22

22 Marzo,

il tempo per scrivere sta per scadere.
Rispetto il mio impegno e sono qui, lo faccio per esercizio, lo faccio perché lo sento quasi come un dovere, lo faccio per te.
E nella mia testa non ci sono più storie d’adolescenza fantastiche e pezzi di vita, ma c’è solo la voglia di andare via.

Nessuna speranza forzata, nessun ricordo che mi porta chissà dove, solo il numero 22.

22.
No, non ho (ancora) dimenticato e non c’è un solo giorno che io non ti pensi.
La tempesta non è mai veramente passata e quest’ombrello sembra sciogliersi sotto una pioggia acida di cose che mi cadono addosso.

Ma nonostante tutto tu vuoi che io tiri fuori il meglio che ho da offrire.
E non passa giorno in cui io non ci provi, e non passa giorno in cui io tenti, ma questa facciata s’incrina e si inchina nolente davanti a te e a quel che manca.

Penso di star mentendo a tutti quando mi racconto di non essere come gli altri, di essere più forte, ma quello specchio mi guarda e mi chiede: chi sei?

22.
Tutto inizia e tutto finisce con questo numero, tutto inizia e finisce con questo numero.

What if I say I’m not like the others?
(Keep you in the dark)
What if I say I’m not just another one of your plays?
(You know they all pretend)
You’re the pretender
(Who dares)
What if I say I will never surrender?
So who are you?

Nelle cuffie: The Pretender, Foo Fighters

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