30 dicembre

Gli occhi azzurri di una sconosciuta che mi vengono in sogno e quei capelli biondi. Quasi che non mi sarei voluto svegliare, tanto era bella la sensazione che stavo provando.

Nei sogni è tutto mischiato, forse ci ho fatto l’amore. O forse ci ho solo parlato. Ma ricordo perfettamente il suo maglione verde scuro e le sue mani affusolate. Sinestetica sensazione quella di provar quel piacere col solo pensiero.

Forse era un desiderio, o forse no. Ho pensato quasi di scrivergli, magari dicendogli proprio che l’ho sognata, che abbiamo fatto l’amore, che… forse sono un pazzo.

Ma sono un pazzo che ha provato a chiudere questo anno, per volontà o per puro caso con un sogno, un pensiero, un desiderio di felicità…

Vorrei scrivere questo ultimo post cercando di non fare il solito bilancio. Anche perché un pazzo è per definizione squilibrato, sbilanciato. Allora mi sbilancio nello scrivere per ricordare chi sento nel mio cuore ogni giorno e che non può essere più qui con noi.

Se mai esiste un’anima e quell’anima potesse ascoltare e magari leggere queste parole, all’anima di chi adesso non c’è, gli vorrei dire che ci manca tanto, che questo 2014 ci ha portato via tanto, troppo. Che ha strappato con violenza i miei, i nostri, i suoi sogni, lacerando le carni di una vita che poteva essere così bella nella sua semplicità da rendere tramonti bellissimi meri corollari di una felicità sincera.

Vorrei dirgli che non sono più andato in moto senza di lui, ma che prima o poi tornerò in sella al mio mostro e che lui sarà con me, nel mio cuore. Vorrei dirgli anche che questo 2014 nella sua assenza mi ha insegnato a lottare più di prima, a non abbassare mai la guardia, a non lasciarmi prendere dalla disperazione anche quando tutto sembrava perduto.

Vorrei dirti che, cerco di fare lo zio come meglio posso, che ti rivedo negli occhi di tuo figlio, nel suo portamento, nel suo ridere e in quelle fossette che ha quando fa i dispetti. Vorrei dirti che mi ricordo e mi ricorderò sempre l’ultimo abbraccio che ti ho dato qualche sera prima.

Così ti dico che questo 2014 si sta chiudendo e lo sta facendo con i vostri occhi azzurri che oggi permeano la mia giornata: i suoi, di tuo figlio, i tuoi.
Rimarrò con la guardia alta come a pancrazio fino a domani sera, e nell’anno che verrà ti assicuro che avrò imparato anche ad assestare più pugni di quanti io adesso ne riesca a parare.

Con la tua assenza mi sono, o meglio, ci siamo scoperti combattenti e ogni giorno senza te ci prepariamo alla guerra.

Domani si chiuderà questo 2014, ma non si chiuderà un ciclo. Non lo farà, la mia teoria era sbagliata, tutto continuerà ad andare esattamente come ha fatto fino ad oggi. E non serviranno buoni propositi, e non servirà dimenticare vecchi ricordi. Noi combatteremo fino alla fine in ognuno dei nostri giorni, attraverso le ore e i minuti e fino alla fine del nostro tempo:

è il nostro destino e ognuno di noi, ne è l’artefice.

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7 Dicembre

Ancora una volta #Off nel cervello. Penso che dopo tutto è il mio compleanno.
Entro ancora in un posto che odio e ballo. Un inno alla coerenza il mio, soprattutto quando perdo il conto dei Vodka Lemon.

Di nuovo in questa discoteca. Di nuovo un viaggio alcolico. Ho diminuito l’alcol, ma stasera ne ho bisogno.
Volti di ragazza che mi flashano davanti, ragazzini pompati che si sfidano coi pugni, la mia totale regressione nello specchio del bagno.

Devo ancora pisciare. Mi lavo le mani e sono lì. Non c’è un cazzo di asciugamani, o asciugatore, o rotolo di carta, vaffanculo. Ho la vista annebbiata, penso di ballare in un modo, e mi sembra di muovermi a rallentatore. Mi butto su di un divano puzzolente e aspetto.

Son 31 porca puttana e sono in incognito. Ho indossato la maschera da Devilman per spegnere l’interruttore generale nel mio corpo e scordami di questi trent’anni che mi hanno segnato.

E poi, sei lì. Sono troppo ubriaco per tentare un approccio. So quale è il mio limite, e l’ho abbondantemente superato…

…ma mi piace vederti ballare con le tue amiche. Per te è tutto un gioco. Per te che balli in mezzo alla gente e non ti importa di niente. Bruciano i tuoi anni, come ho visto bruciare i miei. Come questo mio cuore che pompa alcol che poi prende fuoco.

Dammi un ultimo bacio, fai bruciare ancora una volta questi miei anni e dimmi che sono troppo vecchio per te.

E poi, la tua giovinezza e la tua saliva.
Sono più vecchio oggi e i vecchi dovrebbero bruciare.

Quello che avrei voluto sentire in discoteca: Deep Purple, Burn

La fine della compagnia dell’anello: Il Ritorno del Re (amici/zia #4)

Ogni volta che vedo il finale de Il Signore Degli Anelli mi vien da piangere.
Ho sempre legato la trilogia a un periodo della mia vita in cui tutto era in formazione, in crescita.
A un periodo magico in cui per stare bene bastava poco: l’importante era che ci fossero i miei amici, 4 ragazzi dispersi in un paesino della provincia laziale che si divertivano, un po’ come tutti, ad andare in birreria e sparar cazzate.

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