#Dona #Amore

Il mio sangue

Il mio braccio, il mio sangue: un gesto d’amore.

In quasi trent’anni di vita, probabilmente non ho capito un cazzo dell’amore, e tante delle cose che ho fatto e che ho scritto, probabilmente, non sono servite a nulla.
Ma qualche volta ho la presunzione di pensare che forse, nel donare una piccola parte di me, anche se non ho ben capito cos’è, l’amore ci sia.

E così, invito tutti quelli che leggono questo blog a fare (se possono e se vogliono) un piccolo gesto d’amore per se stessi, ma soprattutto per gli altri: donate il sangue!

Maggiori info: http://www.avis.it/

Molinos de viento

…e poi abbandono tutto.
E mi ritrovo a guidare a 130 km/h per un strada provinciale.
Sono solo. Lo stereo è la massimo e sento brividi percorrere la mia pelle.
Ho lasciato indietro quello che non volevo più, e la mia anima è libera adesso.

Molinos de viento(Fonte immagine: Google)

Accelero sempre di più e mi ricordo di quel maggio e poi di quell’aprile del 2007.
E sento l’energia che mi sale da dentro. E per un attimo sono in pace con tutto quello che mi circonda.
Ma sono fatto così, debbo esagerare e spingo sempre più forte sull’acceleratore addentrandomi in profondità nella notte dei miei pensieri.
Un riff che non riesco a togliermi dalla testa e, dopo tanto, senza armature il dolore si insinua sotto la pelle.
lo lascio scorrere. Lo sento fluire nelle vene, ma lo trasformo in energia.
Sono arrabbiato, e questa volta ho scelto di digrignare i denti e tiare calci e pugni.
Maledetti! Se volete la mia pelle, dovrete sudarvela cazzo!!!

…e quell’urlo soffocato che da dentro il petto esplode, trova il modo di uscire, e mi ritrovo a cantare così forte da sovrastare lo stereo.
Urlo così forte che le corde vocali mi fanno male.

Rallento e poi, il tuo ricordo mi assale, ti ho fatto del male, ma non posso avercela con me per tutta la vita. E so che dovrò liberarmi dal tuo fantasma, da quel maggio 2007 e prima di quell’aprile.

E spingo ancora sull’acceleratore, mentre il riff di Maritornes mi suona ancor più forte in testa e nelle orecchie, e la mia onda lunga mi porta sempre più a largo!!!

On air: Maritornes, Mago de oz.

E di tutte, sei tu quella che mi manca di più

E di tutte, sei tu quella che mi manca di più.
Di te mi manca il feeling mentre correvamo, mi manca di accarezzarti, mi mancano tutte le sensazioni che provavamo assieme.
Da quando non usciamo più,  la mia vita è cambiata. I miei sabati, le mie domeniche, sono più vuoti.
Non percorrere più la strada insieme, mi fa sentire solo, mi rende nervoso e in tutta franchezza non passa un solo giorno in cui non ti pensi.
E ora dimmi: come posso aspettare fino a primavera? Come posso affrontare un intero inverno senza ascoltare la tua voce?
Vorrei che potessi leggere queste parole. Vorrei che in qualche modo ti arrivassero e che le riuscissi a comprendere.
Ma dove sei, avvolta in quella coperta, posso solo sfiorarti e sentire qualche bisbiglio…

E’ un mese che ti ho sospeso l’assicurazione ed è duro vederti sotto un telo, così sola, in in quel freddo garage… BELLA MOTO MIA!!!

Ducati Monster

Flusso di coscienza eh?

Va bene.
Quand’è che ho iniziato a scrivere per piacere e non più per me?
Quand’è che ho  tolto le parole cazzoculofregnaputtanadella ,ehm, miseria?
Dopo la specialistica? O dopo il master?
Forse per la paura che qualche aziendaselezionatoreassestemntdemmerda leggesse e mi giudicasse male per i miei errori grammasitatticamentescrittideicazzimiei?
Forse per la paura di restare tardoalescentementedisoccupatomentale?

Quand’è che ho cominciato a prendermi così sul serio?
Quand’è che i “mi piace” sono diventati più importanti dello sfogo e della devastazione più totale?
Quand’è che ho cominciato a mediare così tanto?

Domani sarò in ferie.
E’ tutto il giorno che ci penso a cosa cazzofarò in questo weekend.
E cazzo manca un mese al mio compleanno. Cazzo 30. Quando avevo vent’anni dicevo che non sarei arrivato ai 30 così. E invece.
E manco a farlo apposta, anche il mio ultimo compagno di ubriacature e di sventura si sta per fidanzare…
E io ho solo un cazzo di blog con tutte le storielle del cazzo, gli occhi verdi e bla bla bla. Puttanate.

La verità è che sono stufo. La verità è che sono molto più vicino a burnout di quanto non fossi mai stato prima.

E’ come quando una bomba sta per esplodere. BUUUUUUUUM. Come quando quelle sostanze psico-tropiche che sono vietate dalla società ti mandano in paranoia e tu stai li a domandarti come un cretino se rimarrai stupido.

Si cazzo che ci rimarrai. Hai venduto l’anima alle fotine su facebook, agli stati delle bimebemichia, a Whatsappdelcazzo a Instagram, e a anche a questo cazzo di WordPress. Per certi versi era meglio il defunto Splinder. Era meglio il 2006/7. Quando non ti preoccupavi di un cazzo, facevi i tuoi esamini stupidi e fottevi la tua ragazza quando la vedevi.

Giornata inutile oggi.

P.s. Mi sento meglio. Dovrei farlo più spesso.
P.p.s. On air: Hells Bells, ac fottuti dc

“Dream on”

Half my life’s
in books’ written pages
Lived and learned from fools and
from sages
You know it’s true
All the things come back to you

On air: Dream On, Aerosmith

Forse era una scusa quella dell’anno sabbatico.
Non cercare e non farsi trovare. Era questo il piano.
Poi qualcosa è cambiato.

Cosa non si fa per proteggersi… Nascondere il proprio cuore e i propri sentimenti così bene da non riuscire più a trovarli. E rivivere le proprie fantasie dentro qualche scritto.
Ma come si fa quando la situazione non permette di evolvere?
Ecco la soluzione: non legarsi.

Ho scoperto che ci vuole molta forza per decidere di rimanere soli.
Ci vuole forza per aspettare.
Ci vuole scorza per resistere agli urti della vita senza poter contare sulla presenza di qualcuno accanto.
Devi essere fermo. Devi essere sicuro di quello che stai facendo. E non sempre è facile.

Ma se tutto cambia, allora sono cambiato anche io.
E sarei un bugiardo se non dicessi che che essere legati ha i suoi pregi.
E sarei un bugiardo se dicessi che non la sto cercando, anche se non so chi sia.