Fino a dove ti sei spinta?

Una goccia dopo l’altra cade a terra.
Nera e densa come petrolio si schianta.
Cade dal cuore.
Cade dagli occhi e non lascia che ricordi.

Fino a dove ti sei spinta per veder così il petto
e il viso rigati da scie di buio?
Cosa è rimasto di un sentimento
quando senti la solitudine penetrarti dentro?

Ora dimmi che riuscirò ancora a sognare.
Dimmi che le tue mani bianche
potranno stringere ancora le mie.
Dimmelo! Ma so che non lo farai.

E di tutti questi ricordi ora che me ne faccio?
Si potessero mettere tutti assieme, si potessero
cospargere di benzina e dalla distanza di sicurezza
vederli esplodere, bruciare tra le fiamme.

E tu non mi lasci altro che un vuoto dentro
a cui non so far fronte.
Ed ho visto i tuoi occhi avvicinarsi ancora ai miei
e perso nel tuo sapore, mi hai detto addio.

E mentre te ne vai,
mi ricordo di respirare, ma gocce nere
e dense come petrolio rigano il mio volto
di amara solitudine e dolce malinconia.

On air: Oblivion, M83 feat Susanne Sundfor

troppo lenti i ricordi per poter dimenticare
troppo rapide le parole per poter ricordare

eri tutto ma non mi è bastato
eri troppo così ti ho lasciato
eri bella come un miraggio
eri impossibile con il tuo retaggio

troppi i lamenti che ho ascotato
frammenti di parole che ho cancellato

ed ho distrutto un mondo intero
urlando la mia rabbia in questo cimitero
e nel petto ho una fiamma che langue
brandelli di cuore che grondano sangue

e dell’amore cosa mi è rimasto
macerie in fiamme dopo il disastro

Midnight Sun

Argentario-1

Vedere nello specchietto della moto il sole tramontare sull’Argentario e sentirsi liberi e padroni del proprio destino!

E’ quello che ho pensato ieri tornando verso casa.
Due giorni veloci. Un mercoledì sera passato sulla spiaggia di Fregene a ballare sotto il palco dei Motel Conection: amici, ragazze, grandi occhiali e corpi sinuosi con vestitini succinti a saltare ubriachi…
Poi un giovedì in sella al mio destriero metallico verso l’Argentario. Tornare a Porto Santo Stefano dopo anni. Il ricordo di una casa, una stanza e la leggerezza di un letto condiviso con la mia ragazza di allora.
E poi la cavalcata del rientro, sempre in sella al bicilindrico con amici motociclisti che mi accompagnavano verso casa. Il porto che nuovamente lasciavo alle spalle e dallo specchietto vedere quel sole specchiarsi nel mare per poi tramontare lungo il fianco della montagna.

Midnight Sun
Here
If you own my old black soul, run
Midnight Sun
Here, Here
If you know that’s something wrong, run
Midnight fight on you,
midnight fight on you

On Air: Midnight sun, Motel connection.

Due lune

Il lago di notte.
Due lune. Una nell’acqua e l’altra nel cielo.
La sabbia grigia: sassolini che ricoprono le punte dei piedi.
Capelli biondi che si rannicchiano. Una testolina che si adagia sul torace di un ragazzo.
Mani forti che si stringono a mani bianche che risplendono.
Seduti su quella riva non c’è nessun pericolo. I problemi rimangono lontano.
Lui non riesce a tenere a freno il cuore quando lei, con le sue labbra rosa e la pelle bagnata dalla luna si avvicina al suo viso.
Le mani che prendono il sopravvento. Si muovono, e dolcemente cercano il piacere.
Una gonna che si alza, indumenti che si lasciano togliere, mentre lui con una mano le sposta una ciocca d’oro dalla fonte.
E un confine che lento svanisce mentre gemiti sommessi e respiri sempre più affannati si mischiano con il buio rischiarato di una notte dominata da una dolce Luna d’agosto.

“Baby ooh babe, I miss you.

On air: Baby, Serj Tankian

Sarebbe bello ridere di noi

Un giovedì in cui sono uscito.
Lago di Bracciano, e un amico con cui bere un Bacardi breezer.
Parole (chiave) lungo la strada che costeggia il lago.

E sentirsi bene, parlare delle ragazze, parlare del loro modo di vedere le cose e di noi.
A trent’anni cosa vuoi essere?
Quali passi hai intenzione di fare? Ti vuoi sposare?
Che ne so, magari un giorno fare un figlio.
Chi lo sa, forse un giorno avremo una famiglia tutta nostra.

E parlando, ascoltando, le sue parole mi ricordano che tempo fa sono stato innamorato.
La sensazione che si prova ad averla nel letto, dopo aver fatto l’amore, quando ti svegli, quando non vedi l’ora di vederla e non riesci a starle lontano.
Quando, come dice lui, il suo odore è il profumo più buono che abbia mai varcato le tue narici.
Quando nonostante i litigi si torna a far pace. Quando poi dopo si fa l’amore.

Un Bacardi Breezer all’arancia e le mie massime sul futuro.
Ma quanto tempo abbiamo rubato al nostro tempo avvenire? A trent’anni sarebbe bello ridere di noi…
E alla fine, con una notte di mezzo, un messaggio a una ragazza che neanche conosco con questa canzone:

On air: Del nostro tempo rubato, Perturbazione