Tutto è bianco e tutto è grigio

Magritte - Gli amanti

Magritte – Gli amanti

Emozioni.
Quando costringi te stesso a non provarne per un lungo periodo è come se ti inducessi da solo in coma. Rallenti il cuore, sempre di più, fino a fermarlo. Chiudi tutte le porte del tuo essere e non concedi spazio a nulla. Resti fermo in un limbo in cui non puoi essere ferito in nessun modo da nessuno e da nessuna. Ma allo stesso tempo, tutto ti scorre addosso e non si ferma. Una gelida notte che ti accoglie e ti inghiotte nel suo stomaco e che alla fine non ti lascia niente.

Emozioni.
Quando preghi per la pioggia, devi mettere in conto anche il fango. E così un cuore può tornare a battere di botto, pompare adrenalina così forte da incendiarti le vene e ti può  sconvolgere, scombussolare, ti può portare in alto e poi sbattere violentemente a terra.

Emozioni.
Innamorarsi, di nuovo, quando non lo avevi previsto, quando la tua solitudine e qualche “amica” erano diventate le tue compagne preferite. E sentirti forte, poi vulnerabile, e non riuscire a placare quell’io indomito che ha paura di perdere tutto da un momento all’altro. Che ha paura di subire quello che si è fatto. La regola è sempre stata una: “non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te.”

Emozioni.
Così forti da gestire, così strane per un cuore che non sapeva come tornare a battere e non sa come districarsi nello spettro cromatico che va dal dolore alla felicità. Ma che sa perfettamente come tornare dall’abbandono, come chiudere i conti con tutto quello che lo può far star male.

Emozioni.
E io che nonostante tutto ci provo. Provo a nascondere la paura che ho negli occhi, anche se non so quanto sia credibile. E alla fine decido comunque di rischiare, di lasciarmi andare, di provare  gettarmi a capofitto in quel mare di emozioni che per paura avevo chiuso fuori dal mio mondo.

Deve essere nella tua pelle che sto affondando,
deve essere reale perché adesso posso sentirlo,
e non mi preoccupo
del fatto che non sia il mio modo di essere,
non è il momento di domandarsi.
Tutto è diventato bianco
e tutto è grigio.
Alcuni momenti ci sei, altri no
io non voglio questo,
ricorda che
non dimenticherò mai dove sei.
Non lasciare scivolare i giorni,
glicerina.

In sottofondo: Bush, Glycerine

Sai di buono

Nuvole che mi cadono dentro e tu che piano piano mi contamini.
Entri di prepotenza nel mio mondo e mi chiedi di guardarti brillare.
Bella e radioattiva. Liscia come velluto e con un buio che forse è pari al mio.
Cancerogena sensazione quella di lasciarsi inghiottire dalla notte.

Un nuovo coltello piantato nel petto e i tuoi capelli che mi incatenano.
Fisso i miei occhi sui tuoi e sensazioni bagnate mi avvolgono.

Mi prendi la testa e me la schiacci violentemente contro il muro dei ricordi.
Mi dici che è inutile guardarmi indietro e con la tua acida verità corrodi il tempo che è passato.
Scarnifichi le mie convinzioni e con lamette affilate incidi la luce nei miei occhi.
Poi lasci che ancora una volta il sangue fuoriesca dalle cicatrici.

Lasci che la mia umanità quasi svanisca quando ti metti sopra di me,
ma il mio demone prende il sopravvento e di soppiatto ti ribalta.
Morde il collo e la clavicola fin quasi a voler far male e mi esclude dal controllo.
Spinge il mio pube contro il tuo e dallo specchio vedo la tua schiena che si inarca.

Labbra. Un morso, poi un altro. Lingue che si rincorrono e poi si trovano.
Respiri concitati quando finalmente sento di essere nuovamente io.
Fisso ancora i miei occhi nei tuoi provando a placare il demone,
e poi il mio petto che si lascia cadere.

Du Riechst So Gut

Die Spur ist frisch und auf die Brücke
tropft dein Schweiß dein warmes Blut
ich seh dich nicht
ich riech dich nur ich spüre Dich
ein Raubtier das vor Hunger schreit
wittere ich dich meilenweit
du riechst so gut
La traccia è fresca e dal ponte
gocciola il sudore, il tuo sangue caldo
non ti vedo
sento il tuo odore, ti percepisco
un predatore che urla per la fame
seguo il tuo odore per miglia
sai di buono

Nell’iPod: Rammstein, Du Riechst So Gutt