Molinos de viento

…e poi abbandono tutto.
E mi ritrovo a guidare a 130 km/h per un strada provinciale.
Sono solo. Lo stereo è la massimo e sento brividi percorrere la mia pelle.
Ho lasciato indietro quello che non volevo più, e la mia anima è libera adesso.

Molinos de viento(Fonte immagine: Google)

Accelero sempre di più e mi ricordo di quel maggio e poi di quell’aprile del 2007.
E sento l’energia che mi sale da dentro. E per un attimo sono in pace con tutto quello che mi circonda.
Ma sono fatto così, debbo esagerare e spingo sempre più forte sull’acceleratore addentrandomi in profondità nella notte dei miei pensieri.
Un riff che non riesco a togliermi dalla testa e, dopo tanto, senza armature il dolore si insinua sotto la pelle.
lo lascio scorrere. Lo sento fluire nelle vene, ma lo trasformo in energia.
Sono arrabbiato, e questa volta ho scelto di digrignare i denti e tiare calci e pugni.
Maledetti! Se volete la mia pelle, dovrete sudarvela cazzo!!!

…e quell’urlo soffocato che da dentro il petto esplode, trova il modo di uscire, e mi ritrovo a cantare così forte da sovrastare lo stereo.
Urlo così forte che le corde vocali mi fanno male.

Rallento e poi, il tuo ricordo mi assale, ti ho fatto del male, ma non posso avercela con me per tutta la vita. E so che dovrò liberarmi dal tuo fantasma, da quel maggio 2007 e prima di quell’aprile.

E spingo ancora sull’acceleratore, mentre il riff di Maritornes mi suona ancor più forte in testa e nelle orecchie, e la mia onda lunga mi porta sempre più a largo!!!

On air: Maritornes, Mago de oz.

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3 pensieri su “Molinos de viento

  1. Voglio darti lo stesso consiglio che ho dato alla persona che dopo avermi ferita è tornata nella mia vita dichiarandosi pentito: “Tra tutto quello che dici di aver imparato stando insieme a me, sono sicura ci sia anche la scoperta di quanto è prezioso e necessario scambiare la tua anima con quella dell’altro. E ora che lo hai capito e hai abbandonato le tue paure esci di casa, e innamorati davvero”.

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    • …prima di rispondere al tuo commento: mi sono visto “in the mood for love”. Bello… Ma 2046 mi è piaciuto di più!
      Il tuo consiglio è bello, ma la mia è più una costatazione del fatto che per far del bene ad una persona, qualche volta, è necessario “farle del male”. E con quello che ho scritto, non intendo certo tornare indietro: io non sono pentito e rifarei esattamente quel che ho fatto. Solo che quando si ha a che fare con i sentimenti e con i cuori delle persone, le cose giuste da fare spesso sono le più difficili e lasciano delle cicatrici che solo il tempo può guarire. Un abbraccio.

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