Da dove ricominciare

Ora noi o risorgiamo come squadra o cederemo un centimetro alla volta, uno schema dopo l’altro, fino alla disfatta. Siamo all’inferno adesso signori miei. Credetemi. E possiamo rimanerci, farci prendere a schiaffi, oppure aprirci la strada lottando verso la luce.


Da questa settimana, da lunedì, nella mia vita sono cambiate molte cose.
Un contratto a tempo indeterminato cancellato con 2 fogli stampati e una firma.
Persone che mi hanno indicato l’uscita e io che, almeno per questa vota, ho mostrato la mia forza, e la mia parte migliore.

Sindacati, centri per l’impiego, uffici, telefonate, avvocati hanno riempito questi giorni indeterminati.

Ma nonostante tutto, va bene.

Va bene nel momento in cui ho resistito e dovrò ancora resistere ad uno tsunami che ha e sta cambiando la mia vita, spingendomi con le spalle al muro, piegandomi, facendomi mangiare la sabbia.

Ma questa volta ho deciso di non lasciar spazio alla disperazione. Questa volta, e non solo nel senso figurato, ho infilato i guantoni ed ho sferrato pugni. Ora ad un sacco, ora attraverso una strategia.

La mia strategia. Come trovare un nuovo lavoro?
Ho deciso di procedere così: Google maps, parole chiave, aziende e siti.
Ricerca di posizioni e come se fossi un commerciale, email tagliate per ogni azienda, per ogni posizione.
E poi, Monster, Likedin, jobcrawler, infojobs e gli altri.
Questa volta non ho il placement del master alle spalle, questa volta debbo far da solo.

Non m’illudo, probabilmente la redemption non sarà quella che vorrei, ma è giusto tentare, è giusto riuscire.

Scrivo qui queste parole come un manifesto, come un mantra, come la bozza e il programma che devo seguire: non c’è spazio per buttarsi giù.

Sul video Juke-box: un classico del coaching, Ogni maledetta domenica di Oliver Stone.

Il discorso:

Non so cosa dirvi davvero. 3 minuti alla nostra più difficile sfida professionale. Tutto si decide oggi. Ora noi o risorgiamo come squadra o cederemo un centimetro alla volta, uno schema dopo l’altro, fino alla disfatta. Siamo all’inferno adesso signori miei. Credetemi. E possiamo rimanerci, farci prendere a schiaffi, oppure aprirci la strada lottando verso la luce. Possiamo scalare le pareti dell’inferno un centimetro alla volta. Io però non posso farlo per voi. Sono troppo vecchio. Mi guardo intorno, vedo i vostri giovani volti e penso “certo che ho commesso tutti gli errori che un uomo di mezza età possa fare”. Si perché io ho sperperato tutti i miei soldi, che ci crediate o no. Ho cacciato via tutti quelli che mi volevano bene e da qualche anno mi dà anche fastidio la faccia che vedo nello specchio. Sapete con il tempo, con l’età, tante cose ci vengono tolte, ma questo fa parte della vita. Però tu lo impari solo quando quelle cose le cominci a perdere e scopri che la vita è un gioco di centimetri, e così è il football. Perché in entrambi questi giochi, la vita e il football, il margine di errore è ridottissimo. Capitelo. Mezzo passo fatto un po’ in anticipo o in ritardo e voi non ce la fate, mezzo secondo troppo veloci o troppo lenti e mancate la presa. Ma i centimetri che ci servono, sono dappertutto, sono intorno a noi, ce ne sono in ogni break della partita, ad ogni minuto, ad ogni secondo. In questa squadra si combatte per un centimetro, in questa squadra massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi per un centimetro, ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro, perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza fra vivere e morire. E voglio dirvi una cosa: in ogni scontro è colui il quale è disposto a morire che guadagnerà un centimetro, e io so che se potrò avere una esistenza appagante sarà perché sono disposto ancora a battermi e a morire per quel centimetro. La nostra vita è tutta lì, in questo consiste. In quei 10 centimetri davanti alla faccia, ma io non posso obbligarvi a lottare. Dovete guardare il compagno che avete accanto, guardarlo negli occhi, io scommetto che ci vedrete un uomo determinato a guadagnare terreno con voi, che ci vedrete un uomo che si sacrificherà volentieri per questa squadra, consapevole del fatto che quando sarà il momento voi farete lo stesso per lui. Questo è essere una squadra signori miei. Perciò o noi risorgiamo adesso come collettivo, o saremo annientati individualmente. È il football ragazzi, è tutto qui. Allora, che cosa volete fare?

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8 pensieri su “Da dove ricominciare

  1. Ammiro Raffaele la tua voglia di non subire, la voglia di reagire in un momento in cui è faticoso galleggiare. Ed è giusto così, è impensabile che l’energia, la voglia di fare restino inespresse e non valorizzate.
    Ma quel che ammiro maggiormente è la tua voglia di resistere andando all’attacco, a dispetto di tutto. Da ogni grande e vera crisi non se ne esce arretrando, ma solo avanzando.
    Rigo per rigo condivido le tue parole.
    un forte abbraccio

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    • Grazie Affy.
      Col ricambiare l’abbraccio ti dico che la verità è che credo di aver imparato qualcosa dal passato: anche un solo errore evitato grazie all’esperienza è già un passo in avanti.
      Non mi illudo, ma ho il coltello ben saldo tra i denti.

      Citando un film che adoro, “Le ali della libertà”: “in questa vita o fai di tutto per vivere, o fai di tutto per morire”. E come per Red, ho scelto di lottare e di vivere.

      A fine binario si può solo iniziare di nuovo, dopo tutto…

      Grazie per il tuo passaggio!

      Mi piace

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