365 croci

Frank ha le gambe incrociate e siede sulla spiaggia, tenta di abbassare i battiti del suo cuore guardando la pace del sole che si tuffa nel mare. Ma la notte allunga le mani nel suo stomaco e lo stringe con violenza ricordandogli chi è.

Walk è lì con lui. Inseparabile e fedele amico nel tempo. Anche lui con i suoi pensieri, anche lui che tenta di perdersi in migliaia di scintille nella luce riflessa dell’ultimo sole che si specchia nell’acqua.

Sai Walk, oggi è un anno. Un secolo in cui ho disceso ogni giorno i gironi dell’inferno per poi risalire un centimetro alla volta, da solo, arrampicandomi sugli spuntoni di roccia a mani nude. Sono passato attraverso le mie debolezze, piangendo disperatamente e poi asciugandomi lacrime amare nelle mie notti insonni. Ho affrontato la quotidianità di una mancanza nella routine di un lavoro difficile e infine ho guardato a fondo negli occhi di suo figlio e di mia sorella rinnovando di volta in volta il dolore.

E così Walk sono 365 croci piantate così a fondo nel petto da avermi cambiato profondamente. Intendiamoci: sono sempre io, sono sempre uguale, ma mi sento profondamente diverso. In una certa misura sono cresciuto, anche se qualche volta mi sento ancora il peggior nemico di me stesso. Ma Andrea, la sua assenza, mi ha insegnato a vivere ogni giorno a pieno senza gettarmi nello sconforto, senza aver paura di fallire e soprattutto senza arrendermi mai

È forse questa la cosa più importante Frank: trarre insegnamento. Riuscire nonostante tutto ad andare avanti, perché si può fare solo quello, perché fissare l’abisso in fiamme dei ricordi non è una strada percorribile. Tutto quello che è stato rimarrà sempre nei nostri cuori, nel nostro cuore. E forse un giorno tutte queste croci che affollano nel petto i lati del nostro cammino, saranno ricoperte di fiori di campo, e il tempo che passa sarà l’alleato che avremmo sempre voluto avere accanto…

Ad Andrea.

Nella mia testa: Litfiba, Prima Guardia

Un’ultima volta

Parti di me che riemergono dal buio,
e io che come scusa uso la birra per liberarle.

Lascio che dal buco nel petto fuoriesca la bestia,
e lei mi si rivolta contro strizzandomi con gli artigli il cuore.

Occhi. Non capisco quale versione di me stiano vedendo,
e io mi spoglio dell’armatura e mi concedo il rischio di tentare.

Mi chiedi se questi anni e il voler esser solo non abbiano viziato il mio essere,
e io te ne parlo per un’ultima volta sentendomi vulnerabile.

On air: Dream Theater, One Last Time

 

Qui e ora

Un prato verde, un lago e una vecchia 500.
Bagno le mani nell’acqua e mi tolgo la maglia.
Tu sei accanto a me e l’erba mi pizzica la pelle.

Una bottiglia di vino e una giornata veloce.
Labbra che si sfiorano e poi si trovano.
Nel petto battiti che squarciano il silenzio.

Sono seduto su di un razzo e sto per partire.
Vivo qui e ora ed è giusto che sia così.
Lascio il mio fardello e accendo il motore.

This is Major Tom to Ground Control
I’m stepping through the door
And I’m floating in a most peculiar way
And the stars look very different today

Nell’Ipod: David Bowie, Space Oddity

Il posto giusto

È strano come qualche volta senza saperlo ti ritrovi nel posto giusto.
È strano soprattutto se sei uno di quelli che si sente sempre fuori posto.

Blind Guardain

Foto scattata da me al concerto

Esco prima dal lavoro, Roma, Atlantico, un amico, concerto dei Blind Guardian. Ragazzini con le ascelle sudate e io non faccio eccezione. Non ho il biglietto e il bagarino prova a fottermi allegramente. Una telefonata, individuo la biglietteria, entro. La sera sta scendendo, e io ho la strana sensazione di aver fatto sega a scuola.

Un caldo della Madonna, sento gocciolarmi il sudore dietro al collo e iniziano a suonare gli Orphaned Land.
Il cantante sembra Gesù Cristo e la musica non è male. Mi bevo una Birra. Fanno diversi pezzi con un buon sound, poi le solite presentazioni.
Il front man si ferma e dice che lui nonostante l’aspetto non è Gesù. Prende i sandali in mano e con voce soave in un italiano stentato dice “Mannaggia i sandali di Cristo“. Il pubblico esplode in un urlo di gioia e il sedicenne che è in me prende il sopravvento… e mi bevo la seconda birra.

Domani devo tornare a lavoro mi dico. Il  mio amico dice: domani staremo comunque male quindi, che cazzo ti frega, beviamoci quest’ultima birra. …l’ho detto ultimamente a una ragazza che per sciogliermi un po’ mi ci vogliono 3 Ceres…

E arriva il momento dei Blind Guardian.
Come gli adolescenti che mi sono accanto mi eccito. Forse è la birra, o forse no. Ma sento esplodermi nel petto una bomba all’idrogeno quando iniziano a suonare.
Mi sento nel posto giusto. Un brivido misto a sudore mi corre per la schiena e non riesco a trattenermi. Mi rendo conto che sto per raggiungere un nuovo livello di #Off per i miei standard quando sento che la serata è perfetta. Faccio il simbolo “Metal” con le corna e il pollice largo (il pollice largo deve esserci ndr). E lo ostento col braccio destro alzato. La mia maglia nera è sudatissima, inizio a cantare tutte le canzoni che so, e rasento quasi il molesto quando vicino a me uno sta fumando erba. Ma in tutta franchezza mi ripeto che non me ne frega niente. Qui non si tratta di ricordi, qui non si tratta di futuro, si tratta solo di vivere il momento a pieno. E per la puttana ho deciso di farlo. E do fondo a tutta la mia voce.

Il concerto alla fine è durato più di 2 ore e mezza e con i pezzi proposti ha ripercorso un intero arco di vita, della mia vita, della colonna sonora che mi accompagna da sempre.

Sono uscito con il sorriso in bocca: ero nel posto giusto al momento giusto

So many centuries, so many Gods
We were the prisoners of our own fantasy
But now we are marching against these Gods
I’m the wizard, I will change it all

Dalle casse del palco: Blind Guardian, Valhalla

Valkyries

Le valchirie in un dipinto di WIlliam T. Maud

Le valchirie in un dipinto di WIlliam T. Maud (fonte)

Ed ho pensato di non aver più bisogno della mia armatura
quando l’ho vista frantumarsi nella notte dei miei ricordi.
Ma come fibra di un muscolo dopo l’allenamento,
si era frantumata solo per riformarsi più forte.

E poi ho sentito di nuovo la vita esplodermi nel petto con fragore di bicilindrico
e adrenalina mista a benzina incendiarsi nelle vene
mentre la strada veloce mi scorreva sotto le ruote
quando nudo al cospetto del mio mostro ho fissato gli occhi verdi di una Valkyria

When the battle is lost
And the slain ones are chosen
Valkyries will guide us home

Nell’interfono del casco: Blind Guardian, Valkyries