“Un’erezione triste per un coito molesto, per un coito modesto”

E ti ho rivista lì.
Un sogno con occhi da gatta,
un corpo eccitante.
E la mia stupida tattica.

Una discoteca al centro di Roma.
Un addio al celibato.
Eri negli occhi di ogni ragazza.
In ogni abito succinto. In ogni gesto.

Era bello vederti ballare.
Senza pensieri, senza problemi.
Ho provato ad avvicinarti e tu, candidamente…
…mi hai mandato affanculo.

Io attendo allucinato la situazione estrema
Un grande sogno nitido chiedendo alla tua pelle
Con dita di barbiere un’amorosa quiete un’amorosa quiete
Sfiorarti come a caso con aria imbarazzata
Atmosfera pesante elogio alla tensione

On Air: CCCP, Mi Ami?

…cosa mi spari in testa?

…e per caso lo shuffle dell’ipod mi spara in testa Back in Black (=>Play).
La canzone dei giorni spensierati per antonomasia.
Decido di lasciarmi andare, sto lavorando, ma non importa. Chiudo un attimo gli occhi e sento scorrere nuovamente questa energia buona che mi mancava da tanto.
Ho quasi paura a dirlo, ma qualcosa è veramente cambiato dentro me.
Potenzialmente potrebbe andare tutto a cazzo. Molte cose non sono come vorrei. Nessuna ragazza in particolare mi frulla per la testa. Fra poco sospenderò l’assicurazione del mio Mostro, i soldi che non bastano mai….
Insomma, tranne per il lavoro che da un senso diverso alla vita, sono tornato a provare molte sensazioni che avevo sepolto sotto anni e anni di cose
E poi penso: Ac/Dc, si, ci vogliono loro.
Giro velocemente il pollice sulla rotella dell’ipod: For those about to Rock =>play.
Il capo mi chiama nel suo ufficio. Riunione. Ma nella mia testa: “Come on, whooa
For those about to rock, we salute you”
Riunione finita, ritorno al mio Dreamweaver, al mio Photoshop e ai miei due monitor.
Infilo nuovamente le cuffie e finisco la canzone.
Uso nuovamente il pollice per cercare qualcosa che mi mantenga la carica e e mi torna in mente lei: Hard as a Rock =>Play. La canzone mi fa venire i brividi su per la schiena. E’ la canzone delle mie rinascite (ahahhahahaha).
Il mio mantra, cazzo.
…e inondato da emozioni continuo a lavorare. Ma nella testa, come un trenino, questa canzone mi fa venire in mente mesi magici di qualche anno fa. Situazioni in cui ero riuscito a raggiungere quei +1000 giri/min che mi diceva sempre un amico. Quando ogni ragazza era una sfida. …e quando riuscivi ad ottenere quello che volevi, allora perdevi interesse… Almeno fino a quando non ne trovavi una “con le palle”. => She’s got balls =>Play.
E mi ricordo la storia legata a questa canzone: Bon Scott la scrisse per sua moglie, e lei cosa ha fatto? Per ringraziarlo lo ha lasciato. Più o meno era così.
Mi faccio una risatina, le mie colleghe affermano che si, non sto benissimo. Ma io rispondo che sono un po instabile come un candelotto di T.N.T. =>Play.
Me la godo tutta…
Qualcosa è cambiato in me (sisssi). E anche se mi ripeto e che potrebbe andare tutto a cazzo (o a puttane), ho una gran voglia di correre e percorrere fino alla fine la mia Highway to Hell =>Play.

P.s. La canzone con cui volevo terminare il post in era era questa =>Play:
On air: Thunderstruck, Ac/Dc.

un anno di specchi

Corsia di sorpasso.
Gas aperto.

E in velocità è passato esattamente un anno.
Ed ho preso così tanta aria nei polmoni da farli scoppiare.
Ed ho corso. Dio se ho corso.
Ed ho ascoltato musica.
Ed ho bevuto fino ad ubriacarmi.

E sul fondo di una bottiglia, ho scorto la mia vita.
E ho danzato davanti a un fuoco faccia a faccia con i miei demoni.
E ho ricucito le mie ferite con ago e filo.
E guardando dalla cruna dell’ago ho visto correre una linea sottile che separa l’amore dall’odio.

E nello specchio il perché della mia scelta è sempre più chiaro.
Qualcosa di vivido si è fatto strada di nuovo nella mia mente.
Ho forse trovato la mia destinazione?

Don’t know why I feel this way, have I dreamt this time, this place?
Something vivid comes again into my mind
And I think I’ve seen your face, seen this room, been in this place
Something vivid comes again into my mind

On air: Dream of Mirrors, Iron Maiden

I deboli sognano mentre i forti agiscono: A step ahead

Basta lamentarsi.
In questo ultimo anno ho lasciato che i miei difetti emergessero. Ho provato ad urlare a bassa voce tutto quello che non riuscivo a dire. E l’ho fatto scrivendo su questo blog.
Ho romanzato, ho spinto al limite, ho sottratto e aggiunto realtà alla realtà per renderla più semplice, più digeribile. L’ho riletta più volte, ho cercato di comprenderla una volta messa nero su bianco, cercando di guardarmi all’interno, scavando sempre più nel profondo per riuscire a vedere se c’era e c’è ancora qualcosa di quella “Age of false innocence” che sto cercando da una vita.
E impegnato in questa ricerca, ho trovato altro. Ed è stato un po’ come specchiarmi in una superficie convessa: una realtà distorta dalla mia sovrastruttura dove ho indagato sui limiti, sui margini del mio essere per vedere quali sfumature riuscivo a cogliere.
E alla fine ho trovato solitudine, miseria, disperazione, ma anche forza, determinazione, caparbietà, volontà d’animo e amore.
E con umiltà ho cercato e sto cercando ancora, e non senza difficoltà, di realizzare veramente quello “A step ahead” che da il nome a questo blog.
Il passo avanti che cerco dal 2008, il superamento della forma (tardo)adolescenziale alla Jack Frusciate, che torna e ritorna sempre nei panni di Walksalone e di Frank, prima come un vecchio blog, poi come personaggi dotati di una loro volontà.
Ed ho infine unito questi “due mondi”, li ho palesati fondendoli in questo spazio: due blog, come due anime che si fondono per diventare una cosa sola.
Ho realizzato che il passo avanti non poteva avvenire cancellando quello che c’era stato prima, ma semmai, accettandolo senza nasconderlo. Facendo si che questi due mondi potessero dialogare senza paura che qualcuno non capisse.

Pirata LeChuck

Pirata LeChuck

Ed ecco che dopo una serie di scritti bui, ho deciso che oggi avrei dovuto (voluto) scrivere qualcosa in stile LeChuck.
Perché dopo tutto, quello che voglio è andare avanti, crescere, sognare, realizzare qualcosa di mio.
E per quanto mi costi caro, sto cercando di andare avanti sognando sempre più forte, facendomi uscire il sangue dal naso, proiettato nella segreta(?) convinzione che prima o poi, con le mie forze, riuscirò a realizzare qualcuno di quei sogni che inseguo da tempo e che sfioro con le punte delle dita senza mai riuscire ad afferrarli.

Perché non è vero che i deboli sognano mentre i forti agiscono: tutto dipende da quanto di se stessi si vuole rischiare, da quanto di se stessi si vuole mettere in gioco.
Perché non esistono sogni impossibili.

Miseria

Denso e nero più del petrolio.
E’ così che ho sentito il mio sangue.
Volevo domarti, ma alla fine, l’unica cosa che ho fatto è stato vedere la mia (ri)caduta.
E mi ritrovo sempre così, cercando di placare la tua furia cieca.
Cercando di imbrigliarti in gabbie di fuoco per rispedirti nel buco che ho nel petto.
Ma sapevo che sarebbe successo di nuovo.
E tu mi hai avvolto con una coperta di ghiaccio e hai trasformato tutto quello che sono.
Ed ho provato a non essere un uomo piccolo.
Ma tu per me hai riservato solo un bordo di un burrone e la disillusione.
E nello specchio non ho visto un uomo, ma solo miseria.

Attriti d’ingranaggi

Bulloni arrugginiti cigolano
mentre lamiere taglienti sferragliano fischiando.
Attriti d’ingranaggi stridenti
che raschiano e poi si incastrano.

Pensieri pesanti schiacciati,
pressati dal doppio della gravità.
Brandelli di metallo arroventato che
precipitano a terra corrosi dall’acido.

Ricordi rappresi ormai troppo lontani e
il vibrare scomposto della carrozza,
piccoli e leggeri semini di pioppo che
svaniscono nell’aria turbinata dal finestrino aperto.

It’s all dust on dust

Tempo che passa.
Ed io che in tutti i miei cambiamenti alla fine mi sento sempre uguale.

Ho lasciato molte versioni di me nell’ombra che mi corre dietro e nella mia strada dissestata ho perso, di tanto in tanto, qualche pezzo.
Ho perso ragazze, ho perso amici, ho perso opportunità, ma sono andato sempre e comunque avanti.

Solo che in questo periodo dentro me qualcosa ha smesso di funzionare bene.
Abbasso la testa e procedo a passo di carica per non pensare, ma anche se con il buco che ho nel petto sto imparando a conviverci, qualche volta cedo e scivolo giù, nel buio.
E mi sembra tutto sbagliato, e le paure s’impossessano di me, e i ricordi, i maledetti ricordi mi assalgono.

Basta una strada, un odore, una canzone, e i miei pensieri, come un bambino, si rifugiano sotto il letto, dietro ad una tenda, o tra le siepi.
E mi ritrovo in qualche ricordo che non sapevo nemmeno più di avere. Abbracciato ad una ragazza senza volto sotto la pioggia, sulla riva di un lago, a far l’amore in un letto d’albergo, o Monaco di Baviera a bere birra.

Tempo che passa.
E nella tomba in fiamme dei miei ricordi rimangono pensieri, frammenti di vita che tornano alla vita un istante e poi svaniscono via come polvere nel vento…

It’s all dust on dust, it’s all you and me
Outdone completely, outplayed
Just shovel some more dirt on the grave

On air: Black label Society, Dirt on the grave