Puoi scegliere

Puoi sceglierti la vita che vuoi,
puoi influenzare il tuo destino con le decisioni che prendi,
puoi scegliere di lottare,
puoi scegliere di arrenderti.

Sabato, un giro in moto.
Civita Castellana e le sirene delle ambulanze, le pale degli elicotteri, i vigili del fuoco.
Un uomo di quarantasei anni ha scelto di buttarsi dal Ponte Clementino.
Lavorava in una delle tante fabbriche in crisi del distretto, era in cassa integrazione e a settembre lo avrebbero licenziato.
Ha scelto di lasciare una moglie da cui era separato e due figli.

Tutta questione di scelte: questione di vita o di morte.

C’è chi dice che per un gesto così ci serva coraggio, e c’è chi dice che invece sia solo un gesto di codardia.
Da fuori scegliamo di prendere una parte o di astenerci, di giudicare oppure no.

Qual’è il limite di sopportazione del dolore di una persona?
Quanto può reggere un cuore prima di scoppiare, prima di mandare in frantumi le idee e prosciugare il cervello da qualunque voglia di vivere, di lottare, di andare avanti?

Mai arrendersi, lottare sempre.
Solo che qualche volta, da fuori è troppo facile parlare.

(comunque) La mia parte ve la posso garantire…

Così mi ritrovo a pensare che di botte, di “attocciate”, ne sto prendendo un casino in questo periodo, ma va bene.
Tutto quello che era probabilmente è andato da un pezzo.
E tutto questo mi fa riflettere, mi fa dire che diffido da chi pensa di conoscermi da una vita e alla fine invece non ha capito un benemerito cazzo di me.
Diffido da chi mi mette in guardia dagli altri, ergendosi giudice e giuria e rilegandomi in uno stato di “larva opportunista”.
Diffido, ma mi tengo stretto chi ha parlato male di me, e a cui ho restituito tutto.
Ho imparato che è meglio tenersi stretti “i nemici” perchè gli amici possono stare a un milione di chilometri di distanza, ma saranno sempre tali.
E infine, quindi, penso che ho ancora la forza…

Ho ancora la forza di non tirarmi indietro,
di scegliermi la vita masticando ogni metro,
di far la conta degli amici andati e dire:
” Ci vediam più tardi …”

E ho ancora la forza di scegliere parole
per gioco, per il gusto di potermi sfogare
perché, che piaccia o no, è capitato
che sia quello che so fare…

On air: Ho ancora la forza, Ligabue & Guccini

Quella falsa innocenza perduta

On air: Blind Guardian, And Then There Was Silence


Frank è seduto su uno sgabello, alza la sua birra dal bancone del bar e nota il cerchio prodotto dalla condensa scivolata dai fianchi del bicchiere.
Un cerchio, e la sua teoria dei cicli: per uno che se ne chiude, un altro che se ne apre.
Un primo maggio passato in sella alla sua moto, e un pensiero che non lo abbandona mai. In tempi di crisi bisognerebbe essere più pragmatici: pensare al lavoro, alla carriera, a mettere da parte qualche soldo. Ma in questo momento in cui tutto dovrebbe essere rilegato alla sfera del reale, lui pensa sempre più con forza alle emozioni, a quello che gli alberga nel cuore, all’amore.
Amore, una parola per lui più somigliante ad una bomba atomica pronta a deflagrare, che a un giardino di rose. Amore, e un lungo periodo passato da single, il periodo più lungo da 9 anni a questa parte.

Un cerchio, qualche emozione che interrompe il battere regolare del suo cuore, e il ricordo di una notte di febbraio, in cui uno come lui, un “Jack Sparrow fuori contesto” si è ritrovato tra le lenzuola di una “piratessa” dal vestito rosso. La sua figura, la sua pelle bianca, un tatuaggio sul fianco, e la fine del mondo. Baci stampati sulle lenzuola, birra e prosecco.

Ancora un sorso, e la forma del bicchiere che gli ricorda una silhouette femminile.
Anni che passano, e la ricerca costante di quel 2007, di quella falsa innocenza perduta. Ma il tempo non lascia scampo e modifica tutto. E tutte queste persone che rivede, sono come fantasmi che passano ai lati mentre cammina lungo la sua strada.

Un altro sorso, e la sua verità: la ricerca spasmodica di quelle sensazioni, di quelle emozioni che possono essere provate solo quando si è innamorati. Quando una ragazza ti fa battere il cuore così forte che te lo senti contemporaneamente nello stomaco e in gola…

La birra è quasi finita e Frank ne vorrebbe bere un’altra, ma questa volta si ferma.
Un ultimo sorso e poi via. Nessuno stato di felicità artificiale può sostituire quella data da qualcosa di altrettanto reale e pragmatico di come possono essere le emozioni che vorrebbe sentire nel suo stomaco.
Si alza dal suo sgabello e se ne va. Di tante regole infrante, almeno una la vuole rispettare: ha deciso che questo deve essere il suo anno sabbatico alla ricerca dell’equilibrio perduto, e lo sarà.