Frutto del buio

Due ore di permesso dal lavoro.
Il funerale del papà di un mio collega.
Lacrime negli occhi dei parenti.
Una poesia scritta da chi non potrà più ascoltarla.

Persone che si stringono a chi è rimasto.
A sentire. A guardare attraverso le lacrime.

Ed io che in tutto quel dolore non riuscivo a far altro che pensare all’amore.
A quanto è importante la famiglia, l’affetto di chi ti è vicino, l’affetto di chi ti ama. A quanto tempo si perda correndo dietro a falsi idoli, a miti che non fanno di te un eroe.

Occhi azzurri gonfi di lacrime che mi baciano sulla guancia. Ed io che riesco solo a dare una pacca sulla spalla e a dire “Forza”. Ed anche se questo è il ciclo della vita, in questi anni ho partecipato a troppi funerali.
Odio i funerali.

On Air: Frutto del buio, Blind Guardian.

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2 pensieri su “Frutto del buio

  1. Il funerale, un cerchio che si chiude. Lascia tristezza, un senso di vuoto e di smarrimento.
    In quei momenti sale prepotente il bisogno di stringerci negli affetti della nostra vita e capire quanto sia importante nutrirci di essi.
    Un caro saluto Raffaele 🙂

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