Come se fosse l’ultimo

Il vibrare (s)composto del motore. Un manubrio da stringere e io che mi sento diverso.
Non so quante ombre posso essermi lasciato dietro, e non so se posso sempre essere diviso tra tutto e niente.

Che poi, vacci a capire quanti battiti mi son perso in questi anni. Il cuore è un oggettino delicato che però va usato. A lasciarlo in una piccola scatola chiusa prima o poi marcisce. Quindi alla cancrena dilagante dell’oblio dei sentimenti è sempre meglio lo strattonare repentino dell’acceleratore, e il rombo di chi forse domani non sa che fine farà.

Perché vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo non è proprio così facile. Bisogna essere portati, bisogna aver visto la fine con i propri occhi.  Anche se, quando riesci a VIVERE, tutto quello che hai passato non sembra niente e ti da la possibilità di vedere con più chiarezza quello che (forse) ti (a)spetta.

Perché diciamocelo, anche un tipo come Frank o come Walksalone riesce a dire di amare dinnanzi alla fine.

Si alza il vento

Foto by Deviant Art, The Wind Rises Tribute
by cow41087

Perché se non rischi te stesso, dimmi: cosa vuoi rischiare?

Te stesso, è tutto quello che hai. Te stesso è tutto quello che puoi. Te stesso è tutto quello che dai.

Che poi, il vibrare (s)composto del motore, la manopola del gas che nonostante tutto continua a girare, e un cuore che non vuole essere solo un’ombra nel petto, è tutto quello che sento, ed è tutto quello che ho.

Perché mi sento ad un passo dal perdere tutto e ad un passo dall’avere tutto.
Dietro a me il baratro non ha smesso mai di avanzare, ma davanti a me riesco a vedere ancora la strada.

Perché forse sarà solo la sinestetica illusione data dall’aria fredda della mattina che mi fruscia nel casco, o l’odore di una giornata lavorativa d’estate…

Ma sento il vento muovermi addosso, bisogna tentare di vivere!

Le vent se lève!…
il faut tenter de vivre

Paul Valéry, Le cimetière marin

The scars that bear my name

Cicatrici che portano il mio nome e l’incertezza di un periodo. Spingo questo corpo fin dove la resistenza lascia spazio alla pazzia. E mi ritrovo a vagare di notte per sentieri che una volta trovavo familiari e che ora sono sconosciuti.

Mi chiedo se sono un uomo di pace, o un uomo di guerra.

Are you a man of peace
Or a man of holy war
Too many sides to you
Don’t know which anymore
So many full of life
But also filled with pain
Don’t know just how many
Will live to breathe again

Guardo ancora le macchie che ho in volto. Un anno è passato. C’è chi dice che dovrei coprirle. Ma quando ho sentito il ghiaccio penetrarmi nel cuore ho capito che me le sono guadagnate.
Così mi ritrovo ad andarne fiero. Loro sono il simbolo sulla mia pelle di quello che ho vissuto, di quello che ho passato e della forza che ho trovato per andare avanti. Il fregio di una versione di me che non pensavo potesse esistere. Il monito, tutte le mie paure e le speranze per il futuro.

E se ora posso sentire il cuore battermi nel petto come mai ho sentito prima, in parte lo devo proprio a quello che esse rappresentano, al male, alla disperazione, e infine all’amore.

Battiti che aumentano di frequenza e
un cuore impazzito che scalpita nel petto.
Le mie mani sulla tua pelle e
dolce sudore nella notte che va.

Il tuo odore che mi confonde e
poi mi indica la strada verso il tuo collo.
Seni di Valkyria tra cui perdermi e
la mia lingua per assaporare ogni istante.

Sono già perso quando ti guardo e
i tuoi occhi così verdi e intensi mi disarmano.
Le lacrime lasciano spazio al sentimento e
poi labbra bagnate che si trovano.

Nel giradischi: For the Greater Good of God,  Iron Maiden

Tutto nella mia testa

Che poi lo sapevi, no? È tutto nella tua testa…
Lo specchio mi guarda e riflette un me con la barba. Un post su Facebook e un tag. Io sono quello che si ubriaca ai matrimoni e sto già a buon punto.

Mi sento felice, anche se è mezzanotte e mezza e io ancora sto piegando i panni. Dopo tutto è stata una serenata carina: il fatto di essere andato in palestra e non aver cenato è stato simpatico, soprattutto nel momento in cui, tra una canzone e l’altra, la birra e lo spumante mi sono entrati direttamente nel circolo sanguigno senza passare dal via… E hai voglia te a mangiare pezzi di torta per paura dell’alcol test!

Poi, un 2 giugno passato in sella al mio mostro, il mare, un ombrellone, due sdraio e Lei. Protezione solare 50+ per la mia pelle bianca, e parole che inciampano.

È tutto nella mia testa mi dico, è tutto nella mia testa…

Look inside your head and find
Tell me now and it’s all in your mind
Look inside your head and find a way
Deep inside and it’s all in your mind

It’s all in your mind
It’s all in your mind

In sottofondo: All in your mind, Iron Maiden