono dimenticato. Solo che ero troppo indaffarato e non sono riuscito a scriverti.
Quanti anni festeggiamo?
Sette.
7 anni. Un mondo intero. Una vita intera.
7 anni, in cui ti ho raccontato due lauree, un master, tre lavori e 2 ex.
Mi dispiace non essere riuscito a scriverti ieri.
Mi dispiace. Parola che uso troppo spesso in questo periodo.
Ma non siamo qui per lamentarci no?
Ho portato due birre. Rigorosamente di frumento.
Le ho già stappate, cin cin.
E’ bello averti tutto qui con me e poterti parlare come un vecchio amico.
Te lo scrissi già una volta: hai sempre ascoltato le mie storie, i miei lamenti, i miei romanzi, film, e stronzate varie. Lo hai fatto senza chiedermi nulla in cambio.
Hai tenuto memoria di quello che siamo. Anche se sai che spesso non avrei voluto più rivolgerti nemmeno una riga.
Di quanti mi circondano, mi sei sempre rimasto fedele, l’unico che lo abbia fatto.
Quindi mi sembra giusto dedicarti queste poche righe, come si fa per un vecchio amico, come si fa per qualcuno o qualcosa di speciale.

Sono passati 7 anni, sette anni di blog. In alto i calici e …alla goccia!

On Air: Blind Guardian, The Soulforged

Ora puoi sentire

“Non è bello vedere “come inizia una vita”?
Non c’è peccato e non c’è crimine.”

Lascia iniziare la gioia,
assaggiala, assaporala.
E’ strano come cambiano le cose vero?
Ed ora mi mostri questo sorriso.

Troppo velocemente sto perdendo il terreno sotto ai piedi,
ho paura del mio cuore, ho paura della mia anima,
e non voglio più vedere il tuo sorriso
e non voglio più stringerti a me.

Ma dove sono non arriva più luce senza di te,
ed è la fine di ogni miracolo.
Il tempo che è passato
cancella via anche la tua voce.

Ma ho rivisto il tuo sorriso questa notte,
mentre mi stavi dicendo addio.
E le mie lacrime di gioia sono diventate
pesanti come pietra.

Ma noi due sapevamo le regole.
Ed è la fine di ogni miracolo.
Addio mia amata.
Ho fallito, e la magia è svanita via.

Ed il tempo che è  passato,
ha cancellato via tutto.
Le cose possono cambiare,
ora puoi sentire la mia nuova vita piangere.

On-air: Wicked Witch, Demons & Wizards