La notte di Frank

Se guardo il cielo non lo sfioro neppure
E il paradiso sembra un sogno da pazzi
Forse vorrei inventarne uno nuovo
Ma vivo a testa in giù

Fari nella notte che lo accecano, una bestemmia, e la strada che scorre.
Frank è alla guida della sua auto bianca e prova una strana solitudine mista ad allegria.
Si dirige in un paese vicino. Ma in realtà non ha una meta precisa: se qualcuno gli chiedesse dove sta andando, lui risponderebbe semplicemente: vado.

Sono un bastardo se distruggo tutto
Sarò bastardo se ne lascio un po’
Voglio fare un fuoco di tutto
Perché la noia passi via

Una strada e tanti, tanti pensieri che affollano la sua mente. Pensa che i suoi racconti ormai sono diventati troppo scuri e sente come se qualcuno, come un autore invisibile, colui che si nasconde dietro alle vicende la sua vita, abbia deciso che le tinte grige e nere gli si addicono di più.

Sono il selvaggio nelle strade deserte
E sto cercando un paese innocente
Ma questa terra è già troppo malata
E cado a testa in giù

Solitudine, e una notte che gli ricorda tempi andati. Fear of the dark nella radio, ma non ha più vent’anni. Continua a pensare che si sta prendendo troppo sul serio e che seguire la scia non gli piace proprio. E intanto la sua macchina bianca va. Corre nella notte tra strade provinciali e buche. Corre attraverso ricordi e volti che il buio della dimenticanza inghiotte.

Sono arrivato per vivere tutto
Sono arrivato ma non tornerei
Voglio pisciare sulle scarpe alla noia
Corro fino al limite
Notte
Come il lupo nella notte

Frank è alla guida della sua auto bianca e immagina un mondo diverso. Immagina un futuro diverso e si perde per le strade come un lupo nella notte. Spinge sull’acceleratore e corre, corre e non vorrebbe voltarsi. Mai.

Non ti voltare mai
Sei solo corri, corri, corri, corri
Non ti voltare mai

On Air: Corri, Litfiba

 

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4 pensieri su “La notte di Frank

  1. ehmmm, ecco…gli Iron Maiden non sono propriamente il mio genere ma Liftiba mi piace!!!!
    Che dire Raf? A volte mi sento anche io un po’ come Frank, nel senso che a volte mi sento senza meta e mi sembra solo di correre, appunto correre senza voltarsi indietro.
    Ma credo sia necessario un po’ per tutti, non pensi Raf? 🙂

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    • I Litfiba sono tanta, tanta roba… 🙂 🙂 🙂 Beh Frank non è proprio perso. Non si volta e va, ma lo fa perché ha capito benissimo. Perché per quanto bello possa esser stato il passato, dietro ormai non c’è niente. E tanto vale guardare avanti, per l’appunto, senza voltarsi.

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