14 anni

Ti dico e ti dirò sempre di non mollare e di farti forza, perché alla fine del tunnel credo con fermezza che ci sia sempre la luce.
Ma mentre cerco di essere con tutte le mie forze ottimista, la paura e il dubbio si insinuano dentro attraverso qualche crepa del mio essere, e vacillo davanti a tutto questo.

Cerco di essere più forte di quello che ero ieri. Dall’ultima crisi, dopo tutto, ne è passato di tempo e sono cresciuto. Ma ho una paura fottuta di quello che succederà. Ho paura di non reggere l’urto quando le mie spalle che, ora sopportano e ora non sopportano il peso che vi grava sopra, potrebbero cedere.

Dicono che “mal comune è mezzo gaudio”, ma qui di gaudio non c’è proprio un cazzo.
La verità è che la cura fa male quanto la malattia stessa e che il mondo che troveremo domani, nessuno potrà dire veramente come sarà.

Ma fra tutti questi pensieri, mi ricordo che ieri era il compleanno del blog: 14 anni di racconti, storie e di stronzate. Ne è passato di tempo da quell’esame di diritto dei mezzi di comunicazione eh?. Da quella bocciatura che diede origine a questa serie di post e che ancora oggi, per qualche ragione sconosciuta, mi tiene qui a scrivere.

Lo sai, dopo tutto il fallimento qualche volta, da il via a qualcosa di buono, non è vero?

E mentre vorrei lasciarmi andare al pessimismo e cedere definitivamente alla paura, proprio tu, attraverso queste pagine virtuali mi ricordi che c’è sempre speranza, e che non tutte le lacrime, come dice il vecchio Gandalf, sono per forza un male.

Così mi asciugo gli occhi e vado avanti. I ragazzi, dopo tutto, non piangono.

I tried to laugh about it
Cover it all up with lies
I tried to laugh about it
Hiding the tears in my eyes
‘Cause boys don’t cry

Nelle cuffie: The Cure, Boys don’t cry