Svanire tra i granelli di sabbia nel tempo che fugge

Tanta gente, tanto rumore.
I giardini di Fabrica e un muretto su cui rimanere a parlare.
Frank è seduto con il busto protratto in avanti e con le mani tiene una Franziskaner ghiacciata.
Morgana è seduta accanto a lui e i suoi occhi verdi lo fissano mentre lo vede bere.
Morgana, lei, che come sabbia rossa si è infilata tra le crepe del suo cuore.
Lei che in quegli occhi racchiude tutto un mondo e un inconfessabile segreto.
Ho sete, ho sete di te.
Ancora un sorso e le nuvole che provano a cadergli dentro.
Ma Lei non è più come la ricorda. Tanto tempo passato, tanto tempo che ha scandito gli attimi lunghi che hanno portato a quella sera.
Frank prova a bere ancora un sorso e lei afferra il suo braccio con la mano e lo interrompe.
– Tu Frank hai pensato che potessi sempre rimanere la tua musa. Ma le cose cambiano.
– La ragazza che ricordi quella sera nella 500 forse non è mai esistita. Potevi baciarmi, ricordo ancora la tua mano dietro la nuca; mi hai sfiorata, ma non l’hai fatto.
Ed ora vorresti farlo di nuovo, quando hai scelto un’altra, quando per paura che io potessi sfuggirti come sabbia tra le mani hai gettato la spugna.
Frank riesce ad alzare il bicchiere, e velocemente inghiotte un sorso di birra. Prende fiato, vorrebbe rispondere, ma non sa che dire.
Lei ha ragione, ha fottutamente ragione.
Ma come un lampo, un guizzo sorregge la sua voce.
– Hai ragione, ma tutto quello che mi ha portato qui, il mio percorso, mi ha insegnato molto più di quanto credi. Nessuna cicatrice è durata poi così a lungo. E anche se ti sento tra le crepe del mio cuore, nessuna ragazza, neanche tu sei riuscita davvero a entrarmi negli occhi e toccarmi nel cuore.
E’ inutile il male che fa il peso di un bacio.
Magari se ti avessi baciato quella sera tutto sarebbe diverso. E anche se sai come sono andate poi le cose, non rinnego il tempo che è passato, come non rinnego una ragazza che mi è stata accanto in questi anni e che purtroppo ha incontrato sul suo cammino uno incasinato che alla fine non è stato migliore dei ragazzi che ha incontrato prima di lui…

I due non si guardano e un ultimo sorso ghiacciato lascia spazio alla frase conclusiva della serata, l’ultima prima di alzarsi e andare ognuno per la propria strada.
– Morgana, Fata Morgana, ti sono corso dietro, ma tu, per tua natura sei sempre stata poco più che un’illusione, e solo ora mi rendo conto che il tuo destino, fin dal principio è sempre stato quello di svanire tra i granelli di sabbia nel tempo che fugge.
Non posso continuare a inseguire un miraggio, non posso aggrapparmi ad un’idea.
Alcune illusioni prima o poi svaniscono e tu, anche se non lo sai,  stai già svanendo con l’ultimo sorso della mia birra.

ON air: Subsonica, tutti i miei sbagli

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