Vorrei Dirti Che

Tienimi la mano, ancora un po’.
Davanti a noi l’alba che aspettavamo.
Non ti illuderò con promesse che non so.
Ma ti dirò la verità che stringo in mano.

La notte ormai, è alle spalle.

Vorrei dirti che la mia anima nera è fuggita da questa prigione felice.
Ma mi ritrovo a maneggiare qualcosa di complicato che non so dove sta andando.
Futuro, incertezza, amore, paranoia e sesso, solitudine e sentimenti che contrastano ogni giorno con la luce e il buio che ho dentro.

Ho preso le vitamine e ho messo la crema per far sparire queste macchie che ho in faccia.
Quest’anno, anche la melanina è mancata.
Ho corso quasi tutti i giorni 10 km, fino a che ho sentito i crampi ai polpacci.
Ho aggiustato la schiena che ora è dritta e ho tolto quel rotoletto di pancia lasciato in eredità dai miei anni da studente e dalle birre che mi son bevuto.
Ho diminuito l’alcool in generale e la mia amata birra.
Mi son fatto nuovi amici e approcciato a un nuovo sport.
Ho comprato i guantoni e i para tibie, canotta e pantaloncini aderenti.
Ho delle chiappe sode e vene che mi esplodono su braccia che prima quasi non esistevano.
Mi son lasciato crescere i capelli e bianchi fili d’argento imbiancano la mia testa.

Ma nonostante questo, il mio cuore non è cambiato. E’ rimasto lì, fermo alla frontiera dei ricordi, incapace di amare ancora e di accogliere i battiti del cuore di una nuova donna.
E una paura mai provata prima si è fatta strada tra le rovine in fiamme della mia vita: la paura di non trovarla più. Di non riuscire a scorgere gli occhi di Morgana negli occhi delle altre donne. Di non riuscire più a sentire quelle nuvole cadermi dentro, quella sete che mi porta a dire: ne voglio ancora.

Vorrei dirti che:

Ho sete,
ho sete di te che non sei qui
Stella caduta dagli occhi,
Che voli sul mio deserto
Ho sete,
le nuvole mi cadono dentro,
Cerchio che ha perso il suo centro,
Perché ha smarrito ogni senso
Oh, sabbia rossa e deserto

Nell’Ipod: Fata Morgana, Litfiba

La solitudine dell’Highlander

Una birra trappista e il bancone del bar.
Il bicchiere quasi vuoto e i residui di schiuma lungo il bordo.
Walksalone mi mette una mano sulla spalla: prendiamone un’altra.
Inclina il bicchiere umido e pian piano la fa scendere giù, lo riempie fino quasi all’orlo e poi pensa a sé.

Beviamo Raf, beviamo in onore dei vecchi tempi.
Brindiamo alla memoria di chi non c’è più e brindiamo a questa notte e al dolore che portiamo nel cuore.
Brindiamo alla solitudine, ai giorni vuoti che passiamo senza una perché.
Brindiamo al lavoro precario di ogni giorno, al futuro negato, brindiamo a noi.

Lo so Walks, lo so perché sei riapparso. Fino a ieri pensavo che tu fossi il male. Pensavo a te come alla mia versione più buia, pensavo che tu fossi il rimpianto, la paura e l’insicurezza. Ma ora, ora che sono rimasto l’ultimo, il più strano, il più contorto, quello che per sua scelta non ha mai potuto avere una vita come gli altri, ora Walks, ora ho capito che il vero male è altro.

E lotto, ogni giorno, e tengo la guardia alta e ferma, e so che passerà, e spero che passerà, e tu sei qui perché mi son concesso una debolezza.
Ho abbandonato per un attimo lo spirito di Frank e come un fiume in piena la solitudine mi ha travolto.
E mi son detto che solo tu, tu che per definizione cammini da solo, solo tu, potevi capire la solitudine di un Highlander: un uomo costretto a sopravvivere a tutto quello che ha amato, che come in una bolla nel tempo è costretto a guardare gli eventi scorrere e sfuggirgli via come sabbia rossa tra le mani.

E ho voluto bere ancora una volta con te per poter guardare nei tuoi occhi il baratro più nero e rendermi conto che dovrò continuare a lottare perché tu sei, sei stato e sarai il buio e la luce allo stesso tempo.

E ho capito che non può esistere buio senza luce.

Brindiamo Walks, beviamo in onore di nuovi tempi.
Brindiamo alla memoria di chi c’è stato e di chi ci sarà e brindiamo al giorno e alla felicità che cerchiamo nel nostro cuore.
Brindiamo alla compagnia, a giorni pieni, stracolmi di passione.
Brindiamo al lavoro stabile, al futuro sperato, brindiamo a noi.

On Air: Ac/Dc Hells Bells

 

In Guardia

Sabbia rossa che scivola via dalle mie mani.
La strada di ogni giorno, e sto guidando.
Chiudo gli occhi… 1…2… La strada sta correndo sotto alle ruote e non ho paura.
Manca, manca qualcosa.
Scricchiolano le pareti poco prima che crollino. E sono le mie braccia che stanno parando un calcio alto.
Sempre in guardia come ho imparato. Ma quelli che vedo sono lividi.
E accuso i colpi sulla pelle.

Poi, in un giorno in cui vorrei essere un piromane per poter dar fuoco al mio mondo, mi ritrovo a fare la parte del pompiere e a spegnere le fiamme che pian piano stanno divorando il mio cuore…

Dalla Musicassetta: La descrizione di un attimo, Tiromancino

Baciami Stanotte

Appoggio dolcemente una mano sulla tua guancia spostando una ciocca di capelli neri.
Soffermo lo sguardo sulle tue labbra rosse per poi spostarlo sui tuoi occhioni color nocciola.
Avvicino le mie labbra alle tue.

Baciami.

I tuoi capelli mossi e la tua pelle liscia come seta.
Il tuo profumo e la tua mano.
la appoggi dolcemente sulla mia guancia e ti avvicini.

Sai, è passato del tempo da quando sono stato baciato così da una ragazza.
Tempo che quasi non ricordo più, quando sento un brivido incresparmi la pelle.
E poi, il tuo sapore.

La mano che si sposta pian piano dietro la nuca e dolcemente si perde tra i capelli.
Chiudo gli occhi e posso sentire chiaramente le emozioni scorrermi dentro.
Un fiume in piena che mi ricorda che sono vivo.

La luce che rischiara la notte che mi avvolge e poi, quel respiro profondo di leggerezza.
Battiti uniti all’unisono e fissati in un momento che sembra quasi eterno.
E il chiarore della luna che lava via tutte le mie paure.

Believe, believe in me, believe
That life can change, that you’re not stuck in vain
We’re not the same, we’re different tonight
Tonight, so bright
Tonight

Nella mia testa: Tonight Tonight, Smashing Pumpkins